Serie D, l’AIC: “La situazione è assolutamente grave”

Pubblicato il autore: Fosco Taccini Segui

L’AIC, l’associazione calciatori ha lanciato un forte e deciso appello affinché il calcio dilettantistico non venga dimenticato dalle istituzioni. Infatti, le gravi conseguenze dell’emergenza sanitaria Covid-19 stanno coinvolgendo tutti i settori e gli ambienti dello sport. E proprio il mondo dilettantistico del calcio, per una serie di motivi noti da tempo, è uno dei settori che sta subendo gli effetti più duri. Inoltre, una dei fattori da evitare assolutamente, come indicato anche dall’associazione calciatori è quello di non far ricadere sulle spalle delle calciatrici e dei calciatori tutti gli effetti della grave situazione economica causata dal Coronavirus.
Infatti, l’associazione, presieduta da Damiano Tommasi, dichiara: “L’attuale situazione di crisi sanitaria e la conseguente difficoltà economica è sotto i nostri occhi e tutti i soggetti che compongono il mondo sportivo la stanno subendo. Proprio per questo non si comprende per quale motivo tale situazione sia ricaduta immediatamente e esclusivamente sulla posizione dei giocatori“. Infatti, L’AIC sottolinea che: “Sono state tagliate arbitrariamente le mensilità e, in alcune situazioni, i giocatori/giocatrici sono stati invitati a liberare gli appartamenti messi loro a disposizione, senza pensare che molto spesso l’attività sportiva dilettantistica serve al sostentamento di intere famiglie. Per questo la situazione è inaccettabile e necessita di un intervento deciso e sostanziale da parte di tutte le componenti, visto che oggi stiamo lottando insieme per ottenere il medesimo risultato“.
L’associazione, dopo aver sottolineato con forza la gravità dell’attuale situazione, aggiunge che: “Farà in modo che tutte le componenti federali partecipino al fondo solidaristico deliberato a marzo affinché si possa garantire la sussistenza dei calciatori/calciatrici e la sopravvivenza economica delle loro famiglie“. In conclusione della nota, l’AIC precisa che: “La situazione è assolutamente grave, gli atleti rischiano di non percepire alcun importo da marzo a settembre/ottobre e chi pensa di poter ‘risparmiare’ sui calciatori e le calciatrici dilettanti, non comprende appiano la situazione sportiva, economica e soprattutto sociale di questi ragazzi e ragazze“.

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