Brasile, crisi economica galoppante: riprendono solo Gremio e International

Pubblicato il autore: Fosco Taccini Segui


Il governo brasiliano vorrebbe far riprendere il campionato di calcio, ma il quadro per i 18 club della prima divisione è molto complesso.

In Brasile la ripresa del campionato di calcio appare molto complessa. Infatti, da un lato il governo vorrebbe la ripresa delle attività sportive, come sostenuto dai ministri della Salute e dello Sport. Ma dall’altro lato i giocatori e le società sportive hanno espresso più di una rimostranza. Si deve tenere presente, oltretutto, che la crisi sanitaria Covid-19 in Brasile sta causando pesantissime ricadute da un punto di vista economico.

Doppia crisi in Brasile: economica e sanitaria

Il Brasile si trova a fronteggiare i pesanti effetti di due crisi concomitanti: quella sanitaria e quella economica. Gli effetti di questa grave situazione, pertanto, si sono riversati massivamente anche sul mondo del calcio. Infatti, solo due club su 20 della prima divisione hanno ripreso gli allenamenti: Gremio e International. Le due squadre hanno ripreso le attività sportive, il 4 maggio, seguendo i dettami di un rigido protocollo sanitario: termoscanner, tamponi a tappeto, sessioni di allenamento a gruppi ridotti e divieto di accesso a mense e spogliatoi.
Però alla stragrande maggioranza delle società di calcio della prima divisione brasiliana mancano le risorse economiche e anche i dispositivi di sicurezza per staff e giocatori. Inoltre, vista la gravità della situazione, stanno arrivando in massa i licenziamenti per i funzionari dei club.
Quindi, considerata la situazione nel suo complesso appare molto difficile esprimere quando sarà possibile tornare a giocare il campionato in Brasile.

Il governo brasiliano spinge per far tornare in campo le squadre

Il governo brasiliano in questi giorni sta approntando una serie di possibili soluzioni per portare a conclusione i tornei statali e, quindi, far ripartire il campionato di calcio nazionale. Infatti, il campionato di calcio in Brasile, stante il calendario previsto prima dell’emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus, sarebbe dovuto iniziare il week end passato. Però in questo quadro – a tinte molto più che grigie – non è possibile determinare una data certa per l’inizio del campionato.
Inoltre, alcuni dei 18 club che non hanno ripreso le attività sportive devono anche sottostare ai divieti imposti dai singoli governi locali. Infatti, ultimamente, il via libera per la ripresa delle attività sportive è stato dato solo nel Distretto Federale e nel Rio Grande do Sul. Mentre, negli altri contesti, a risplendere è solo una grande incertezza e confusione. Uno degli aspetti più problematici che sta frenando la ripresa delle attività sportive in Brasile è proprio il rispetto del protocollo sanitario elaborato dagli esperti delle federazione.

Scontro tra club sulla ripresa delle attività sportive in Brasile

In queste condizioni di poca chiarezza e scetticismo aumentano i fattori di scontro tra i club per la ripresa delle attività sportive. Il Flamengo, infatti, è una delle società che spinge di più per ripartire mentre dal lato opposto dello schieramento ci sono San Paolo, Fluminense e Botafogo.
Il restante gruppo dei top club della prima divisione, invece, non vorrebbe ripartire prima di settembre/ottobre.
In questo contesto c’è anche chi si è spinto a chiedere l’impeachment verso il presidente brasiliano Bolsonaro. A formulare questa richiesta è stato l’ex campione del mondo Raì (attuale dirigente del San Paolo).

Una crisi senza precedenti

Il blocco totale delle attività sta causando una vera e propria crisi epocale del calcio brasiliano. Infatti, circa un mese fa, il presidente del Bahia aveva già affermato che: “Oltre il 60% delle società professionistiche rischia di chiudere i battenti a fronte del blocco“. Inoltre, il Flamengo ha annunciato il licenziamento di 60 funzionari impiegati nelle categorie giovanili, e il Botafogo ha deciso il licenziamento di 45 dipendenti.

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