Serie A, parla il dirigente ISS: “Contrario a ripresa”

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui

Giovanni Rezza, Dirigente dell’Istituto Superiore della Sanità, ha parlato in merito ad un’eventuale ripresa del campionato, durante la consueta lettura del Bollettino della Protezione Civile. Ecco le sue parole:

Da romanista manderei tutto a monte (ride). Il calcio è uno sport dove ci sono contatti fisici, quindi il rischio di trasmissione del contagio c’è. Ho letto di protocolli sanitari particolari, ma mi sembra un’ipotesi molto tirata. Se dovessi dare un mio parere non sarebbe positivo allo stato attuale; sarà comunque una decisione che prenderà il Governo; questa è solo una mia opinione personale.”.

Sulla stessa linea di pensiero anche il presidente del Torino Urbano Cairo che ha dichiarato quanto segue:

“Ha ragione il professor Rezza, riprendere a giocare a fine maggio è impossibile. Oggi ha parlato un uomo di scienza, e ha detto una cosa che sostengo da sempre semplicemente perchè ho dimestichezza con i numeri. Allo stato attuale non esiste pensare che tra un mese e mezzo si possa riprendere a giocare Purtroppo. E sottolineo purtroppo, visto che oltre al Torino ho anche la Gazzetta dello Sport e sarei il primo ad avere interesse che si riprendi”.

Contrario a queste dichiarazioni Arturo Diaconale, portavoce della Lazio che ha rilasciato dichiarazioni pesanti:

Alle volte il tifo colpisce alla testa degli scienziati: esperti, che sarebbero più utili, se si mettessero a trovare un rimedio contro il virus invece che dare opinioni fuori luogo. Gli scienziati facciano gli scienziati e non i tifosi. Sarebbe auspicabile che invece di alimentare polemiche calcistiche di cui non c’è bisogno, si dedicasse ogni energia a trovare una cura o un vaccino che possa arrestare il contagio.”

Su Cairo: “Non metto in dubbio che Cairo sia capace a fare i conti essendo un imprenditore di spessore. Si tratta di capire quali conti stia trattando; Quelli forniti dalla Protezione Civile sono numeri molto altalenanti e variabili da rendere difficile il lavoro della comunità scientifica sulla durata della pandemia. I numeri di Cairo non sono quelli del professor Rezza ma quelli che motivano anche altri presidenti di A all’annullamento del campionato. Caso strano sono quei presidenti che vogliono evitare di giocare le restanti 12 partite per la chiusura regolare perchè sono già condannate alla serie B come il Brescia, oppure come il Torino che potrebbe rientrare nella lotta salvezza. Azzerare il tutto aiuterebbe per loro a mimetizzare negli occhi dei loro tifosi il fallimento della stagione” Conclude: “Sono malizioso? Come diceva il cardinale Roberto Bellarmino e ripetuto da Giulio Andreotti “si fa peccato ma spesso ci si azzecca.”

Nei giorni precedenti il presidente del Brescia Massimo Cellino aveva ribadito che se ci fosse stata la ripresa del campionato non avrebbe schierato la squadra per rispetto alla città. Tante situazioni in ballo, che verranno sciolte nel corso dei prossimi giorni.

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