Juventus regina d’Europa: era il 22 maggio 1996 e…

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui

Dolce, amara ossessione. La Champions League per la Juventus negli ultimi 24 anni ha rappresentato una chimera, ardua da raggiungere e ripetutamente sfiorata, tra finali perse ed eliminazioni maturate a tempo scaduto. Sono trascorsi esattamente 24 anni dall’ultima vittoria bianconera nell’allora Coppa dei Campioni: era il 22 maggio 1996 e il “teatro dei sogni” per giocatori e sostenitori zebrati non fu l’Old Trafford di Manchester, bensì l’Olimpico di Roma, divenuto un tripudio di bandiere e sciarpe della “Vecchia Signora” dopo l’estenuante lotteria dei calci di rigore contro l’Ajax, che decretò la conquista da parte della Juventus dell’ambìto titolo di campione d’Europa.

Juventus regina d’Europa: che squadra!

Quella Juventus, peraltro, era davvero un manipolo di eroi, tanto fra i suoi titolari che tra le sue riserve. In quella notte capitolina, Madama si presentò al cospetto dei 67mila spettatori dell’Olimpico con il 4-3-1-2: tra i pali Angelo Peruzzi; in difesa Torricelli, Ferrara, Vierchowod e Pessotto; mediana a rombo composta da Paulo Sousa in cabina di regia, Didier Deschamps sul centrodestra e Antonio Conte sul centrosinistra; sulla trequarti un giovane Alessandro Del Piero, dietro al tandem offensivo formato da capitan Vialli e Fabrizio Ravanelli. Proprio quest’ultimo siglò il temporaneo vantaggio bianconero al 12′ del primo tempo, salvo poi vedere vanificato il suo sforzo dalla rete del pareggio di Jari Litmanen al 41′. Nella ripresa, malgrado gli ingressi in campo di Jugovic (allo scadere della prima frazione per effetto dell’infortunio occorso a Conte), Di Livio e Padovano, il parziale non subì variazioni e il leitmotiv si ripropose anche per l’intera durata dei tempi supplementari, traghettando così zebrati e Lancieri verso i calci di rigore.

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Juventus regina d’Europa: una vittoria di rigore

Marcello Lippi, tecnico della Juventus, sapeva di giocarsi tanto, tantissimo in quei cinque tiri dagli undici metri (che poi in realtà divennero solo 4) e meditò scrupolosamente in merito ai rigoristi da mandare al cospetto di Edwin Van der Sar. Alla fine, la scelta ricadde su Ferrara, Pessotto, Padovano e Jugovic, con Vialli che avrebbe dovuto calciare il quinto o il sesto penalty. Non ve ne fu bisogno, per fortuna sua e della Juve, perché in casa Ajax fallirono il futuro Pitbull bianconero (Edgar Davids) e Sonny Silooy. La trasformazione chirurgica di Jugovic diede così il via a un’autentica apoteosi juventina, tanto sul manto erboso quanto sugli spalti.

Juventus regina d’Europa: un anniversario da celebrare 

Sono molti gli utenti e i quotidiani che in questo venerdì 22 maggio 2020 stanno ricordando l’impresa compiuta da Vialli e compagni, mentre sui social network infiamma la sempiterna lite fra i tifosi della Juventus e dell’Inter, fatta di sfottò, di Triplete, di Calciopoli. Tuttavia, al di là della rivalità, sempre accettabile purché sana e non macchiata da episodi di oltraggio verbale o di violenza fisica, ai posteri restano la storia e, come era solito ripetere Massimiliano Allegri negli anni trascorsi proprio all’ombra della Mole Antonelliana, gli albi d’oro. “La gente si ricorda solo di chi vince, di chi arriva primo”, ha affermato a più riprese. Ecco perché quel 22 maggio 1996 non potrà mai smettere di inorgoglire i sostenitori della Vecchia Signora.

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