6 giugno 2015: la Juventus cade sotto i colpi del Barcellona di Luis Enrique

Pubblicato il autore: GianmarcoMinossi Segui

Monaco, Monte Carlo – August 29, 2019: UEFA Champions League Group Stage Draw and Player of the Year Awards, Season Kick Off 2019-2020 Atmosphere with Trophy | usage worldwide

Il 6 giugno 2015, all’Olympiastadion di Berlino, la Juventus riassaporava l’ebbrezza di giocarsi la Champions League dopo dodici lunghissimi anni. Un cammino cominciato nella fase a gironi contro il Malmoe e proseguito eliminando, nell’ordine, Borussia Dortmund, Monaco e i campioni in carica del Real Madrid; il tutto sotto la guida di un Massimiliano Allegri arrivato nel mezzo di fischi e contestazioni (causa il suo recente passato milanista) ma ben presto condottiero di una corazzata capace di conquistare il quarto scudetto consecutivo e la decima Coppa Italia della storia, un trofeo che, per intenderci, nella Torino bianconera non vedevano da ben vent’anni.

Berlino, quindi, nello stadio stadio dove nove anni prima l’Italia di Marcello Lippi conquistò il suo quarto mondiale: Buffon e Barzagli, gli unici superstiti di quella magica notte, vogliono riassaporare l’ebbrezza di alzare al cielo della capitale teutonica un’altra coppa. Ma, purtroppo per loro e per i tifosi bianconeri, le cose vanno diversamente. Il Barcellona delle stelle, forte di un trio d’attacco annoverato tra i migliori degli ultimi anni, legittima fin da subito la propria supremazia, sbloccando il match dopo appena quattro minuti: sull’asse Neymar-Iniesta-Rakitic, si concretizza il vantaggio blaugrana, che da quel momento assedia costantemente la porta bianconera, trovando però sempre pronto un reattivissimo Buffon, che tiene a galla la sua squadra con due prodezze, su Dani Alves prima e su Suarez ad inizio ripresa. Da lì in poi, la Juventus, fino ad allora in netta difficoltà, risorge dalle ceneri: questa volta l’asse vincente è ad opera di Marchisio-Lichtsteiner-Tevez, il cui tiro, respinto da Ter-Stegen, trova prontamente la ribattuta di Morata, che insacca a porta vuota. La Juve, galvanizzata dal pareggio, ritrova coraggio: per dieci minuti abbondanti la porta del Barca è messa sotto assedio, i bianconeri reclamano un rigore per una trattenuta in area di Dani Alves su Pogba, ma a trovare il bandolo della matassa ci pensa il solito Messi, che dopo aver seminato il panico nella difesa bianconera, si vede respinta la propria conclusione da Buffon, sulla quale si avventa Suarez che insacca in rete. La Vecchia Signora non demorde, assediando l’area avversaria fino all’ultimo secondo, ma, nel contropiede finale, Neymar cala il tris: è l’ennesima delusione europea per Madama, nonché la triste passerella finale di Pirlo, Vidal e Tevez, che chiudono la loro avventura bianconera nella maniera più triste possibile.

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