Grumentum, Petraglia a SN: “Retrocessione? Il calcio è governato da burocrati. Lotterò fino alla morte per i tifosi”

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Antonio Petraglia con la figlia Valentina


Una doccia gelata.
Così può essere definita la decisione assunta dalla Lega Nazionale Dilettanti, in seno all’ultimo consiglio di Lega tenutosi lo scorso 22 maggio, che ha decretato il “congelamento” delle classifiche con conseguente declassamento in Eccellenza di tutte le ultime quattro squadre di ogni girone. Tra i club coinvolti, anche il Grumentum Val D’Agri, realtà emergente del calcio lucano, il cui Presidente, l’avvocato Antonio Petraglia, si è messo a capo del gruppo “Serie D, salviamoci!”, che comprende 31 delle 36 squadre colpite dalle decisioni Federali. Nei giorni scorsi il comitato ha inviato inviato, sotto forma di lettera, un esposto alla FIGC, alla LND, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, per rendere edotti della propria situazione i vertici calcistici ed istituzionali. Tutto questo in attesa del 3 giugno, data in cui la FIGC dovrà decidere se confermare o rigettare la proposta inviatale dalla Lega Dilettanti. Petraglia  è intervenuto ai micrfoni della nostra redazione per ricostruire i concitati avvenimenti che sono accaduti dallo scorso 22 maggio ad oggi. Si passa dallo sbigottimento per una decisione definita pedissequa, in osseequio a regolamenti che non avrebbero dovuto essere applicati in una situazione “straordinaria” come quella che abbiamo vissuto in questi mesi, all’ardore e alla passione con i quali il numero uno grumentino difende la propria “creatura”, e si dice pronto a dare battaglia nel caso vengano violati i diritti sportivi faticosamente acquisiti fino ad oggi.

Buongiorno Presidente. Innanzitutto, volevo chiederle con quale spirito siete arrivati alla riunione del 22 maggio scorso: cosa vi era stato promesso inizialmente dalla LND in tema di retrocessioni, e qual è stata la reazione in seguito alle decisioni prese?
Parto col dirle che a noi è successa una cosa molto singolare: siamo arrivati al consiglio di Lega senza che nessun Presidente sia stato interpellato. Nessuno ci ha mai detto nulla. Io, nonostante se ne dicessero di tutti i colori prima del Consiglio, mi ero abbastanza tranquillizzato. Lo stesso Presidente Sibilia, con le sue dichiarazioni, aveva rassicurato tutti alla vigilia dicendo che potevamo stare tranquilli e che, tenendo conto dell’emergenza sanitaria, ci sarebbe stato un atteggiamento non afflittivo nei nostri confronti. Era un atteggiamento di tipo ecumenico. Dal momento che, però, nessuno ci aveva dato indicazioni precise, per scrupolo, io e un altro dirigente della LND, il quale era stato molto vago, generico. Allorché ho cominciato a preoccuparmi (ride ndr).  Io, le ripeto, ero abbastanza tranquillo perché una logica di ragionevolezza, da “casalinga di Voghera”, avrebbe indotto chiunque a pensare ‘figuriamoci se retrocedono qualcuno'”.

Anche perché, come lei ha giustamente sottolineato in altre interviste, il regolamento prevede che le retrocessioni debbano avvenire “sul campo”, a campionato regolarmente concluso:
Esatto. La nostra situazione, poi, è abbastanza particolare. Noi, prima della sospensione, eravamo in lizza per non retrocedere perché stavamo acquisendo sul campo il diritto a disputare i playout, dunque ce la potevamo giocare tranquillamente. E che cosa fanno questi signori, invece? Mentre in serie C c’è un percorso che prevede la possibilità di salvarsi, prospettando i playout, da noi interrompono il campionato improvvisamente, anche se in realtà ci hanno tenuto sospesi per due mesi e mezzo, e poi decidono, “cotto e mangiato”, in questa assemblea la massima afflizione, cioè: non si può giocare, causa Covid, e si fanno pagare i danni della pandemia alle Società che avrebbero anche potuto giocarsela. Non è una decisione da uomini di sport, anche perché in tutta Europa nessuno retrocede, nel dilettantismo e nel professionismo. Ci sono alcune Nazioni in cui si gioca, come Germania, Spagna e Italia ad esempio, in cui sarà il campo a parlare. Ma laddove non si gioca si attribuiranno solo i titoli, o le promozioni, com’è giusto che sia, ma non le retrocessioni. Non puoi applicare un regolamento premiale e afflittivo che era previsto ad inizio dell’anno, ma solo nel caso si finisse il campionato: se sei costretto ad interromperlo, non per causa mia, come fai a retrocedermi? Io sono un giurista, ma questa è roba da Corte Europea dei diritti dell’uomo. Ripeto che in nessun campionato si è deciso di retrocedere le squadre, l’unica eccezione è la Francia, dove comunque non sono state retrocesse tutte. In Francia, se non erro, erano previste tre retrocessioni, una delle quali da determinare mediante playout (fra terzultima della Ligue 1 e terza della Ligue 2 ndr). Sono state solo sancite le retrocessioni dirette. Io sono dell’idea che nessuno dovesse retrocedere ma, nel caso della Francia, si tratta comunque di una decisione meno afflittiva. Comunque sia, a meno che non vi sia un distacco abissale, per cui tu sia spacciato, devono darti la possibilità di giocartela sul campo. La Francia, ribadisco, resta l’unico caso, limitatamente al professionismo, in cui retrocedono delle squadre e non retrocedono neanche tutte. In tutta Europa non si retrocede. Solo Sibilia ha voluto regalarci questa perla esegetica: ‘Bisogna applicare il regolamento’. Questo lo vedremo nei tribunali, comunque… E lo ripeto: quella presa dalla LND non è una decisione da uomini di sport, nè tantomeno una decisione che si adegua alle esigenze del dilettantismo. Invece di darci una mano, ci hanno precipitati. E mi riferisco soprattutto alle Società del Nord che, tra l’altro, non hanno giocato 11-12 partite, una quantità notevole. Quelle sono società che hanno sofferto, hanno avuto morti, hanno avuto drammi. Il titolo della Serie D sarebbe stato per loro uno sprone al fine di continuare la propria attività sportiva. Grazie a questa decisione “cervellotica” parecchie Società rischiano di non iscriversi ai campionati il prossimo anno”…

