Vieri: “Quella Lazio era molto forte, fatta di uomini veri. La Serie A deve terminare”

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

L’ex attaccante Christian Vieri è intervenuto in una diretta Instagram con il tifoso biancoceleste “Er Faina” dove ha parlato soprattutto della sua stagione (1998-99) trascorsa alla Lazio con tanti ricordi importanti: dalla vittoria della Coppa delle Coppe, dalla delusione per lo scudetto perso nel testa a testa con il Milan, dei suoi ex compagni di squadra, ma anche quando prese la decisione di lasciare il club biancoceleste dopo una sola stagione. Ovviamente non poteva non ricordare anche il famoso 5 maggio quando l’Inter perse lo scudetto all’ultima giornata proprio contro la Lazio, con finale dedicato al campionato italiano che secondo lui deve essere terminato e sull’emergenza Coronavirus.

Vieri, l’intervista

LAZIO: “Ricordo molto bene la Coppa delle Coppe vinta nel 1999, fu l’ultima della storia. Quella Lazio era molto forte, fatta di uomini veri, quelle squadre che oggi è difficile trovare. Perché abbiamo perso lo scudetto? Diciamo per la sfortuna, mettiamola così. Perdemmo due partite consecutive con Juve e Roma. Nella prima la palla non voleva saperne di entrare, nella seconda avevamo mezza difesa out. Poi ci fu la gara di Firenze con alcuni episodi strani, non ci fu fischiato un rigore su Salas.  Abbiamo perso partite stupide. Il giocatore più forte di quella Lazio? Difficile. C’erano Nesta, Mihajlovic, Almeyda, Salas, Mancini, Boksic, Nedved, Conceicao, Favalli, Pancaro, Negro ed io. Eravamo una squadra fortissima, la notte di Birmigham è stata bellissima. Alla Lazio sono stato da Dio. Andare via? Fu una scelta mia perché volevo giocare con Ronaldo e formare la coppia più forte del mondo. Non so se è stata giusta o sbagliata, sono cose che succedono.
Può sembrare giusto o meno. Eriksson? Una bella persona, un padre per alcuni calciatori. Si portò Mancini e Mihajlovic dalla Samp. Non è facile gestire uno spogliatoio del genere con tutti quei campioni. La Lazio avrebbe meritato di vincere qualche scudetto in più, forse anche una Champions. I derby? Sono tutti uno spettacolo, ne ho giocati tanti, ma nessuno è come quello di Roma”.

5 MAGGIO: “La Lazio mi ha anche fatto perdere uno scudetto, ricorderò per sempre quella gara. Quel 4-2 psicologicamente ci ha fatto molto male, dipendeva tutto da noi. Oggi si parla di nuovo Vieri, ma non so chi può esserlo. Haaland? Molto forte. Petagna? Ha la mia struttura, molto bravo ma deve fare più gol. Fare l’allenatore? Non so, mi sono dedicato ad altre cose. C’è tempo però”.

CAMPIONATO“Il campionato secondo me deve essere portato a termine. Erano anni che non si vedeva un campionato così bello. La Lazio è una società incredibile, Inzaghi sta facendo un lavoro straordinario, Immobile segna tutte le gare e gli altri non sono da meno. Quando hai una rosa importante e porti avanti un progetto da tanti anni, i risultati arrivano. La mia Lazio era più forte, Cragnotti spendeva tantissimo. Ma questa comunque può insidiare la Juve, che resta la più forte e dunque favorita. Tare compra i giocatori giusti, è il direttore sportivo numero uno al momento. L’Inter è lì, può giocarsela”.

CORONAVIRUS: “La cosa che mi fa rabbia è che c’è ancora gente che non ha capito il momento che stiamo vivendo, gente che va in giro. In Cina o in Russia chi viene scoperto senza motivo in giro va in galera. La maggior parte però ha compreso la gravità della situazione. Purtroppo bisogna adeguarsi e sperare di uscirne quanto prima”.

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