Trapattoni: “Coronavirus? Tutti in difesa, sogno di allenare ancora”

Pubblicato il autore: Davide Corradini Segui

Trapattoni a La Repubblica: “Coronavirus? Tutti in difesa, sogno di allenare ancora”. Giovanni Trapattoni detta la sua ricetta per vincere la partita contro il Coronavirus, spiegando che dopo gli 80 anni è come andare ai supplementari.

Trapattoni detta la sua sul Coronavirus: “Bisogna stare in difesa”

Giovanni Trapattoni di partite ne ha vinte tante, prima da giocatore e poi da allenatore. Ed ora che la battaglia più importante si combatte fuori dal campo, la ricetta del Trap per sconfiggere l’avversario non cambia.

Il tecnico, in una lunga intervista rilasciata alla Repubblica, punta ancora tutto sul catenaccio per battere il Coronavirus. Pronti però sempre a ripartire in contropiede: “Dico che è il momento di stare tutti in difesa. Ci sarà tempo per uscire di nuovo dall’area di rigore. Dobbiamo pensare a chi sta facendo andare avanti l’Italia e, trovare forza da queste persone. Penso ai tanti  professionisti che rischiano la vita per noi: la cassiera del supermarket, gli operatori ecologici, le forze dell’ordine, la Protezione Civile, l’Esercito, la Croce Rossa, e naturalmente i medici e gli infermieri. Sono loro, adesso, la nostra grande squadra. Ma non dimentichiamo che di quella squadra facciamo parte tutti e tutti dobbiamo fare la nostra parte“.

Ma come passa il tempo ora il Trap? Lo passa tra musica e video-chiamate con i nipoti. In attesa che nella sua vita torni anche il calcio: “Mi manca, farne a meno mi rattrista, perché lo sport è vita e gioia. Neppure le guerre mondiali lo avevano fermato del tutto, e questo ci fa riflettere sulla gravità del problema. Il calcio è lo strumento più semplice e potente di unire i giovani di tutto il mondo, va oltre ogni confine e ogni ideologia, va anche più in là della politica. Ci servirà per ricominciare, speriamo migliori“.

81 anni compiuti un mese fa, ora il sogno del Trap è solo uno, tornare in panchina: “Sogno ancora di giocare a calcio e di allenare. Ho avuto una vita felice, ringrazio Dio per questo e davvero non chiedo altro. Nessun rimpianto, se non per gli amici che se ne sono andati. Dopo gli 80 anni è come andare ai supplementari: questa è diventata la mia partita, e la gioco meglio che posso. Arrendersi? Mai!

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