Chiellini: “CR7 cambia quando c’è la Champions. Con l’Ajax rimane il rammarico”

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

Il capitano della Juventus e della nazionale italiana di calcio Giorgio Chiellini è intervenuto in diretta su Instagram con Bobo Vieri. Il difensore italiano ha fatto parlare parecchio di sé nelle ultime settimane, a seguito della pubblicazione del suo nuovo libro nel quale non si è risparmiato in esternazioni piccanti e senza peli sulla lingua verso dei suoi ex compagni di squadra come Balotelli e Felipe Melo.

All’inizio della chiacchierata tra i due, Vieri chiede subito delle condizioni fisiche di Chiellini: “Come va col ginocchio? Bene, devo essere onesto, questi due mesi mi hanno aiutato a recuperare. Il ginocchio è un 90%, adesso sto recuperando come gli altri però sono alla pari. A febbraio ero ancora un po’ zoppicante, c’era tanta voglia di rientrare ma non stavo ancora bene. Mi sono fatto male in allenamento, è stato come se si rompesse un legnetto”. Il padrone di casa, Christian Vieri, si lancia in un complimento sincero all’ospite di questa fascia oraria della diretta: “Giorgio, hai ancora almeno quattro anni di carriera. Ne parlavo anche con Antonio l’altro giorno (Cassano ndr.), tu sei ancora il difensore più forte che c’è in Italia, ma anche in Europa. Secondo me tu sei l’ultimo difensore vero”.
Giorgio Chiellini risponde così ai complimenti: “Ho avuto l’onore di avere come maestro Cannavaro. I miei due maestri sono stati Legrottaglie e Cannavaro, però io sono cresciuto con quest’ultimo. Io sono molto diverso da lui, però giocava con quell’attenzione e quella cultura del difensore puro che adesso c’è molto meno. Una volta tu con l’Atalanta mi hai fatto gol contro – ricorda Chiellini a Vieri -, oggi sono andato a ripensare alle partite che abbiamo giocato contro e insieme. Mi hai segnato con l’Atalanta, a Firenze è andata meglio a me, poi abbiamo giocato insieme in Nazionale un volta sola, in una amichevole contro la Russia“.

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Il difensore della Juventus si sofferma a riflettere su come sia cambiato il calcio in tutti questi suoi anni di carriera: “Alla fine ho vissuto due calci completamente diversi. Nei miei inizi si giocava molto meno da dietro, parlo del mio ruolo; si tendeva solo a marcare l’uomo, pochi giocatori riuscivano ad abbinare entrambe le fasi, non certo io. Dal post-Guardiola, in Italia, io personalmente ho iniziato con Conte e ho cominciato a cambiare anche un po’ il modo di giocare. Quando guardi le partite di quindici anni fa ti sembra preistoria. Baresi e Maldini erano i miei due idoli“.

Poi si passa al capitolo Juve, Vieri introduce l’argomento così: “Alla Juventus hai vinto coppe, otto scudetti, di fila poi. Tu sai cosa vuol dire vincerli di fila, mentalmente devi essere un martello, e tu lo sei. Tu dai solidità, quando ci sei si vede”. Chiellini si esprime così: “Noi abbiamo anche sfruttato un ciclo di italiani che è nato otto anni fa, è stato proprio le fondamenta di questa Juventus. Poi piano piano abbiamo cominciato a mettere altri giocatori accanto, la squadra si è rafforzata. Io credo che alla base ci sia sempre la società e la programmazione. Adesso c’è Cristiano Ronaldo, qualche anno fa c’era Tevez… Sono loro quelli che ti permettono di crescere in questo modo. Noi siamo gente che ha fatto la colonna portante dell’Italia e della Juve per qualche anno. Creare un gruppo da 25 giocatori è la cosa più difficile e quando hai un nucleo di italiani che trascina è molto più semplice. La Champions? Gli ultimi anni ci siamo sempre andati vicini, abbiamo perso sempre con grandi squadre. L’anno scorso è stato un po’ più colpa nostra rispetto agli altri anni. Perdere col Barcellona o col Real ci può stare, o anche quando abbiamo perso con quel rigore al novantesimo di Ronaldo o contro il Bayern. Con l’Ajax rimane il rammarico, nonostante avessero comunque ottimi giocatori. Se vuoi vincere la Champions, l’Ajax lo devi battere. Da Madrid o da Barcellona ci devi passare sempre per arrivare alla fine. L’anno del Barcellona c’erano Messi, Neymar e Suarez. Erano incredibili, c’era Iniesta ancora. Poi col Real a noi quel centrocampo lì purtroppo ha fatto la differenza. Se ci prendi singolarmente loro sono dei mostri“.

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Si apre il capitolo Cristiano Ronaldo: “Cristiano sta bene. Quest’anno ha avuto quel periodo di un mese, un mese e mezzo che ha perso per problemi al ginocchio, che gli ha paradossalmente tolto un po’ gol. Per il resto ha segnato con la media di più di un gol a partita. È un cecchino, ha cambiato il suo modo di giocare rispetto a quando era più giovane. È una persona che nelle grandi sfide si esalta. E poi gioca sempre… Avevo visto una partita col Portogallo dove aveva fatto doppietta: ha sbagliato con gol col sinistro e si è arrabbiato come se avesse sbagliato il gol più importante della sua carriera. Quello è Cristiano Ronaldo. Però è nelle partite di Champions che cambia. Già il giorno prima di una partita di Champions lo vedi diverso, lui cambia, sente arrivare la manifestazione diversa. È come se iniziasse ad alzare i giri del motore già un giorno prima”.

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Infine sul suo ultimo libro: “Gli onori e gli oneri me li sono presi tutti, ma mi andava. Sono in un momento della vita e della carriera dove mi andava di lasciare qualcosa. Non mi piace nascondermi, ho voluto raccontare me, volevo raccontare Giorgio. Ci ho pensato tanto prima di scrivere quelle cose, io non sono uno che porta rancore e non mi piace far polemica. Però scrivere che in 20 anni di carriera fosse tutto rose e fiori mi sembrava un po’ ipocrita e un po’ falso. Balotelli mi ha sorpreso positivamente per la sua assunzione di responsabilità da persona intelligente“.

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