Presidente Ceferin:”Possibile un mondo migliore”

Pubblicato il autore: Demetrio Segui

Presidente Ceferin

Il Presidente Uefa Aleksander Ceferin ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni alle colonne inglese del tabloid inglese Guardian. L’intervista del numero 1 Uefa ha avuto come argomento portante il futuro del calcio dopo che nella giornata di ieri sono stati fatti importanti passi avanti anche dal calcio italiano sulla strada di una possibile ripartenza.

Le parole del Presidente Ceferin

Il Presidente Ceferin si è mostrato molto ottimista sul futuro del calcio. Il primo punto toccato è quello che, forse, più sta a cuore agli appassionati di calcio, la presenza negli stadi con un excursus pratico in riferimento a Euro 2021: “Siamo pronti, seguiremo le raccomandazioni delle autorità, ma sono assolutamente sicuro che il buon vecchio calcio, con i suoi tifosi, tornerà molto presto. Se scommetterei un milione di dollari sul fatto che gli Europei si potranno giocare nel 2021? Lo farei, non so perchè non dovrei. Non penso che il virus durerà per sempre, penso che le cose cambieranno prima di quando molti pensano. La situazione è seria, ma i contagi sono in calo, siamo più prudenti, conosciamo meglio questo virus. E poi sono ottimista, non mi piace questa visione apocalitica per cui dobbiamo aspettarci una seconda, una terza o una quinta ondata.” Il Presidente Ceferin ha poi proseguito il suo discorso soffermandosi sul futuro del calcio, ma anche dell’umanità intera:”Questa è una nuova esperienza e quando ci sbarazzeremo di questo virus, le cose torneranno alla normalità. Il calcio non è cambiato dopo le Guerre Mondiali, non cambierà dopo questo virus. La gente dice che il mondo non sarà più lo stesso, magari ha ragione, ma allora perchè non pensare che sarà migliore? Perchè non pensare che saremo più svegli, o che finalmente ci renderemo conto di quanto siamo fragili davanti alla natura? Ci sono sempre delle lezioni da imparare.” L’intervista si è poi conclusa con una difesa, da parte del Presidente Ceferin, alla categoria dei giocatori che è stata un po’ presa di mira:”Non penso che siano avidi. Il mercato fa i prezzi. E se qualcuno ti propone 20 milioni di dollari all’anno, non penso che c’è chi direbbe no non voglio essere avido datemi 200 mila dollari. E’ il mercato che decide. Vediamo se la risposta del mercato a questa crisi farà scendere certe cifre. Ma non è corretto parlare di giocatori avidi perchè hanno ingaggi così alti. Portano molti ricavi e il calcio è una grande industria che paga parecchie tasse, come le pagano i calciatori.”

Un’intervista dunque nel segno della positività e della speranza nei confronti di un futuro che a piccoli passi si sta piano piano delineando, a cominciare dal calcio.

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