Premier League: proposta campi neutri per finire la stagione

Pubblicato il autore: Roberto Liggi Segui

Nella settimana cruciale per definire il futuro della stagione 2019-2020 nei principali campionati nazionali e nelle competizioni europee, la Premier League sembra propendere per la ripresa del torneo verso la metà di giugno.

Totalmente incerte però le modalità con le quali disputare le restanti 92 gare di campionato.
Esclusa la possibilità di una fase playoff per decidere una Premier League dominata da cima a fondo dal Liverpool, a cui manca solo la matematica per aggiudicarsi il titolo di Campione d’Inghilterra, la maggior parte dei club vorrebbe proseguire la stagione da dove si era sospesa lo scorso 13 maggio.
Ripresa del gioco sia, non prima aver percorso una strada lunga e travagliata per organizzare il tutto, secondo le parole del Segretario alla Cultura Oliver Dowden.

Le nuove regole alla ripresa della Premier

Ad un’unica condizione: la disputa dei match a porte chiuse e, preferibilmente, in 10 stadi selezionati dalla Polizia e dal Sports Ground Safety Authority.
In sostanza, un modo per garantire il più possibile una ripresa del gioco evitando spostamenti in massa di tifoserie, e la messa a disposizione di impianti atti a osservare le regole di distanziamento sociale dovute alla pandemia.

40,000 i test-tampone necessari prima della ripresa, e da effettuare a sportivi e personale dello staff dei 20 club di Premier League.
Regole stringenti anche per garantire igiene e prevenzione all’interno di spogliatoi e locali adibiti ad allenamenti:
– niente docce prima o dopo lo svolgimento delle gare;
– banditi anche i pasti (sarà ammesso solo mangiare all’interno delle proprie auto nello spazio antistante);
– riduzione al massimo di meetings e reviews dal vivo.

I club della zona calda si oppongono all’idea dei campi neutri

Ma se la maggior parte dei club di medio-alta classifica accetterebbe di buon grado la disputa delle gare in campo neutro, opposizioni arrivano dai clubs che invece sono a rischio di lasciare questa Premier League a causa della retrocessione.
Attualmente la zona retrocessione coinvolge almeno 7-8 club, dal Southampton a quota 34 punti e attualmente a +7 dal Bournemouth terzultimo, fino al fanalino di coda Norwich con 21. Ma nemmeno Everton (37) e Newcastle (35) possono dirsi già al sicuro.

Proprio questi ultimi clubs, che vanno incontro finanziariamente alle perdite maggiori, ritengono che la disputa delle gare fuori casa li penalizzi eccessivamente, oltre al fatto che potrebbe inficiare la regolarità del campionato.
A questo proposito si è espresso l’ad del Brighton (29 punti), Paul Barber, che ha sottolineato come la lotta salvezza verrebbe falsata.

Delle 9 gare da disputare, ben 5 vedono i Seagulls giocare in casa contro squadroni come Arsenal, Manchester United, Liverpool e Manchester City, con l’effetto “dodicesimo uomo in campo” del tutto annullato.
Qualora, invece, le retrocessioni venissero bloccate, con l’allargamento della prossima Premier League a 23 squadre, allora l’unanimità alla ripresa sarebbe garantita.

Francia già fermata, Italia più vicina allo stop, Premier League verso la ripresa.  Ma tantissimi sono ancora i dubbi: per esempio, che succede se un giocatore mainfesta sintomi influenzali una volta ripreso a giocare, o nel caso peggiore, risulti positivo al Covid-19? Si sospenderebbe di nuovo tutto? E in tal caso, come finirebbe la stagione?

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