Qui la interrompo, Presidente, perché mi ha condotto dove volevo arrivare: puta caso si verificasse l’ipotesi peggiore, ovvero la sua quadra venisse retrocessa, lei, che da cinque anni dà lustro alla realtà della Val D’Agri e si prodiga per la squadra, si ritirerebbe dal mondo del calcio?
Questa è una domanda molto prematura, le dico in tutta sincerità. Molto dipenderà dagli stati d’animo del momento. Io posso dirle solo questo: la decisione presa dalla LND è stata davvero inattesa, vuole sapere come ho appreso la notizia della retrocessione di quella che io chiamo la mia “creatura”, il Grumentum Val D’Agri che, dopo mia figlia, è per me la cosa più preziosa? Ero sul letto e mi stavo appisolando, ad un certo punto ho preso in mano il telefonino, sono andato su Facebook, e mi trovo una notizia sparata: “Proposta di retrocessione delle ultime quattro Società…” e vedo il mio Grumentum. Non ti nascondo che ho avuto un senso di vertigine, di svenimento e, quando mi sono ripreso, anche una mezza lacrima. Perché, com’è naturale che sia quando si apprendono delle notizie brutte, uno comincia a rivedere il “film” della propria vita, nel mio caso vita calcistica. Ho ripensato a mio padre, che pure avevo coinvolto in questa avventura. Ho pensato a un altro dirigente, Nicola Leone, che pure è andato via, il quale mi diceva ‘Antonello – come qui tutti in paese mi chiamano – Tu con questa squadra, che coinvolge il nostro territorio, e che tu hai portato in Eccellenza, mi hai fatto tornare a vivere. Io lo faccio per me, ma anche perché in Val D’Agri si era creato un insieme di persone entusiaste di questa iniziativa. Quando ho appreso la notizia, inizialmente ho pensato: ‘Sono cinque anni che sto facendo l’andirivieni Roma, (dove risiede ed esercita l’avvocatura), alta Val D’Agri. Ho fatto circa 500.000 chilometri, ma non mi sono pesati, nonostante qualche acciacco artritico cominci a farsi sentire (ride ndr). Ma è comunque un’esperienza bellissima. A me, poi, non piace seguire solo la prima squadra. seguo anche gli allevi provinciali, a Chiaromonte, la juniores regionale a Rionero, quella Nazionale fuori regione; seguo il volley, perché siamo riuisciti a vincere, anche nel volley, il titolo di prima divisione lucana ed andare in Serie D. E quindi mi sono chiesto: ma chi me la fa fare? Se questi sono i trattamenti e se adoperano questa logica da ragionieri, da impiegati da catasto, questa logica da burocrati, ma io che ci faccio in questo mondo? L’Italia è già piena di burocrazia, di regole e clausole. Qui poteva essere l’occasione per avere uno slancio di pensiero elevato, a livello sportivo, così come hanno fatto in Europa. Con il Covid non si può retrocedere. L’Italia, che è Patria del diritto, ha dato i natali anche a tante personalità di pensiero elevato: santi, poeti, scrittori. In questa occasione davvero è stato partorito un mostro, il contrario di tutto ciò che di nobile c’è nel nostro Paese: la nobiltà di pensiero, la nobiltà d’animo, la nobiltà nell’amministrazione dello sport. Hanno fatto retrocedere, e morire, tante Società per questo. Io ho parlato come rappresentante di questo comitato, carica che mi ha permesso di ascoltare tante storie belle. La perdita del titolo di Serie D sarà una mazzata per tante Società. Tornando alla domanda: al momento ogni scenario è aperto. Se dovessero confermare tale decisione? Allo stato attuale, non so quale sarebbe il mio pensiero. Sicuramente non finisce qua: se la Federcalcio fa una cosa del genere ci troveremmo dinnanzi ad un atto che io definisco arrogante. Sarebbe la dimostrazione che il “Palazzo” è autoreferenziale, e allora dovremo andare dinnanzi agli avvocati. Io, che qualcuno afferma sia un buon avvocato, mi circonderò dei migliori giuristi e costituzionalisti e faremo saltare tutto”.

