Pirlo, 41 anni oggi: tanti auguri Maestro!

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui

Ci sono giocatori odiati da molti nel mondo del calcio, per via del loro temperamento e di alcuni atteggiamenti in campo. Ma ci sono anche giocatori amati da tutti gli amanti del calcio quasi indistintamente, senza badare al colore della maglia od al tifo di appartenenza: Andrea Pirlo è uno di questi, un giocatore dalla classe sopraffina e cristallina che ha incantato le tifoserie di tutta Italia, e ne ha fatte godere due in particolare (quella del Milan e quella della Juve). Inoltre, lui è uno dei Campioni del Mondo del 2006, appartenente dunque a quella ristrettissima cerchia di italiani della nostra generazione ad aver vinto un Mondiale: anche solo questo dato basterebbe a spiegare l’amore e la stima che tutti gli amanti del calcio del Belpaese nutrono nei suoi confronti.

Andrea Pirlo, il fuoriclasse silenzioso

Si è sempre scherzato sul fatto che Andrea Pirlo da Brescia non rida mai. Sembra che il suo viso non faccia quasi mai trasparire emozioni, e che tutto ciò che lo circonda gli sia indifferente. In realtà, stando a quanto raccontano i suoi compagni in svariate biografie e ad una serie di video che girano sul web di alcune sue perle “alcoliche”, il fenomeno bresciano è tutt’altro che un tipo silenzioso. Nella vita privata, anzi, è un personaggio davvero estroverso ed eccentrico, ma in campo lascia parlare i suoi piedi. Non è mai stato certamente il classico leader trascinatore, un capitano alla Sergio Ramos per capirci, ma ha sempre saputo esserne il leader tecnico, anche quando si è trovato, ad esempio, a giocare nel Milan dei fenomeni. Mai una parola fuori posto, solo lampi di genio quando era necessario, al posto giusto ed al momento giusto: a Torino cercano ancora il suo erede, perché uno così non può essere rimpiazzato da un Pjanic qualunque.

“The Maestro”

493 presenze, 58 gol ed 88 assist solo in Serie A, tra Brescia, Inter, Reggina, Milan e Juventus. Vince due Champions League ed un Mondiale per Club col Milan, 6 scudetti, 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane con la Juventus, oltre come detto al favoloso Mondiale tedesco del 2006. Il suo marchio di fabbrica? Il calcio di punizione: nell’arco della sua carriera, segna 46 volte da calcio piazzato, di cui 26 in Serie A (secondo di sempre dopo Mihajlovic) e 5 in Champions League (terzo dietro Juninho e CR7). Proprio a Juninho Pernambucano si ispirò Pirlo per la battuta delle punizioni, con quella “Maledetta” che ha trafitto innumerevoli portieri. Inspiegabilmente non ha mai vinto il Pallone d’Oro, arrivando solo quinto nel 2008; la sua classe, però, è riconosciuta in tutto il mondo: probabilmente il Professore o Maestro, che dir si voglia, è il calciatore italiano più venerato del globo. Tanti hanno gioito o pianto per causa sua, ed innumerevoli sono le opere d’arte da ricordare: tra un cucchiaio all’Inghilterra ed un gol al 93‘ nel Derby della Mole, tra un assist a Grosso nella semifinale Mondiale e una perla da 40 metri per l’ultimo gol con il Milan, è veramente possibile ammirare un museo di arte classica. Perché quei piedi hanno fatto magie, ed ora che, per Pirlo, si profila un futuro da allenatore, sicuramente ci divertiremo. C’è da giurarci.

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