Pirlo promuove Tonali. E a chi dice che sia il suo erede, risponde…

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

Nel pomeriggio di oggi Andrea Pirlo è intervenuto in una diretta Instagram con Nicolò De Devitiis, l’inviato de “Le Iene”. Una chiacchierata ricca di aneddoti e retroscena svelati dall’ex centrocampista che ha indossato in Italia le maglie di Inter, Milan e Juventus, fra le altre. Ripercorrendo la carriera di Pirlo, l’inviato de Le Iene si sofferma su Baggio, ricordando in particolare lo spettacolare gol realizzato dal Divin Codino con la maglia del Brescia contro la Juventus nel 2001.

Un gol che è rimasto nella storia del calcio: un pregevole stop al volo a scartare il portiere bianconero, prima di infilare il pallone in rete. L’assist? Veniva proprio dal piede di Andrea Pirlo, che parla così del suo ex compagno di squadra: “Lo conoscevo bene, ho avuto la fortuna di averlo come compagno di squadra già all’Inter, prima del Brescia. Per me era un idolo“.
A Pirlo gli viene chiesto quale sia l’assist che gli abbia dato più soddisfazione: “Un assist involontario, quello sulla punizione grazie alla quale abbiamo vinto la Champions con il Milan ad Inzaghi. È stato un gol importante, però, a parte gli scherzi, l’assist più importante è stato quello con Grosso alla Semifinale del Mondiale, quello non si dimentica“.

La Nazionale e il Mondiale del 2006

A questo punto si apre un capitolo sulla Nazionale e sull’impresa compiuta al Mondiale del 2006: “Nel rigore finale di Grosso ero lì in mezzo, eravamo ognuno per i fatti propri. Poi ad un certo momento, prima del rigore di Grosso, ho abbracciato Cannavaro sperando che… Cosa ci siamo detti in quel momento? Avevo chiesto, siccome ero un po’ frastornato, se era l’ultimo rigore. È stato un attimo di stress però fortunatamente è andata alla grande. Sono momenti indescrivibili perché l’adrenalina e la motivazione che hai a giocare una finale, arrivare ai rigori stremato e giocarti la Coppa del Mondo, che è il sogno che hai da bambino, penso che sia un’emozione unica che è difficile da descrivere e da raccontare. Negli spogliatoi chi era il più casinista? Ce ne sono tanti. Io sono uno a cui piace fare gruppo, mi piace ridere e scherzare. Mi piace stare con i miei amici, chi mi conosce sa come sono. Nell’immaginario collettivo Pirlo è sempre considerato serio, come mai? Perché dovrei ridere? Se uno non mi fa ridere, non rido. In campo gioco e penso a fare bene il mio lavoro, non è che mi metto a dire cagate in mezzo al campo. Poi dopo finisce, c’è la cena e parte la rumba. Nel ritiro giocavamo alla Play. Chi era il più forte? Ce la giocavamo io e Nesta“.

Da dove nasce la famosa “maledetta” di Pirlo?

È nata guardando Juninho, che era un giocatore del Lione, che tirava le punizioni in questo modo strano. Mi sono messo lì a vedere come faceva, e pian piano mi mettevo a tirare in allenamento fin quando non ci sono riuscito. Come bisogna fare? Calciando la parte sotto del pallone con la parte finale del piede, cercando di alzarla e poi farla scendere più velocemente possibile. Da piccolo a casa mi allenavo a calciare le punizioni con le sedie, il divano e la finestra, che sembrava un riquadro della porta. Non provavo ancora la maledetta, però le punizioni sì”.

Che farà Pirlo nel futuro? “Allenerò, sto finendo il corso. Oggi abbiamo ricominciato con le lezioni online del corso, tutti i giorni fino alla fine di giugno avremo le lezioni. Da luglio spero di poter iniziare a lavorare. Allenare la Nazionale? È il sogno di ogni allenatore, però per quello ci sarà tempo. Mancini è molto bravo e lo sta dimostrando. Allenare all’estero o in Italia? Per me è uguale, l’importante è avere un progetto ben definito e poter lavorare con calma“.

Pirlo promuove Tonali: il più promettente dei centrocampisti in Italia

Tonali è uno degli argomenti più caldi in queste ore, frutto di voci di mercato che riguardano un possibile trasferimento all’Inter. Pirlo parla di lui, quando gli si chiede di chi possa essere il suo futuro erede: “Dicono che Tonali possa essere il mio erede. Secondo me come tipo di calciatore non mi assomiglia, mi assomiglia di più per i capelli lunghi e per il fatto che giochi nel Brescia. Per me è un altro tipo di giocatore, molto più completo, sia in fase difensiva che di impostazione; è un mix tra me ed altri giocatori. Sicuramente è il più promettente dei centrocampisti che ci sono in Italia. Non lo vedo come un erede perché il modo di giocare è diverso, però diventerà sicuramente un grande“.

Infine Andrea Pirlo si esprime sulla possibile ripresa del campionato: “Secondo me è dura, adesso bisogna vedere con i tamponi che stanno facendo come procedono. Non è una cosa facile perché sicuramente viene prima la salute, poi se si può tornare a giocare e finire il campionato tanto meglio. C’è chi dovrà decidere, non sarà una scelta facile però speriamo che possa succedere. Come tutte le aziende, il calcio porta gente a lavorare, però deve essere fatto nella massima sicurezza. Basta che se ne infetti uno e si blocca tutto di nuovo“.

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