Trapattoni e la sua Fiorentina: dallo scudetto sfiorato alle magiche notti di Champions League

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Nonostante i trofei non siano arrivati, la Fiorentina di Giovanni Trapattoni desta sempre dei buoni ricordi ai tifosi della Viola. Il tecnico di Cusano Milanino fu la prima scelta di Vittorio Cecchi Gori per sostituire Alberto Malesani nella stagione 1998/99. L’allenatore veneto dopo una buona stagione, lasciò la Fiorentina per accasarsi al Parma e la dirigenza toscana optò per il Trap, con il tentativo di vincere qualcosa d’importante. Le ambizioni della dirigenza erano altissime e Trapattoni si dimostrò fin da subito una scelta più che azzeccata, dato che il suo arrivo permise alla dirigenza di trattenere due calciatori illustri come Gabriel Omar Batistuta e Manuel Rui Costa. L’allenatore lombardo fu accompagnato dal preparatore atletico Fausto Rossi e il prep. dei portiere Adriano Bardin, i quali proseguirono con lui l’avventura in Nazionale, Benfica, Stoccarda, Salisburgo e Irlanda dopo l’esperienza a Firenze. Il compito di vice allenatore era stato affidato a Romano Fogli.

L’avvio della sua Fiorentina fu assolutamente fulminante grazie alle vittorie contro Empoli, Vicenza, Milan e Udinese. Proprio il successo contro i rossoneri di Zaccheroni – poi campioni – mise in luce il grande carattere della squadra, che si impose grazie a una tripletta storica di Batistuta. Organizzata difensivamente grazie anche a un Francesco Toldo impeccabile tra i pali, la compagine allenata da Trapattoni si dimostrava eccellente in fase d’attacco: il tridente dei sogni formato da Rui Costa-Batistuta-Edmundo, garantiva un mix di classe e potenza che in pochi potevano vantare in Europa. Grazie alle reti di Batistuta – 17 solo nel girone d’andata – la Fiorentina si laureò Campione d’inverno. I tifosi credevano fermamente al terzo scudetto, tanto che nelle riviste dell’epoca come “Viola”, già erano presenti copertine in cui si celebrava in anticipo il titolo. La vittoria per 1-0 firmata Batistuta contro la Juventus di Marcello Lippi, diede ancora più carica alla squadra, ormai consapevole di essere una seria candidata al successo finale.

Il girone di ritorno partì nel migliore dei modi, ma purtroppo il vento cambiò con l’infortunio al ginocchio di Batistuta nel match del Franchi contro il Milan. Quasi un passaggio di consegne tra Trapattoni e Zaccheroni. L’assenza del bomber argentino coincise con il calo da parte dei viola, che in ogni caso lottarono con le unghie e con i denti per rimanere al vertice. Oltre ai guai fisici del Re Leone, l’altra grana da risolvere per Trapattoni fu il bizzoso brasiliano Edmundo, soprannominato “O Animal”. Il vice campione del mondo 1998 lasciò la squadra a febbraio per volare al Carnevale di Rio con l’intenzione di non tornare. Ciò costrinse Trapattoni a schierare in avanti le riserve Anselmo Robbiati e Carmine Esposito, che in ogni caso non sfigurarono, risultando poi determinanti per l’approdo alla finale di Coppa Italia 1998/99 contro il Parma di Malesani. Gli emiliani la spuntarono grazie a un doppio pareggio tra andata e ritorno (1-1 al Tardini, 2-2 a Firenze). Una doccia fredda per Trapattoni e la Fiorentina. La squadra concluse il campionato di Serie A 1998/99 al terzo posto, alle spalle di Lazio e Milan assicurandosi il pass per il preliminare di Champions League 1999/00. Una stagione memorabile e che ha portato ad accarezzare veramente il sogno scudetto per la Viola.

Il ruggito del Re Leone a Wembley

L’anno seguente, la Fiorentina del Trap cambiò diversi interpreti tra i quali c’era Edmundo. Il funambolico attaccante brasiliano tornò in Brasile tra le fila del Vasco de Gama e alla Fiorentina arrivarono tre calciatori di spessore, come Enrico Chiesa, Pedrag Mijatovic e Abel Balbo. L’obiettivo Scudetto era sempre vivo, ma la volontà di Cecchi Gori era quella di non sfigurare in Champions League. Infatti, la Fiorentina “sacrificò” in quella stagione il campionato per concentrarsi sulla Champions. Archiviato il preliminare con i polacchi del Widzew Łódź (2-0 in Polonia e 3-1 in casa con un Rui Costa sublime), i toscani entrarono nella fase a gironi della Champions League.L’Europa che conta, all’epoca si caratterizzava da due gironi eliminatori, che una volta superati permettevano l’approdo ai quarti di finale. Le squadre presenti erano tutte molto competitive e in quanto a sorteggi, la Fiorentina non fu assolutamente fortunata. Nel primo gruppo, Trapattoni dovette vedersela contro l’Arsenal di Arsene Wenger, il Barcellona di Van Gaal e gli svedesi dell’AIK Solna.

