5 sostituzioni, Boniek infuriato: “Così non è…”

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui

L’IFAB (International Football Association Board) ha dato ufficialmente il via libera alla sperimentazione delle 5 sostituzioni nell’arco dei 90 minuti regolamentari, con un cambio aggiuntivo se l’incontro si protrae ai tempi supplementari. Non si tratta, beninteso, di una regola definitiva: ogni Federazione nazionale sarà libera di dire sì o no a questo test, introducendolo momentaneamente nel regolamento delle proprie competizioni. Una risorsa in più a cui attingere per gli allenatori di tutto il pianeta e per tutti i panchinari, talvolta di lusso, spesso costretti ad attendere palcoscenici meno prestigiosi o avversari meno blasonati per poter calcare il perimetro erboso. Come ogni novità, anche questa non ha raccolto l’unanimità dei consensi e il primo in ordine cronologico a levare il proprio grido di protesta è stato il presidente della Federazione polacca, Zbigniew Boniek, che ha manifestato il proprio disappunto in esclusiva ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, preannunciando che in Polonia non sarà adottata alcuna variazione di questa natura e sarà pertanto rifuggito ogni test che vada in questa direzione. Così non è calcio – ha dichiarato l’ex calciatore della Juventus –. È una decisione priva di fondamento, adottata solo per un eccesso di populismo da chi evidentemente non sa come funzioni una partita di questo sport”.

5 sostituzioni, Boniek contrario: “Basta con le strane idee”

Dichiarazioni che lasciano ben intendere la contrarietà di Boniek all’introduzione delle 5 sostituzioni in un incontro di calcio, per giunta operabili esclusivamente in tre finestre nell’arco dei due tempi da 45 minuti, intervallo incluso. “Cosa succede se si infortunano tre giocatori in tre momenti diversi e si è costretti al cambio? Si perdono gli altri due cambi? Ma che logica è…”, ha commentato il presidente della Federazione polacca, ricordando poi la sua avventura da giocatore con indosso la divisa della Polonia ai Mondiali di Spagna ’82, vinti dall’Italia e conclusi dalla sua selezione al terzo posto: “È assurdo dire che questa nuova norma sia giustificata dai ritmi forsennati odierni. E allora cosa dovremmo dire noi, che nell’estate del 1982 giocammo sette partite nella penisola iberica, spesso sotto il sole e con gare programmate l’una a tre giorni dall’altra? C’erano soltanto due avvicendamenti possibili, in quell’epoca. Il calcio è da sempre, giustamente, terreno di conquista per chi è meglio preparato, per chi corre di più, per chi è fisicamente all’altezza dell’impegno richiesto. Basta con le strane idee”.

Chi è Boniek, colui che contesta le 5 sostituzioni

Per i giovanissimi ci sembra corretto dare alcune rapide nozioni circa la carriera calcistica di Zbigniew Boniek, che ha disputato alcune stagioni in Italia tra le fila di Juventus (1982-1985) e Roma (1985-1988). Durante la sua parentesi bianconera, a Zibì fu attribuito dall’avvocato Gianni Agnelli l’appellativo di “Bello di notte”, teso a sottolineare la sua incisività sotto rete al calar del sole nei match validi per le coppe continentali. A Torino disputò 81 partite e mise a referto 14 reti, prima di trasferirsi nella Capitale, sponda giallorossa, ove collezionò meno presenze (76), ma più gol (17). Appesi gli scarpini al chiodo, Boniek ha poi affrontato la carriera da allenatore a Lecce prima e a Bari poi, passando in seguito alla Sambenedettese e all’Avellino e approdando, infine, sulla panchina della Polonia.

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