Torna il calcio in Spagna

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui


Tutto è pronto per il nuovo inizio. I motori delle squadre iniziano ad essere assemblati, puliti e montati nelle rispettive monoposto. Il conto alla rovescia è iniziato e tutto riprende a vivere e a colorarsi di nuovo. Il governo Sanchez ha dato il via libera alla ripresa del calcio professionistico in Spagna. Stando alle indicazioni governative, supportate dalla scienza medica, la ripartenza riporta la data del 8 giugno. Il fatto che ci sia la disponibilità a riprendere la stagione da parte politica non significa che lo stesso giorno si riannoderanno le competizioni. Il beneplacito definitivo spetterà a La Liga presieduta da Javier Tebas che dovrà far partire la procedura della partenza del calcio iberico.

E’ molto probabile, a questo punto, che l’otto non si avrà alcuna ripresa, ma che ciò avverrà, invece, alcuni giorni dopo, il 12 giugno. Questo è sempre stato il desiderio di Tebas. Ripartire, tra l’altro, con una partita simbolo: il derby di Sevilla tra Betis e Sevilla. Una partita importante per marcare una epoca storica di cui si parlerà perennemente in futuro. La prima partita con la quale riprese il campionato dopo tre mesi di stop forzato a causa della pandemia per il Coronavirus.

Le squadre hanno preso atto delle indicazioni di governo e Liga, ma hanno anche espresso la loro posizione in maniera chiara e ferma. I club sono irremovibili sul fatto che si ripartirà ufficialmente solo dopo avere svolto due settimane ininterrotte di allenamenti di gruppo senza limitazioni di sorta. A prescindere dalla data indicata sarebbe impossibile pensare che i giocatori possano scendere in campo senza preparazione atletica per disputare partite di quel livello a ciclo continuo. Oggi come oggi i giocatori non potrebbero disputare nemmeno novanta minuti. Non riuscirebbero a correre forse nemmeno per un tempo. Pensiamo come potrebbero sostenere ritmo, scontri fisici e gare che richiedono prestazioni, forza atletica e mentale ai massimi livelli ogni tre giorni.

La squadra di Zidane inizierebbe il 13 giugno in casa contro l’Eibar, mentre los de Setién, che vantano due punti di vantaggio sui blancos, esordirebbero in questa fase due del campionato in trasferta a Mallorca, a Palma, il giorno seguente. Alla conclusione della Liga mancano 11 giornate che saranno concentrate in un breve periodo di tempo per evitare uno sforamento difficilmente recuperabile senza pregiudicare la prossima stagione. Si giocherà dunque quasi tutti i giorni in un periodo di gare ad altra densità e intensità. Ogni squadra scenderà in campo praticamente ogni tre/quattro giorni. Anche per questo motivo sarà necessario che le squadre possano fare una mini preparazione fisica che possa permettere ai giocatori di avere un minimo di benzina nelle gambe e fiato nei polmoni per poter competere a livelli quantomeno dignitosi. Le gare saranno disputate senza pubblico e sotto uno stretto protocollo sanitario da rispettare alla lettera.

Il Barça disputerà cinque partite in casa e sei fuori. Il contrario attenderà il Real Madrid. Le sfide più impegnative per i blaugrana saranno al Camp Nou (Athletic, Atletico e Espanyol) dove la squadra ha dimostrato di essere maggiormente affidabile, avendo conquistato un totale di 40 punti sui 42 disponibili.

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