Le contraddizioni della giustizia sportiva: ci dovranno pur essere dei giudici a Berlino (o a Roma)  – Il Presidente Petraglia, nel corso della nostra chiacchierata, ha illustrato anche quello che, ipoteticamente, dovrà essere l’iter giudiziario da affrontare nel caso si presentasse ricorso contro il verdetto della LND. Dalle sue parole emergono tutte le contraddizioni e le incongruenze di una giustizia sportiva che sembra essere avulsa dalla realtà delle lungaggini processuali cui siamo abituati dalla giustizia ordinaria:
Pare ci sia una norma, declamata anche dal nostro Presidente Sibilia, la quale addirittura prevede che in 45 giorni si debbano affrontare tre gradi di giudizio. In 45 giorni non si riesce neanche a notificare un atto di citazione, che è propedeutico del giudizio di primo grado. Abbiamo norme in base alle quali il legislatore stima che i processi per pignoramento possano durare 20 anni. Ora, con il “Decreto rilancio” c’è una norma  che prevede che dovremo concludere questi processi, passando per tre gradi di giudizio (collegio di garanzia, TAR e Consiglio di stato), nel giro di pochi mesi. La “chicca mondiale”, poi è questa: per fare un ricorso, e le giuro che lo farò, se ce ne fosse la necessità, circondandomi di insigni giuristi, perché voglio difendere il Grumentum che, come detto a più riprese è la mia vita. Ebbene, dovessi depositare questo ricorso, metta di 150 pagine, il Collegio di Garanzia si dà tempo un mese per accogliere la richiesta, altrimenti si parla di “silenzio rifiuto”, (ovvero il ricorso viene respinto automaticamente), quasi si trattasse di una pratica di concessione edilizia. Questo è per loro una società dilettantistica, come una domanda di condono. Almeno, in quel caso, si considera il “silenzio assenso” ovvero: in caso di mancata risposta dell’autorità competente, la richiesta si ritiene approvata. Nel mio caso, invece, viene respinta: E io dovrei andare dinnanzi al TAR e al Consiglio di stato nel giro di due mesi? Francamente è una cosa ridicola”.

Il Grumentum, così come altre 35 Società di Serie D, si trova insomma sospeso in un limbo angosciante, costretto ad attendere la sentenza di un’autorità superiore che in teoria avrebbe dovuto tutelarle ma, nella pratica, si è dimostrata incapace di intercettarne e comprenderne le peculiarità. Per rendere meglio l’idea, il Dott. Petraglia ha citato il mugnaio Arnold Di Sans-Souci che, nel 1870, si spinse fino a Berlino per difendere i propri diritti da onesto lavoratore contro i soprusi di un nobile del posto, il quale aveva deviato il corso d’acqua che alimentava il mulino per costruirsi una peschiera. In quel caso, fu la coscienza illuminata di Federico “il grande” di Prussia a fare giustizia: chi salverà il Grumentum da quella che ha tutte le connotazioni di una decisione arbitraria e priva di un fondamento regolamentare?
Ho fede nell’operato della giustizia e in quello della FIGC, che decida pure serenamente. Ma, se dovesse essere confermata la decisione della LND, prevedo strascichi giudiziari e patrimoniali. Questo è un provvedimento abnorme, che lede gli interessi materiali di tante Società sportive. Quindi dobbiamo valutare, in aggiunta alle cause sportive, anche cause di tipo civilistico, per farci risarcire dei danni”.

Anche perché, immagino, vi sia una bella differenza tra la Serie D e l’Eccellenza in termini di introiti…
Assolutamente sì. Anche a livello di sponsor, l’appeal che può avere una Serie D non ce l’ha certo un’Eccellenza. Già faremo fatica a trovare sponsor, il prossimo anno, a causa della crisi economica ora in atto, poi mi declassi pure…Se tutto dovesse finire male, non so se rifarei l’Eccellenza. Tutto è ancora da vedere. Di sicuro lotterò fino alla morte per conservare un titolo che mi vogliono ingiustamente togliere. E devo aggiungere un’altra cosa: sono rammaricato dall’atteggiamento dei comitati regionali, i quali hanno votato coalizzati contro la Serie D per farci scendere in Eccellenza e, allo stesso tempo, hanno bloccato le retrocessioni nelle proprie categorie. A questo punto, dovrei evocare la massima “Andreottiana” secondo la quale ‘A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca’.