L’esordio fu a Firenze contro i Gunners. Il match terminò 0-0 con gli inglesi vicinissimi alla vittoria, dato che Kanu fallì un calcio di rigore neutralizzato da Francesco Toldo. Nel match successivo arrivò la sconfitta per 4-2 maturata nel Camp Nou del Barcellona di Rivaldo e Figo, poi il pari a reti inviolate con l’AIK. Da lì in poi, la Fiorentina maturò definitivamente a livello europeo. Le tre reti al Franchi contro l’AIK Solna furono il preludio del successo a Wembley contro l’Arsenal di Henry e Suker. Il famoso gol di Batistuta dalla destra su assist di Heinrich, è rimasto nella memoria di tutti gli appassionati di calcio sparsi per il globo: una fucilata incrociata che non ha lasciato scampo all’incolpevole David Seaman, fulminato dalla potenza da parte del bomber argentino. Da ricordare anche la super parata di Toldo in tuffo su tiro di Kanu: il portiere italiano – che poi sarà protagonista agli Europei del 2000 con la Nazionale di Zoff – si superò deviando in corner un tiro ravvicinato dell’attaccante nigeriano, incredulo difronte a una prodezza al limite del paranormale. Il match che concluse il girone con il Barcellona, fu più che altro uno show per il pubblico, il quale viene ricordato per la rovesciata da oltre il limite dell’area realizzata da Bressan. Una rete tra le più belle della storia della Champions League. La Fiorentina si era assicurata matematicamente il passaggio del turno grazie alla vittoria di Wembley.

Grandi emozioni anche con Manchester United e Valencia

Il sorteggio per Trapattoni, non fu benevolo neanche per quanto concerne il secondo gruppo eliminatorio. La Viola dovette vedersela con i campioni in carica del Manchester United, Valencia – poi finalista di quella edizione – e l’insidioso Bordeaux di Wiltord. L’avvio a Firenze contro i Red Devils di Beckham, portò la Fiorentina a scrivere un’altra pagina di calcio: un 2-0 firmato Batistuta-Balbo assolutamente indimenticabile per la piazza. I toscani annichilirono gli uomini di Ferguson sul piano del gioco, dando l’impressione di poter davvero arrivare fino in fondo alla competizione. Lo 0-0 di Bordeaux però, fu un passo falso notevole nonostante il successo a Firenze con il Valencia, firmato dall’ex Mijatovic su calcio di rigore.

L’incontro successivo, fu proprio al Mestalla dove Trapattoni fu costretto a schierare Taglialatela tra i pali per via dell’assenza di Francesco Toldo. Il Valencia di Cuper riuscì a imporsi per 2-0 nonostante i miracoli del portiere campano, ma Trapattoni può recriminare per una rete ingiustamente annullata a Rui Costa su calcio di punizione. Presunto fuorigioco attivo di Batistuta. Qualora il gol fosse stato convalidato, sarebbe stato utile per la differenza reti nei due scontri diretti.

L’amara trasferta all’Old Trafford di Manchester, fu solamente caratterizzata dall’acuto di Batistuta in avvio di gara. Lo United si impose per 3-1, finendo per fare il “biscotto” con il Valencia nel match finale (0-0). La Fiorentina pareggiò in casa per 3-3 con il Bordeaux, distratta dalle notizie negative che arrivano da Valencia. In caso di vittoria con i francesi, Batistuta & co. avrebbero avuto accesso ai quarti solamente in caso di successo da parte dello United sui murcielagos, mentre in caso di pareggio e vittoria viola, gli spagnoli e la Fiorentina avrebbero terminato il girone a pari punti. In questo caso, la rete annullata a Rui Costa al Mestalla, sarebbe risultata determinante per l’uscita di scena a pari punti con la compagine di Cuper. Un epilogo sfortunato, ma le emozioni che Trapattoni ha regalato ai tifosi in quei due anni, rimangono ancora nella memoria di tutta Firenze.

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