La caduta dei ragazzi granata: Superga tragedia che ogni anno rivive nella memoria

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

 

4 maggio 1949, ore 17 : 03 : i ragazzi del Torino volavano in cielo, l’aereoplano su cui viaggiavano si è schiantato contro la basilica di Superga e hanno perso la vita i suoi 31 passeggeri a bordo.

La squadra dell’allora presidente Ferruccio Novo  non esisteva più, quel maledetto volo si era portato via la vita di tutti, tra giocatori, giornalisti ,manager,  massaggiatori e l’equipaggio, nessuno si salvo’.

Quei ragazzi all’epoca rappresentavano il riscatto sociale, sportivo e civico degli Italiani che in massa si identificarono in essi per dimenticare la seconda Guerra mondiale, che aveva lasciato macerie nella nazione.

” l’ amichevole contro il Benfica in Portogallo”

I giocatori tornavano a casa dopo un’amichevole contro il Benfica, disputata per aiutare il capitano della squadra portoghese Ferreira, che all’epoca si trovava in  criticita’ economiche.
Oltre ad essere la squadra più  forte del momento, il Torino rappresentava per la maggior parte dei componenti anche la nostra nazionale, quando all’epoca il c.t.era ancora Vittorio Pozzo che per un insolito destino, riuscì a non prendere quel volo, dato che il suo posto era passato ad un altro giornalista di “La Nuova Stampa”, così  era nominata la testata.

“La dinamica dell’incidente”

Quel pomeriggio era nebbioso e cadeva un’incessante e fitta pioggia. Fu un attimo e avvenne lo schianto, tremendo, che causò  la morte di tutte le persone a bordo compreso l’equipaggio.
Inizialmente l’incidente venne addebitato ad un errore umano del pilota, ma in realtà  successivamente le indagini scagionarono del tutto l’onorabilità  e la professionalità del pilota Pierluigi Meroni,  in quanto si scoprì che  l’altimetro  si era bloccato ai 2000 metri, ma che in verità  la quota reale era di 600 metri, tanto è  vero che quando la collina apparve all’improvviso agli occhi di Meroni, egli non ebbe neppure il tempo di virare, causando l’inevitabile impatto con la collina di Superga.
Quando arrivarono, i primi soccorritori trovarono una scena straziante: corpi sparsi ovunque che  poi vennero riconosciuti a fatica dal c.t. Vittorio Pozzo e  furono rinvenuti anche effetti personali intatti come una foto dello stadio di Lisbona e il libretto universitario del giovane venticinquenne Bagicalupo.
Così il pilota lasciò  moglie e tre figli piccoli.
Tra i giocatori miracolati che non presero l’aereo ricordiamo il secondo portiere Renato Gandolfi, Sauro Toma’, Luigi Giuliano ed il giovane Luigi Gandolfi.
Non
salirono a bordo nemmeno il radiocronista Nicolo’ Carosio, il ct.Vittorio Pozzo, il celebre allenatore della Lazio del 1974 Tommaso Maestrelli ed infine per una broncopolmonite, anche Ferruccio Novo(il presidente) evito’ la strage.

Quando si seppe della tragedia ci fu una grande commozione in tutto il  mondo, per la squadra che aveva vinto gli ultimi 4 scudetti e che si apprestava a vincere il 5to assegnato d’ufficio, nonostante le ultime 4 partite  scesero in campo i giovani della Primavera ,che al loro debutto piansero all’infinito ( come era giusto che fosse) prima del calcio d’inizio.

Il commiato”

Al corteo funebre di Piazza Duomo parteciparono addirittura tra le 500 e 600.000 persone ,e pensare che Torino all’epoca ne contava 718.697.
Tra gli esponenti più  autorevoli del governo era presente Andreotti.

Il Torino venne onorato in tutto il mondo. Infatti una squadra brasiliana scese in campo con la maglia granata.
Quella squadra che rappresentava 10 undicesimi della nazionale azzurra, è  rimasta un modello da imitare nell’immaginario collettivo.

Eroi sopravvissuti a due conflitti”

Erano veri eroi, sopravvissuti alle guerre, con una forte tempra e un grande spirito di sacrificio e uguale umiltà   che si facevano benvolere ovunque.
Celebre è  la citazione del giornalista Indro Montanelli sul Corriere della Sera del 7 maggio 1949″ Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così  i ragazzi crederanno che il Torino non è  morto: è  soltanto in trasferta.

Purtroppo il covid  19 condizionerà  questa epocale ricorrenza, ma alle 16:30  di oggi 4 maggio Don Riccardo Robella dirà  messa allo stadio Filadelfia, lo storico campo dei granata, e poi per commemorare la squadra ci sarà  la canzone del gruppo musicale Sensounico, il cui titolo è ” Quel giorno di pioggia”.
Chi vorrà  potrà  indossare una maglia del Torino, esporre una bandiera o sventolare una sciarpa granata.
La stessa società  di Urbano Cairo comunica che questo evento potrà  essere seguito in diretta sulla pagina Facebook del Torino FC a partire dalle 16 :15.
Anche in questa commemorazione saremo distanti ma uniti.

Ancora oggi la gente continua a portare fiori sulla collina per onorare i caduti del Torino pur non essendoci lapidi.

” i caduti del grande Torino”

Portieri : Valerio Bacigalupo anni 25; Dino Ballarin anni 23

Difensori: Aldo Ballarin 27 anni; Virgilio Romualdo Maroso anni 23; Pierino Operto anni 22; Mario Rigamonti anni 26;

Centrocampisti: Giulio Shubert anni 26; Eusebio Castigliano anni 28; Rubens Fadini anni 21; Giuseppe Grezar anni 30; Ezio Loik anni 29; Danilo Martelli anni 25;
Attaccanti: Romeo Menti anni 29; Franco Ossola  anni 27; Ruggero  Revelli Grava anni 27; Guglielmo Gabetto anni 33; Valentino Mazzola anni 30

Allenatori: Egri Erbstein anni 50; Leslie Lievesley anni 37; Ottavio Cortina anni 52 massaggiatore

Dirigenti: Egidio Agnisetta anni 55; Ippolito Civalleri anni 66; Andrea Bonaiuti anni 36;

Giornalisti: Renato Casalbore anni 58(Tuttosport); Renato Tosatti anni 40,papa’ del grande giornalista Giorgio Tosatti,( Gazetta del Popolo); Luigi Cavallero anni 42 ( La nuova Stampa)

Equipaggio: Pierluigi Meroni anni 33;Cesare Bianciardi anni 34;
Celeste D’Inca’ anni 44; Antonio Pangrazzi anni 42

  •   
  •  
  •  
  •