La ringrazio, Presidente. Ora vorrei parlare dell’organico: ci sono tanti ragazzi giovani in squadra, alcuni dei quali natii del territorio. Quello che si è messo più in risalto è Lorenzo Cavaliere, autore di quattro gol, e su cui pare essersi acceso l’interesse del Cittadella: secondo lei, è già pronto per un salto di categoria così importante?
Assolutamente sì. Lorenzo è pronto. Bravo, giovane, serio, in campo e fuori. Un ragazzo dedito al sacrificio, sobrio e misurato. Penso che abbia già tutti i requisiti per puntare in alto. Credo che quest’esperienza gli abbia fatto bene. Gli avrebbe fatto ancora meglio se fosse riuscito a concluderla, ma purtroppo le cose sono andate diversamente. Noi, però, non abbiamo solo Cavaliere. Abbiamo allestito un parco under con molti giocatori giovani che potrebbero puntare anche ad una carriera nel professionismo”.

Vivendo lei a Roma, mi chiedo se abbia avuto modo di parlare con qualcuno della Società, con mister Finamore…
Assolutamente sì. Con Finamore sono in costante contatto. Ci sentiamo e commentiamo le note vicende che ci stanno coinvolgendo e addolorando tutti. Anche perché il mio Grumentum non ha affatto demeritato, nonostante fosse considerata una sorta di “Cenerentola”. Avevamo trovato la quadra giusta, superate le prime difficoltà fisiologiche dovute all’adattamento ad un girone ostico come quello H di Serie D, ritenuto quest’anno tra i migliori della storia. Il mio Grumentum ha fatto comunque una bellissima figura grazie a staff tecnici, a calciatori, ai tifosi. Per loro mi dispiace particolarmente perché ci hanno sempre seguito, mi hanno sempre seguito, con cui ci siamo emozionati, abbracciati, abbiamo pianto…Sono le emozioni che regala il calcio. Ed è soprattutto per i tifosi che combatterò per conservare il titolo della Serie D che avevamo meritatamente conquistato sul campo, con il meraviglioso triplete della stagione passata”.

In conclusione: crede si sarebbe potuto fare di più, da parte delle istituzioni, per favorire la ripresa dei campionati anche in Serie D?
Questo lo vedremo. Il Governo ha stanziato 400 milioni per il calcio. Bisognerà vedere come verranno ripartiti. credo che il Governo dovrebbe aiutare le Società in tanti modi: per quanto riguarda le iscrizioni, gli organici, le attrezzature. Io credo che, dall’anno prossimo, verranno varati protocolli rigorosi per garantire alle Società di riprendere le attività in piena sicurezza. Non saranno certo protocolli omologati a quelli del professionismo, anche perché, mi auguro, però, che quando ci sarà la ripresa del campionato questo Virus sarà andato via”.

Infine il Dott. Petraglia ci ha voluto regalare, a culmine di questa intervista, un momento di riflessione sulle motivazioni che lo hanno spinto ad entrare nel mondo del calcio, con un messaggio, forse diretto alle nuove leve del giornalismo:
In passato mi è stato proposto l’incarico di  Presidente anche da grandi Società, ma ho sempre declinato anche perché non cerco visibilità e neanche cerco di fare business indiretti. Il mio investimento nel calcio non ha nessun tipo di dietrologia nè finalità di guadagno, dirette o indirette che siano. Io ho semplicemente voluto donare, nell’accezione nobile e latina del termine. Le ricordo che, nel diritto romano, l’animus donandi è una cosa bella. Quindi io parto da un concetto non giuridico, ma evangelico, per dire che il mio ingresso nel calcio è stato determinato da due fattori in particolare: l’amore per lo sport e l’amore per la mia terra, la Val D’Agri, con Grumento Nova e tutti i paesi limitrofi. Sono questi i fattori determinanti che alimentano il mio operato. Laddove io dovessi decidere di lasciare lo sport, non cesserà certo il mio amore per la Basilicata, ho fatto degli investimenti importanti anche a Matera, città che adoro. Però, dovessi disimpegnarmi dallo sport, si tratterebbe di un disimpegno definitivo ed irreversibile. Mi auspico che possiate divulgare messaggi di positività nello sport: valori di rispetto, di amicizia, di lealtà…”.

Ringraziamo il Presidente Petraglia per la disponibilità dimostrataci nel concederci quest’intervista.

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