La cavalcata del Leicester di Ranieri

Pubblicato il autore: manuel Segui

Leicester City’s Jamie Vardy (left) and manager Brendan Rodgers (right) celebrate after the final whistle during the Premier League match at Bramall Lane, Sheffield.

L’impresa del calcio moderno con i crismi della favola: oggi vi racconto il Leicester di Ranieri, squadra in grado di abbattere ogni avversario possibile, capace di compiere la più grande impresa calcistica degli ultimi 30 anni.
Prima di arrivare alla storica stagione facciamo un passo indietro, annata 2014-2015: il club riesce a ritornare in Premier League dopo anni di calvario, ma le cose non vanno per il meglio: a dieci giornate dal termine della Premier, le Foxes sono ultime in classifica e prossime a retrocedere.
Qua avviene il primo miracolo: 7 vittorie nelle ultime 9 giornate e salvezza insperata fino a due mesi prima.
Nell’estate, però, arriva la prima svolta: l’artefattore dell’impresa ovvero il tecnico Nigel Pearson viene esonerato per motivi extra-calcistici ( il figlio viene beccato in un’orgia in ritiro ) e dunque le basi vanno rifondate.
A sorpresa viene chiamato Claudio Ranieri, reduce da una mancata qualificazione agli Europei con la Grecia: secondo la dirigenza inglese, il tecnico italiano, pur non avendo un palmares di rilievo ha il giusto carattere per portare la squadra alla salvezza.
Già, la permanenza in Premier è l’obiettivo del club, che sul mercato investe poco o nulla. Arrivano Benalouane dalla Serie A, Gokhan Inler che doveva essere il colpaccio del mercato dal Napoli e un giovane mediano francese, N’Golo Kantè per 7 milioni, l’acquisto più oneroso di una campagna acquisti mirata soltanto a rinfoltire la rosa.
La stagione 2015-2016 inizia con due vittorie di fila e una squadra con un piglio differente rispetto all’annata precedente.
Dopodichè arrivano molti pareggi in rimonta, di cui uno preziosissimo contro il Tottenham 1-1 e un’altrettanto vittoria fondamentale, sempre recuperando da una situazione di svantaggio contro l’Aston Villa .
La partenza è sfavillante, la squadra stupisce il mondo intero, ma nessuno osa ancora pronunciare la parola tabù.
I media inglesi credono sia questione di poche giornate prima che le Foxes tracollino, ma nonostante un pesante ko per 2-5 contro un lanciatissimo Arsenal, i ragazzi di Ranieri continuano a totalizzare punti e bel gioco.
Nei successivi 8 match arrivano 6 vittorie e 2 pareggi, e inaspettatamente il Leicester si ritrova in testa alla classifica, mentre ad inseguire ci sono le due squadre di Manchester, ben più attrezzate a lungo termine. Da dietro, invece, l’Arsenal e il Tottenham non sono lontane ma perdono troppe sfide fattibili.
Ecco arrivare per le volpi del Midlands una sfida cruciale contro il Manchester United, test probante per capire le reali ambizioni dei ragazzi di Ranieri.
Contro i Red Devils la sfida termina in parità, e ancora una volta c’è il timbro di Jamie Vardy, protagonista indiscusso della stagione, che in quella sfida segnerà l’undicesima rete consecutiva, record assoluto in Premier League tanto da superare tale Ruud Van Nisterlooy.
Quel pareggio da ancora più fiducia alle Foxes che continuano a viaggiare senza pressioni e la giornata successiva con un secco 0-3 sul campo dello Swansea si riportano in testa al campionato .
13 dicembre 2015: sul campo del Leicester arriva un Chelsea detentore del titolo, ma che sta attraversando un annata buia. I padroni di casa vanno avanti 2-0 con i soliti Vardy e la prodezza di Mahrez, Remy accorcia per i Blues ma non basta, è ancora festa grande.
Ranieri in conferenza stampa dirà di non volersi svegliare da quel magnifico sogno e di continuare a giocare cosi, insomma vuole che i suoi ragazzi non stacchino la presa.
Nel frattempo le rivali faticano: il Chelsea in crisi nera esonera Mourinho, il peggior Liverpool degli ultimi 20 anni svincola Rogers, il favoritissimo United ha vicissitudini all’interno dello spogliatoio, mentre corrono solo Arsenal e Tottenham.
Da Dicembre sino a Febbraio il calendario è ricco di impegni, e con una panchina non troppo lunga arrivano i primi stop: un ko ad Anfield di misura e due 0-0 consecutivi fanno sorgere le prime domande, con un attacco che pare bloccato.
Le volpi sono comunque seconde a -2 dall’Arsenal e Ranieri continua ad infondere positività e tranquillità all’ambiente.
