Lazio, Tare duro: “Il Governo ci prende in giro”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui

Nel giorno in cui la Lazio ricordi i 20 anni dall’ultimo scudetto vinto, nel nubifragio di Perugia, ci pensa Igli Tare, Ds dei biancocelesti, ad alimentare i sogni dei tifosi laziali, che mai come questa stagione sognano di ripetere l’impresa riuscita nella stagione 2000. Nell’intervista rilasciata per la Repubblica, Tare, ex attaccante albanese classe ’73, che dal 2005 al 2008 ha militato nella Lazio, ha dichiarato: “Per lo scudetto? Noi ci siamo! Proveremo a vincerlo adesso, se la Serie A riprende. Altrimenti ci proveremo la prossima stagione. Arriviamo da lontano e non ci fermeremo“. Sotto la sua direzione sportiva, la Lazio ha vinto tre volte la Coppa Italia e tre volte la Supercoppa italiana.

Tare è ben concentrato sul presente e sul campionato attuale, sostenendo a gran voce la ripartenza del sistema calcistico italiano: “Chi dice che vogliamo continuare il campionato solo per interesse personale non ha capito niente. Il calcio dà da vivere a 370 mila persone, se si ferma sarà il fallimento per tanti e l’Italia perderà pezzi di storia non solo sportiva. Sarà un disastro sociale” afferma il direttore sportivo dei laziali durante l’intervista per Repubblica. Secondo Tare, in caso ci si fermasse ora, forse, non si riprenderebbe neanche a settembre: “Fermarsi adesso vuol dire, quasi certamente, non ripartire neanche a settembre: molti mesi di inattività sarebbero allucinanti. Ci invidiano e pensano che il calcio sia soltanto la serie A, invece sono migliaia di persone e famiglie che lavorano. Abbiamo il dovere di difenderle” continua Tare, che non perde l’occasione di attaccare il Governo, che da settimane perde tempo sulla decisione di riprendere o meno il campionato: “Ci stanno prendendo in giro, queste continue complicazioni sono ridicole. Non posso pensare che il ministro Spadafora sia così irresponsabile da farlo apposta, ma di certo esistono governi in Europa che vogliono aiutare il calcio: la Germania, la Spagna, l’Inghilterra. In Italia non è così, evitiamo un’estate in tribunale” afferma l’ex attaccante albanese.

Il Ds, alla fine, critica il protocollo per gli allenamenti di gruppo adottato dal 18 maggio: “Il protocollo sanitario migliore è quello tedesco: controlli a tappeto e se c’p un positivo, si isola solo lui, no l’intero gruppo. Si gioca e se poi qualcuno decide di tornare a casa può farlo, ma a patto che paghi di tasca sua i test settimanali per sé e per i suoi famigliari. Alla Lazio, dopo gli esami sierologici siamo risultati tutti negativi e nessuno dei giocatori si è allontanato da Roma” conclude Tare.

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