FC Barcelona – Deposito di scarti juventini

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

“Jules, hai visto per caso scritto davanti a casa mia deposito di negri morti?” aveva chiesto Jimmi all’amico Jules quando, piombato a casa sua in compagnia di Vincent alle 8 del mattino, dovevano sbarazzarsi di un “negro stecchito” con il cranio sfracellato sul sedile posteriore della loro auto. La stessa domanda di una delle mitiche scene di Pulp Fiction possiamo ora porgere, rimodulandola per la fattispecie, al nostro caro Josep Maria Bartomeu. “Josep Maria, hai visto per caso scritto davanti alla nostra seu social deposito di scarti juventini?”
No, perché sembra proprio questo il caso.

Il Barça si sta trasformando, in questo strano, bizzarro tempo di Coronavirus, nello zimbello del mercato calciatori, nel Ciccio di Nonna Papera, nel sogno di qualsiasi imbroglione da strapazzo, come Mesa Verde (“no; not a bank. The Bank!”) lo era di Juan in Giù la Testa.

Dopo l’affare (sì, ma per la Juventus) che si preannuncia di Arthur per Pjanic (a Torino ancora non ci credono del tutto. Troppo bello per essere vero!), che il nostro Josep Maria sta intavolando e che vorrebbe spacciare per una grande operazione con la stessa baldanza e esultanza che Hitler aveva lanciando l’Operazione Barbarossa (sappiamo poi tutti come è finita), pare che le risate non siano terminate sotto la Mole Antonelliana. L’altro colpo che i torinesi vogliono assestare è quello di liberarsi di un altro esubero, un altro scarto di cui non sanno minimamente che farsene.

Ma lasciamo un minimo di suspence su questo secondo colpo e soffermiamoci bevente sul primo. Arthur-Pjanic. Scambiare un 23enne dal grande futuro con un 30enne quasi al capolinea non pare una operazione di mercato che condurrebbe una grande; piuttosto una piccola squadra che non può dire no ad un club blasonato. Il bosniaco è, tra l’altro, un giocatore incredibilmente incostante che gioca bene una partita su 10. Con lui il Barça prenderebbe un clone, però vecchio, di André Gomez. Ragazzo spacciato per futuro vincitore del Pallone d’Oro (nel contratto di acquisto c’era un bonus a favore del Valencia proprio in questa eventualità), ma in realtà un cavallo da traino lento, impreciso, privo di personalità, carattere, talento, visione di gioco. Pjanic sarebbe un André Gomez 2 – La Vendetta.

Ci rendiamo conto di essere in debito di un nome. Quello che la Juventus vorrebbe rifilare al Barça invece che stiparlo nel deposito di scarti juventini (che poi, alla fine, è la stessa cosa). Il giocatore che gli italiani vorrebbero inserire in uno scambio con il club blaugrana è Rugani.
“E di Rugani? Che farne?” I commenti juventini. “Lo molliamo a Bartomeu, e magari ci facciamo dare un campione”. Immaginiamo che siano questi, con in aggiunta i risolini di scherno, i toni delle conversazioni delle alte sfere bianconere nell’approssimarsi a sfoltire la rosa e a eliminare scarti, residui e inutili orpelli. Rugani è il quinto difensore della squadra italiana. 25 anni, in questa stagione di Serie A ha disputato appena tre partite, ma per Josep Maria è un giocatore da Barça destinato a fare coppia con Piqué nel suo Barça Ganador. O a Torino non sanno cosa hanno tra le mani e Josep Maria è un lupo tra gli agnelli, o è vero il contrario. Ed è questa seconda l’amara verità.

Quando la Juventus ha chiesto per Arthur, il Barça ha risposto con De Ligt. I torinesi hanno rilanciato con Rugani. “Carneade, chi era costui!” Si chiese Don Abbondio. Non sappiamo come abbiano commentato i geni del Barça a quel nome. Ma sembra che siano rimasti talmente affascinati (da cosa non si sa) che pare abbiano in mente di inserire addirittura Todibo nello scambio. Magari, per essere cattivi e maligni, gioco che ci riesce a meraviglia, con conguaglio a favore degli italiani. Un futuro campione di 20 anni che tutta Europa vuole (chiaro, è un difensore forte e di prospettiva) e che a Barcelona non vedono l’ora di dare via, per… già per chi poi? Per il più classico Huckleberry, Vattelapesca o Carneade di Don Abbondio.

Riusciranno i nostri eroi a distruggere il FC Barcelona? Non lo sappiamo, ma la strada maestra è già stata segnata. Grazie Josep Maria!  

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