A metà Gennaio ecco arrivare un altro big match contro il Tottenham a White Hart Lane, sfida fondamentale per ambe le compagini. Il match viene deciso da un super Schmeichel che salva più volte i suoi e dal decisivo colpo di testa di Huth. Vittoria esterna e primato in classifica a pari merito con i Gunners.
Questa squadra ha tutto per sognare, è un macchinario che gira alla perfezione con un condottiero che non molla mai. La 24 e 25 giornata sono fondamentali, infatti in quattro giorni bisognerà affrontare il Liverpool e il Manchester City, dunque più che mai servirà l’apporto di tutti.
La prima, contro i Reds, termina per 2-0 decisa dal solito Jamie Vardy, che nell’occasione della rete del vantaggio trova un goal bellissimo con un sinistro al volo da fuori area di rara potenza.
All’Etihad Stadium, le Foxes compiono un’altra impresa vincendo con un secco 1-3 grazie a una doppietta di Huth e alla prodezza del solito Mahrez, oramai perno della squadra.
Grazie a queste due vittorie il Leicester ritrova il primato solitario a +5 sull’Arsenal e +6 sul Tottenham.
La settimana successiva c’è un’altra sfida-scudetto, in trasferta contro i Gunners: i ragazzi di Claudio vanno avanti su rigore, ma l’espulsione di Simpson porta i padroni di casa spingersi in avanti e trovare il pari.
L’assedio continua fino al 90’ quando una pennellata di Ozil su punizione trova libera Welbeck che sigla il definitivo 2-1.
Il ko fa male e l’emblematica inquadratura delle telecamere al capitano Wes Morgan dice tutto: il giamaicano ha una faccia sconsolata e non si capacita, mentre la stampa inglese continua a non credere nell’impresa.
Alla 27esima giornata c’è da affrontare un Norwich che rischiala retrocessione, ma il match è più duro del previsto con gli ospiti che si chiudono e subiscono poco.
All’80esima minuto ecco subentrare Leonardo Ulloa ,punta argentina e top scorer del club nella stagione precedente. Proprio lui ,all 89’ minuto ,insacca a porta vuota su un cross perfetto di Albrighton.
Il King Power Stadium esplode di gioia, Ranieri è incredulo e tutti vanno ad abbracciare il marcatore, insomma è festa grandissima.
Il tecnico romano scherza, è rilassato e infonde ai ragazzi la consapevolezza di non mollare mai.
Nel frattempo l’Arsenal subisce diverse battute d’arresto ed esce dalla lotta scudetto, mentre il Tottenham va a corrente alternata ma non molla.
Nelle successive 6 giornate ecco arrivare 5 vittorie di misura di cui una siglata da una rovesciata pazzesca di Okazaki e un pari interno contro il West Bromwich.
Insomma manca sempre meno per coronare un’impresa storica e dopo un pareggio interno all’ultimo secondo contro il West Ham , siglato da Ulloa, Ranieri si presenta in conferenza stampa dicendo: “Andiamo a vincere il titolo”.
Il 1 maggio va in scena la sfida decisiva: in un Old Trafford tutto esaurito, i padroni di casa passano avanti, ma proprio il capitano simbolo di questa squadra, Wes Morgan pareggia di testa.
Nel Monday Night, il Chelsea ferma il Tottenham sul punteggio di 2-2 ed ora è ufficiale: il Leicester per la prima volta nella sua storia è campione di Inghilterra.
A casa Vardy è festa grande, i giocatori esplodono in un urlo liberatorio, sono increduli, è un sogno.
La domenica successiva nel match casalingo si può alzare la Coppa: in uno stadio gremito all’interno e all’esterno, il capitano Morgan e il mister Ranieri alzano assieme la Coppa.
La storia di una favola irripetibile diretta da un tecnico con carisma e una rosa che ci sempre messo il cuore, e che di fronte ad ostacoli grandissimi è riuscita a ri scrivere un capitolo di calcio.
Guidati da Schmeichel in porta, dalla solidità di Morgan dietro, da un centrocampo compatto con Drinkwater e Kantè, un ala funambola come Mahrez e la punta Vardy, le Foxes hanno toccato l’olimpo di questo sport.
Ma non solo, un insieme di ragazzi che prima di quel momento non erano avvezzi a grandi palcoscenici, e un tecnico che veniva definito “ un perdente di successo”.
Insomma, i presupposti della favola ci sono tutti, con calciatori che alle spalle avevano un passato di sacrificio: Vardy operaio sino a cinque anni prima, Morgan al Leicester sin dalla promozione, Kantè nato e cresciuto nella povertà, Schmeichel sino a quel momento coperto dalle imprese del padre e mai in grado di stupire.
Che dire,allora, grazie mille Leicester per averci regalato questa impresa, contro tutto e tutti. Thank you.

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