Messi, cinque anni fa la perla contro il Bayern

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui

Ci sono momenti emblematici nella storia del calcio, di quelli che restano nell’immaginario collettivo per sempre. Dando uno sguardo a questi momenti negli ultimi 10/15 anni, salta all’occhio un particolare: la categoria “effetti speciali” è monopolizzata da Messi e Cristiano Ronaldo. Questi due mostri, riguardo ai quali non apriremo l’annosa questione “chi è meglio?” (provate a chiedere a un bambino se preferisce mamma o papà), si sono resi protagonisti di una serie di genialate calcistiche che hanno oscurata la quasi totalità di ogni altro gesto tecnico visto sui campi di calcio. Ed esattamente cinque anni fa, Messi regalava uno dei giochi di prestigio più belli ed esaltanti che siano stati mai prodotti da quei due magici piedi che il Dio del Calcio gli ha donato: il gol pazzesco al Bayern Monaco in semifinale di Champions, con dribbling su Boateng e pallonetto ad un certo Manuel Neuer.

Messi, una giocata “totale”

Semifinale speciale, quella del Camp Nou: Pep Guardiola torna a casa da allenatore dei bavaresi, pronto a far male al suo grande amore, al popolo blaugrana. Si gioca una partita tirata, anche equilibrata, ma a spaccare l’equilibrio è Lui, Lionel Andrés Messi da Rosario, che al 77’ infila una rasoiata precisa ed imparabile per Neuer: staffilata lucente e maestosa, ma è un antipasto, perché tre minuti più tardi fa cadere il Camp Nou con “quella giocata lì”. Minuto 80’: pallone verticale di Xavi (altro discreto genietto) per la Pulce che controlla e punta Boateng. Lo stadio smette di respirare, sono tutti col fiato sospeso. Messi è al limite dell’area, vicino al lato corto destro guardando in faccia la porta del Bayern: da lì, di solito, rientra e apre il suo piede mancino, che forse non è un piede ma una bacchetta magica. E questo è anche quello che si aspetta il malcapitato Jerome Boateng, ma stavolta non è così. Finge di farlo, poi invece va sul destro improvvisamente senza che nessuno abbia il tempo di accorgersene, ed il povero Jerome, accecato da tale opera d’arte, cade a terra arrotandosi sulle sue stesse caviglie.

Cade anche il gigante Neuer

Saltato il primo uomo, la Pulga atomica vede davanti a sè il portierone Campione del Mondo Neuer, contro il quale sarebbe meglio non imbattersi mai in un campo di calcio. Potrebbe scegliere la via più semplice, calciare a giro e chiuderla lì, game, set and match: e invece Messi tira uno schiaffo al gigante e trova un pallonetto strepitoso, che si adagia in rete. Il Camp Nou esplode, il fenomeno argentino esulta impazzito, la sua opera d’arte è completa. Ha appena incastonato una gemma luminosissima nel panorama calcistico, oltre ad aver, di fatto, spedito il Barcellona in finale. Ha vinto lui, e l’ha fatto alla sua maniera, come solo i Campioni sanno fare.

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