Juventus: Del Piero, otto anni fa l’addio ai bianconeri

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui

Esattamente otto anni fa, il 13 maggio 2012, Alessandro Del Piero offriva il suo ultimo spettacolo al suo pubblico, salutando lo Juventus Stadium con un gol all’Atalanta nell’ultima giornata di quel campionato. Fu la partita che regalò un grande primato ai bianconeri, già campioni d’Italia: arrivò infatti il trentottesimo risultato utile consecutivo in quel campionato, ovvero un intero torneo senza mai perdere. Poi, fu raggiunto anche un altro record, ovvero quello di maggior numero di giocatori mandati a rete da una stessa squadra, grazie al rigore segnato da Barzagli. Ma il vero grande motivo di interesse di quel giorno fu l’addio di Pinturicchio: riviviamo insieme quel giorno.

Del Piero, l’ultimo splendido canto

Alex parte titolare, ovviamente, dopo un intero campionato passato perlopiù a guardare gli altri giocare dalla panchina. Ha comunque lasciato il suo grande marchio, siglando il gol del decisivo 2-1 a Torino contro la Lazio, un gol che permise alla Juve di restare in testa a discapito del Milan a poche giornate dalla fine. I malumori nei confronti della dirigenza, però, spinsero il Capitano a dire addio, e quindi quella con l’Atalanta fu l’ultima partita disputata in maglia bianconera. Gioca al fianco di Borriello, in una Juventus piena zeppa di seconde linee (Estigarribia, Marrone, Giaccherini, Padoin, lo stesso Borriello): è dunque la luce di quella squadra in quella giornata, e se la carica fin da subito sulle spalle a suon di giocate di classe. Proprio una delle seconde linee di cui sopra, Luca Marrone, ragazzo all’epoca considerato grande promessa ed ora perso nei meandri della B, sbloccò la partita, dando il via alla festa. Poi, al 28′ minuto, ecco che l’autore del film di quel pomeriggio regala il risvolto di trama più bello: Del Piero riceve da Giaccherini al limite dell’area, guarda negli occhi la difesa, scalda il destro e infila con una rasoiata il portiere bergamasco Frezzolini. Estasi pura, allo Juventus Stadium. I tifosi sono in tripudio, tutti i calciatori si ammassano a festeggiare il capitano e addirittura Storari, dalla porta, va ad abbracciarlo. E’ il suo “canto del cigno”.

L’inchino davanti al suo popolo.

Al minuto 58′, però, il tempo si ferma davvero, per i tifosi juventini. L’amico/nemico Antonio Conte fa alzare dalla panchina Simone Pepe, che entra al posto dell’uomo con la 10 sulle spalle. Del Piero se ne accorge, si volta verso la panchina, poi guarda gli spalti. Sembra non voglia uscire, non vuole chiudere qui il suo show: ma ormai è così, ed allora arriva al centro del campo e si inchina, come un teatrante al termine dello spettacolo. I tifosi piangono, ma in realtà anche Del Piero lo fa. Si siede in panchina, si mette la giacca della tuta, guarda Marchisio e dice solo due parole: “Che bello“. Il pubblico lo chiama sotto la curva, lui esita un po’, poi si alza in piedi e fa un cenno di assenso. Nessuno segue più la partita, la gente guarda solo più il suo beniamino che inizia a girare intorno al campo, raccogliendo le sciarpe che gli lanciano i supporter in visibilio. Non trattiene più le lacrime, si commuove. E’ l’addio più struggente, per l’uomo più amato da quelle parti.

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