Nazionale brasiliana: Che fine ha fatto il 10?

Pubblicato il autore: Demetrio Segui

Che fine ha fatto il 10 verrebbe da chiedersi e, probabilmente, molti aficionados della nazionale brasiliana si stanno già ponendo questo quesito da un po di tempo. Ebbene si al Brasile da un pò di tempo a questa parte sta mancando il 10, non come numero di maglia sia chiaro, bensì come collocazione tattica sul rettangolo verde. Manca colui il quale è in grado, con l’ultimo passaggio di servire la palla giusta all’attaccante per fare gol. Sportmediaset prova a tracciare una panoramica su ciò che era, su quella parte di nazionale brasiliana che pare non esserci più.

I numeri 10 della storia del nazionale brasiliana

Fino a non molti anni fa il Brasile e la maglia numero 10 vivevano una sorta di storia d’amore: la maglia per eccellenza era lì che aspettava solo di essere indossata dal campione designato, dal top player come diremmo oggi. In principio fu Pelé, giocatore capace di trascinare la sua nazionale alla vittoria di 3 mondiali e istituirsi a leggenda del Brasile e del calcio mondiale. Rimane il dubbio sulla sua resa eventuale in Europa ma è troppo poco per non consacrare O Rey. Dopo di lui si sono affermati giocatori come Rivelino e Zico, quest’ultimo ha calcato anche i campi della nostra serie A mostrando a tutti le proprie qualità tecnico-tattiche. Non a caso i tifosi dell’Udinese, quando gli veniva fischiato un calcio di punizione potevano già iniziare ad esultare, al resto ci avrebbe pensato lui. Risalendo fino ai giorni nostri troviamo Rivaldo, Ronaldinho e Kakà tre giocatori che dal punto di vista tattico hanno esaltato la maglia numero 10 verdeoro, tre campioni in grado di far male alle difese avversarie con la loro velocità che garantiva strappi decisivi e difficilmente recuperabili per chi li affrontava. Ne sanno qualcosa i tifosi del Milan che li hanno ammirati, in epoche storiche diverse, calcare il prato del Meazza. Ronaldinho, specialmente, si è rivelato essere forse il giocatore brasiliano per eccellenza, ha fatto di spensieratezza e divertimento i punti cardine del suo gioco. Il suo bagaglio tecnico gli ha permesso di far bene anche quando, con l’evoluzione del calcio europeo, si è trovato in una posizione esterna: era devastante.

E O’Ney?

Premessa, le qualità di Neymar sono fuori discussione, tuttavia in nazionale non è mai riuscito ad esprimersi agli stessi livelli dei campionati nazionali disputati. Come lui anche Coutinho. Penalizzati dall’evoluzione tattica che li costringe a giocare larghi, senza avere la possibilità di far male centralmente, i due sono, ad oggi, gli incompiuti della nazionale brasiliana. La loro sfortuna è che il rimodellamento della squadra compiuto da Tite l’ha portato alla conquista della Copa America 2019, sinonimo di ragione per il ct verdeoro. O’Ney, dopo aver sbagliato le prime due competizioni mondiali, arriverà in Qatar a 30 anni: sembra proprio che quello per il Qatar sia una sorta di biglietto di non ritorno per il giocatore del Psg che deve dimostrare di valere la maglia numero 10.

Un omaggio al numero 10 per eccellenza della nazionale brasiliana

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