La storia del Klassiker: una sfida mai banale

Pubblicato il autore: manuel Segui

Bayern Monaco- Borussia Dortmund non è un match come gli altri, è il derby per eccellenza in Germania, il Klassiker.
Questa sera andrà in campo per la 126esima volta nella storia, e ci sarà in palio un’ importante fetta del Meisterschale.
Ad oggi, i gialloneri distano quattro lunghezze dai rivali, ma sono in forma e puntano a continuare il trend positivo di sette vittorie consecutive in Bundesliga, mentre i ragazzi di Flick, sono squadra collaudata che non concede nulla.
Ci sono tutti i presupposti per assistere ad un match combattuto, ricco di colpi di scena, e decisivo nella corsa al titolo.
Se negli ultimi anni il Klassiker era stato spettacolare anche sugli spalti, quello che mancherà stasera sarà soprattutto il tifo: la cornice di Dortmund sarà più spoglia, priva di quel sentimento romantico che porta con sé, ogni anno, questo match.
La partita in questione rappresenta la più grande rivalità del calcio tedesco, la sfida delle sfide, che nel corso della storia ha decretato momenti memorabili.
Andiamo a riscoprire le partite più iconiche, i protagonisti e altri aneddoti sul Klassiker.

LA RIVALITA’ TRA LE TIFOSERIE:
Quando si parla di Bayern e Borussia viene in mente la rivalità sul campo, ma spesse volte quella sugli spalti è lasciata in secondo piano.
Le due curve sono infuocate, e in occasione della contesa danno il loro meglio: nel corso della storia abbiamo assistito a coreografie mozzafiato, tifo caldissimo e alcuni scontri fuori dallo stadio.
I motivi della rivalità sono molteplici e riguardano questioni geografiche, filosofia dei club e modo di intendere il calcio.
Monaco è situata in Baviera, nel sud della Germania, ed è una città benestante, nella quale tecnologia e innovazione vanno di pari passo.
Qua hanno sede aziende importantissime per il paese e il turismo è un’altra componente fondamentale per la città. D’altronde Monaco ha un passato ricco di storia, che tutt’ora porta con sé, ma che ben si unisce con i settori più all’avanguardia.
Dortmund è, invece, una città diametralmente opposta, la cui fondazione è recente. Situata nella regione della Ruhr, nord-ovest della nazione, basa la propria economia sull’industria pesante.
Tuttavia è da sempre un centro legato ai propri valori, che vive lo sport con passione, come un qualcosa per la gente, dove i soldi contano meno.
La contrapposizione è evidente, e pare chiaro che le realtà in questione siano molto differenti.
Passando all’aspetto legato alle tifoserie, emergono ulteriori distanziamenti tra gli ideali: il muro giallo-nero, spinge i propri ragazzi per tutti i 90 minuti, rimanendo fedele ai propri valori.
I cori sono passionali, riguardano la maggior parte delle volte l’incitamento alla squadra, e sono incessanti. La carica, la partecipazione del tifo nella vita del Dortmund è fondamentale, e concerne appunto la visione dello sport nella Ruhr, inteso come popolare.
Il CEO Watzke, ha dichiarato, che la curva composta da 25mila posti rappresenta uno stimolo per il club, è un vanto, un unicum in Europa. Proprio per questa caratteristica viene denominata il MURO: tutti coloro che vi fanno parte sono obbligati a stare in piedi per la mancanza di seggiolini, e vengono trascinati nel tifo.
Tutti i componenti della curva sono coinvolti e la colorano rigogliosamente di giallo-nero.
La Schickeria, gruppo più caldo del Bayern Monaco, mostra sempre appartenenza alla maglia, dimostrandosi una delle tifoserie più calde in Germania.
Tuttavia, rispetto ai rivali, la maggior attitudine alla vittoria, porta loro a rendere più pesante una sconfitta.
In diverse occasioni vi sono state proteste per i mancati risultati sul terreno di gioco, cosa che nella Ruhr si è vista sporadicamente.
Insomma, sugli spalti il derby è caldissimo, e la rivalità è sempre accesa, anche senza il pubblico.

I MATCH PIU’ IMPORTANTI
Nel corso della storia vi sono state innumerevoli sfide concluse con esiti incredibili, andiamo ad analizzare le più importanti.
Il primo epilogo della storia si disputò il 16 ottobre 1965 e vide trionfare il Borussia Dortmund 0-2 in trasferta.
Sei anni dopo, i bavaresi si imposero 11-1, lo scarto più ampio nel Klassiker. In termini statistici, questa sfida rimane quella con la maggiore differenza reti siglata in una partita dal Bayern monaco.
La rivalità si fece più sentita a ridosso degli anni 90’, quando ambo le squadre innalzarono il proprio profilo anche al di fuori dei confini nazionali.
Nella stagione 1997-1998 vi fu un confronto anche in ambito europeo, nei quarti di finale della Champions League: in quell’occasione, a prevalere furono i gialloneri, che vinsero 1-0 al ritorno dopo il pari dell’andata.
Sempre nel massimo torneo del Vecchio Continente, la finale del 2012-2013 rimane negli annali della competizione.
Il match fu lottatissimo e deciso soltanto da una perla di Robben nel finale, che consegnò alla sua compagine la quinta Champions della storia.
Tornando in Bundesliga, tra il 2000 e il 2014 ha regnato sovente l’equilibrio, con qualche exploit per entrambe le formazioni.
Negli ultimi anni, invece, è parso netto il predominio del club in maglia rossa, tranne in qualche sfida.
La più recente soddisfazione per il Borussia è relativa all’ultima Supercoppa di Germania vinta 2-0 contro i rivali, in un periodo storico dove sono state più le sconfitte che i successi.
Ad oggi la sfida si è disputata 126 volte e ha visto trionfare 59 volte il Bayern Monaco e 33 la compagine della Ruhr, con 33 pareggi.

I PROTAGONISTI
Quando parliamo di una partita di tale importanza, è doveroso menzionare coloro che l’hanno resa grande grazie a certe giocate.
E’ d’obbligo citare Gerd Muller nelle fila dei bavaresi, che negli anni 70’ è stato una pietra miliare del club: il suo apice in questa sfida lo toccò nel celebre 11-1 nel quale siglò 4 reti e 1 assist.
Matthias Sammer, invece, seppur con minore vena realizzativa, può essere considerato l’artefice della sfida vinta nel 1997, che poi lo indirizzò verso la conquista del pallone d’oro. Matthias ha preso parte per cinque lunghi anni alla sfida, diventando una bandiera del club.
Al giorno d’oggi, Mats Hummels, è stato titolare fisso per circa un decennio con entrambe le maglie. Nel 2011, sotto la guida di Klopp, giocò una partita strepitosa all’Allianz Arena chiudendo la sfida con la rete dell’ 1-3.
Anche con l’altra casacca, il teutonico è andato in goal, rappresentando cosi un vero e proprio record.
Cito infine Robert Lewandoski, bomber polacco, anch’egli in campo con tutte e due le squadre.
I numeri parlano per lui: tripletta nel 6-0 del 2018, doppietta nel 2017 e in questa stagione, insomma uno score invidiabile.

Questa sera, per l’ennesima volta, il Der Klassiker si prenderà la scena dei palcoscenici mondiali, tenendo milioni di persone attaccate alla tv, per una partita che non è mai scontata.

  •   
  •  
  •  
  •