Sconcerti: “Le società vogliono riprendere la Serie A solo per spartirsi i soldi delle pay tv. Sarà uno spettacolo contraffatto e difettoso”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

 

La Serie A pronta a ripartire? La riflessione di Sconcerti. Le venti squadre del campionato italiano hanno espresso l’intenzione di riprendere e concludere la stagione, resta da definire in che tempi e con quali modalità. Tra coloro che sono contrari ad una ripresa a breve termine della Serie A c’è il giornalista Mario Sconcerti che si è sfogato così ai microfoni di Tmw Radio: “La nazione deve prendersi un momento di rilassamento e convalescenza dalla malattia, dai 25mila morti che ha portato, non è il momento per giocare a calcio. Dopo aver fatto le cose necessarie, e quando il calcio smetterà di essere prepotente, pensando di comprarsi pianeti appositi per giocare, chiudersi in bolle per cui prende alberghi interi e la loro manodopera, la passione tornerà. Il calcio è un’altra religione, e non c’è bisogno di credere in qualcosa di vero, ma solamente di credere. Non è il momento né di giudicare né di giocare. Sono sempre più sorpreso dal comportamento delle televisioni e della gente“.

The DAZN television presenter Diletta Leotta on the pitch before the Italian championship Serie A football match between AS Roma and Torino FC on January 5, 2020 at Stadio Olimpico in Rome, Italy – Photo Federico Proietti/ESPA/Cal Sport Media/Sipa USA-Images(Credit Image: © ESPA/Cal Sport Media/Sipa USA Photo Agency/CSM/Sipa USA)

 

I dubbi di Sconcerti, il ruolo chiave delle pay tv

Il giornalista è convinto che se non ci fossero stati i soldi in ballo di Sky DAZN le squadre avrebbero chiesto di non riprendere il campionato. In particolare Sconcerti aggiunge nel suo intervento radiofonico :“Le tv pagano davvero con i soldi previsti uno spettacolo ormai difettoso e contraffatto, ampiamente usato? Neanche atleticamente e dal punto di vista dello spettacolo sarà lo stesso. Sarebbe come comprare per nuova una macchina usata: mi devi fare lo sconto. L’ho chiesto in tutte le salse a Sky e DAZN, ma nessuno mi ha mai risposto. Le società peraltro hanno già incassato i loro soldi, quindi non so come li restituirebbero. La gente, poi, è interessata davvero a questo tipo di calcio? Giocare ogni tre giorni con squadre che neanche sono attrezzate per farlo. Per i soldi si fa tutto, ma è un problema loro, non nostro. Io non credo al fallimento delle società, e che sia un problema di vita o di morte. Hanno bisogno di questi soldi per continuare a spartirseli”.

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