Juve, dieci anni di presidenza di Agnelli: i momenti chiave

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui

Il 19 maggio del 2010, Andrea Agnelli si sedeva per la prima volta sul piano più alto della dirigenza juventina: il figlio di Umberto Agnelli e nipote dell’Avvocato, succeduto a Blanc e Cobolli Gigli, diventava il nuovo Presidente bianconero. La Vecchia Signora, che arrivava da un settimo posto dietro squadre come il Palermo e la Sampdoria, aveva bisogno di una grande sterzata: non arrivò subito, perché al primo anno di Agnelli fu di nuovo settimo posto, ma poi dal 2011/12 iniziò una nuova era di vittorie che perdura ancora oggi. Riviviamo insieme, allora, i momenti chiave di questa decade per uno dei più grandi e vincenti presidenti della storia della Juventus.

Agnelli, 10 anni di vittorie e successi

INAUGURAZIONE DELLO STADIO (08/09/11): è questo il primo momento cruciale della sua era. Dopo intrighi istituzionali e burocratici durati diversi anni, nel 2009 si iniziò la costruzione dello Juventus Stadium: ad inaugurarlo fu proprio Andrea Agnelli, il quale pronunciò un discorso da brividi riuscendo a riscaldare fin da subito i cuori dei tifosi dopo anni di magra.

LA PRIMA DI ANTONIO CONTE (11/09/11): il tecnico salentino viene scelto dal nuovo presidente dopo l’annata terribile con Gigi Delneri. All’inizio, c’è scetticismo, ma nonostante ora Conte sia il nemico numero 1 di Madama per via del suo passaggio all’Inter, all’epoca fu una ventata d’aria fresca e di juventinità per l’ambiente, ed i tifosi si innamorarono in breve tempo del condottiero che portò a Torino tre scudetti: alla prima di campionato, la Juve inizia già a dare spettacolo ed arriva un sonoro 4-1 al Parma.

IL PRIMO SCUDETTO (06/05/12): pur senza una squadra di campioni, pur senza un bomber di livello, pur contro il Milan di Ibra, la Juventus di Andrea Agnelli trova il suo primo scudetto dell’era post-Calciopoli. Arriva dopo una lunga battaglia col Milan, fatta di vittorie e polemiche, vinta però con merito al termine di un campionato senza mai perdere. Arriva grazie alla grinta di Conte, alle geometrie di Pirlo, alla classe di Vucinic, ai gol di Marchisio ed alla “difesa di ferro” rinominata BBBC (Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini)

FUORI CONTE, DENTRO ALLEGRI (16/07/14): Conte rescinde in maniera controversa con la Juventus, e la dirigenza si ritrova spaesata. Sembra che la scelta ricada quasi per sbaglio su Max Allegri, perché non ci sono alternative: in realtà, si rivela uno dei colpi da maestro di Agnelli. Con lui, la Juventus vince cinque scudetti di fila, quattro coppe Italia consecutive, raggiunge due finali di Champions: con lui, la Juve raggiunge una dimensione superiore.

LA PRIMA FINALE DI CHAMPIONS (06/06/15): quando Conte lascia il timone, lo fa perché, a suo parere, la Juventus “con 10 euro non può sedersi in un ristorante da 100 euro”. Max Allegri ci si siede eccome, e sbatte fuori Borussia Dortmund, Monaco e Real Madrid, prima di piegarsi solo di fronte al grande Barcellona di Luis Enrique e della MSN.

IL SESTO SCUDETTO (21/05/17): degli otto scudetti, questo non è certamente il più combattuto né il più entusiasmante, ma è certamente uno Scudetto simbolico. Perché? Perché nessuna squadra in Italia aveva mai vinto sei scudetti di fila, neppure il Grande Torino o la Juve del Quinquennio. A riuscire nell’impresa è proprio Andrea Agnelli, che batte il suo avo Edoardo Agnelli (quello del Quinquennio, per l’appunto).

PRESIDENZA DELL’ECA (05/09/17): è un momento che non riguarda strettamente la Juventus, ma fa parte di quell’inserimento della Juventus stessa nei piani alti del calcio europeo. Agnelli assume la presidenza, di fatto, del calcio europeo, e diventa un uomo decisamente potente e di alto livello nel calcio continentale.

CRISTIANO RONALDO (10/07/18): a Torino, arriva CR7, uno dei due giocatori più forti al mondo e, certamente, il personaggio più influente del Globo (basti guardare i suoi numeri social). La Juventus, da qual momento, inizia a volare in maniera impressionante anche a livello di marketing e brand: entra definitivamente nella élite del calcio mondiale, pur non arrivando alla conquista dell’agognata Champions League.

L’ADDIO DI MAROTTA (29/09/18): momento simbolico, perché Beppe Marotta era il vero uomo mercato della Juventus, ed anche colui che si esponeva di più a livello mediatico. L’arrivo di CR7, però, è il capolavoro di Paratici e soprattutto di Agnelli: Marotta, sentendosi scavalcato, dice addio. E la coppia Agnelli-Paratici, col supporto di Nedved, diventa  definitivamente quella di riferimento per il mondo bianconero.

L’OTTAVO SCUDETTO E L’ADDIO DI ALLEGRI (20/04/19): la Juventus stravince il campionato, senza che sia mai messo in dubbio il predominio nazionale; per di più, con l’arrivo di CR7, la concorrenza è sbaragliata. Questo, però, è anche l’ultimo Scudetto di Allegri: al tecnico, mai amato fino in fondo, viene imputato l’insuccesso europeo, con l’eliminazione per mano dell’Ajax che pesa molto sul suo curriculum bianconero.

Ecco un video, postato dalla Juventus, per celebrare i 10 anni di presidenza di Andrea Agnelli
https://www.youtube.com/watch?v=XONB3heJwvs&feature=youtu.be

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