Serie A, gli allenamenti potrebbero slittare al 18 maggio

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui

Ancora molta incertezza sulla ripresa degli allenamenti e dell’eventuale ripresa del campionato di Serie A: oggi si terrà il Consiglio di Lega Serie A, mentre domani ci sarà la riunione con il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora per valutare il Protocollo preparato dal presidente FIGC Gabriele Gravina e dal  Comitato Tecnico scientifico sportivo. La questione non è semplice, in quanto le società sono divise tra chi vuole giocare le restanti partite, tra chi vuole sospendere definitivamente e tra chi s vuole astenere  aspettando l’evolversi degli eventi.

Ieri il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora hanno raffreddato le ipotesi sulla ripresa degli allenamenti e delle partite. Il primo aveva dichiarato: “Con tutto il rispetto essendo anche io un tifoso dato che ci sono stati più di 400 morti, il calcio non è la priorità in questo momento, ma la salute delle persone. Stiamo lavorando per tornare passo dopo passo alla vita normale”.  Spadafora successivamente lo ha seguito dichiarando: “Non è detto che il 4 maggio si riprendano gli allenamenti, ma se avvenisse voglio dire che questo non equivale ad una ripresa del campionato. Ci vedremo mercoledì con la Federazione per analizzare il protocollo. Ha voluto dare una speranza e cioè di trasmettere eventualmente le partite in chiaro qualora la ripresa avvenisse.

Ultime indiscrezioni parlano di uno spostamento per la ripresa di allenamenti al 18 maggio: vige molta cautela, nonostante il progressivo miglioramento della situazione nazionale, come ha sottolineato anche il premier Giuseppe Conte che, finita la riunione di preparazione alla fase 2, ha dichiarato: “Mi piacerebbe dire riapriamo tutto domani; ma sarebbe da irresponsabili, si vanificherebbero gli sforzi fatti fino adesso. Stiamo lavorando per la gestione della fase 2; applicheremo un piano di riapertura ragionevolmente dal 4 maggio, ma ci sono ancora molti aspetti da valutare, non possiamo limitarci che quella determinata impresa rispetti il protocollo di sicurezza,; dobbiamo valutare i flussi dei lavoratori che questa impresa genera. Poi valutare la densità di chi usa mezzi, privati e pubblici, il come gestire la distanza sociale dentro i mezzi di trasporto, il come evitare sovraffollamenti, eventuali modalità di trasporto alternativi e decongestionanti. Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, tenendo conto delle peculiarità delle Regioni; la modalità di trasporto della Basilicata è diversa da quella della Lombardia, come le strutture sanitarie cambiano da Regione a Regione. Stiamo lavorando con il gruppo di esperti che giorno e notte si sta adoperando per garantire una graduale ripresa della normalità”.

Ora non resta che attendere quali saranno le misure della fase 2 adottate dal Governo in tutti gli ambiti, dal quotidiano allo sportivo.

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