Juventus, cosa fanno i reduci del primo scudetto?

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui

Otto anni fa, la Juventus di Antonio Conte toccava il cielo con un dito e raggiungeva il suo primo scudetto dell’era Post-Calciopoli. Da quel momento, la squadra bianconera non è più scesa da lassù, dominando la scena italiana senza, di fatto, trovare quasi opposizione: gli interpreti, però, sono decisamente cambiati (eccetto pochissimi elementi), ma la musica è rimasta la stessa. Cosa fanno, ora, i vincitori di quello scudetto?

I portieri

Buffon: immortale bandiera bianconera, dopo un anno a Parigi è tornato a casa per chiudere a Torino la carriera. Non è forse più quello di una volta, ma è un “secondo” decisamente di lusso.
Storari: dopo aver chiuso la carriera tra Cagliari e Milan, si era parlato di un possibile futuro nella dirigenza bianconera. Per ora, tutto in stand-by.
Manninger: il 2011/2012 fu l’ultima stagione con la Juventus. Poi Augsburg è un anno da terzo portiere al Liverpool. Attualmente, si gode la “pensione”.

I difensori

Chiellini: irriducibile capitano, prima dello stop per il Coronavirus era riuscito a tornare in campo dopo un infortunio ai legamenti.
Bonucci: dopo una sfortunata parentesi rossonera due anni fa, è tornato a Torino riacquistando la fiducia dei tifosi. È l’erede di Chiellini come “uomo spogliatoio”.
Barzagli: insieme a “Chiello”, l’unico ad aver vinto tutti gli otto scudetti. Ritiratosi alla fine della scorsa stagione, ora ha un ruolo nello staff tecnico di Sarri.
Caceres: arrivato a gennaio di quella fortunata stagione, fu un prezioso gregario. Ora gioca nella Fiorentina e, nonostante gli infortuni, è ancora un difensore di livello.
De Ceglie: giocò la sua migliore stagione in carriera, poi tanto girovagare (anche a causa di sfortuna ed infortuni) fino all’attuale militanza nel Miami FC
Lichtsteiner: autore del gol che ha aperto l’epopea bianconera e amatissimo dai tifosi, dopo un anno all’Arsenal si è ora accasato all’Augsburg.

I centrocampisti

Pirlo: dopo la finale di Berlino, chiude la sua carriera in America. Si dedica alla viticoltura, poi fa l’opinionista e ora, dopo aver ottenuto il patentino, si prospetta una vita da allenatore.
Marchisio: il “Principino” idolo della tifoseria ha lasciato il calcio due estati fa, a causa dei continui infortuni.
Vidal: il fenomeno cileno tenta la fortuna dopo la finale di Champions persa col Barcellona nel 2015 andando al Bayern Monaco, poi va proprio al Barcellona dove si trova ancora adesso.
Giaccherini: l’uomo fortemente voluto da Conte, dopo quella splendida stagione, vive di alti e bassi. Se nel 2016 fu fondamentale per l’Italia agli Europei di Francia, ora è addirittura in Serie B, nel Chievo.
Pepe: dopo la Juve, gioca nel Chievo e nel Pescara. Quindi diventa team manager degli abruzzesi.
Estigarribia: dopo qualche esperienza italiana, torna in Sudamerica, dove si trova tuttora (al Colòn Santa Fe in Argentina, in prestito dal Deportivo Maldonado).
Padoin: il talismano bianconero resta alla Juve cinque anni, idolatrato dai supporter juventini. Poi Cagliari, ora è ad Ascoli in B.
Marrone: eterna promessa, non mantiene le attese. Ora è in Serie B al Crotone, in prestito dal Verona.
Elia: carneade. Nella Juve non gioca praticamente mai, ora è in Turchia all’Istanbul Basaksehir.
Krasic: Conte lo ripudia, lui non vede quasi mai il campo. Ha chiuso la carriera nel 2018 nel Lechia Danzica.

Gli attaccanti

Matri: bomber di quell’annata, dopo la Juventus gira mezza Serie A senza mai più tornare a segnare con continuità. Ora ha appena rescisso col Brescia ed è svincolato.
Vucinic: nel 2014 va a prendersi i soldi negli Emirati, segnando caterve di gol con l’Al Jazira. Poi il ritiro (e qualche problema con la Finanza).
Quagliarella: prima va al Torino, dove punisce la Juve con un gol nell’unico derby granata vinto nel recente passato, poi alla Sampdoria, dove vive una stagione pazzesca (2018/19) battendo record su record. Ora è ancora a Genova, e non smette di segnare.
Del Piero: il Capitano chiude tra Australia e India la sua attività agonistica. Poi, inizia la sua seconda vita da businessman, con aperture di ristoranti e acquisizione di team di calcio ed automobilistici, e da opinionista su Sky. È sempre a stretto contatto con il club bianconero, come collaboratore.
Borriello: gioca sei mesi in quel campionato segnando il famoso gol di Cesena. Poi Roma, Genoa, Cagliari, Atalanta e Spal, poi il “buen retiro” all’UD Ibiza, col quale si è ritirato. Ora è dirigente degli spagnoli.

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