Doveri: “Arbitrare la finale a porte chiuse? Sensazione strana”

Pubblicato il autore: GianmarcoMinossi Segui

Intervistato da Il MessaggeroDaniele Doveri, arbitro romano che ha diretto mercoledì scorso la finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus, ha parlato del ritorno alla normalità e della sensazione che ha provato nell’arbitrare per la prima volta un evento di tale eco a porte chiuse.

Strano ma bellissimo

Comincia così l’intervista il fischietto capitolino, che descrive la surreale atmosfera che circondava la partita: “È stata una sensazione strana, nuova, ma comunque bellissima. Dirigere una finale è una grande gioia per ogni arbitro. Per me lo è ancora di più, avendo raggiunto due traguardi: arbitrare all’Olimpico e in una finale. la componente emotiva è importante. Ma se il bicchiere lo vedi mezzo pieno e non mezzo vuoto, ogni sensazione si trasforma in un input positivo. Fino a un mese fa il calcio sembrava destinato ad interrompersi definitivamente. Oggi invece, pur con le dovute precauzioni del caso, siamo ripartiti. Se non c’è emozione in questo…” Doveri parla poi del messaggio lanciato da un evento eccezionale come questo: “Un messaggio che vede il calcio come veicolo attraverso il quale restituire la normalità a tutto il Paese: perché anche un semplice sfottò può riabituarci alla normalità.” Ma come è stato per gli arbitri: “Per noi è stato come ritrovarsi tra vecchi amici, in tutti ho visto la voglia e l’entusiasmo di tornare in campo. Paura? No, non l’ho vista in nessuno di noi. Casomai il timore maggiore era verso i miei familiari, ai quali chiedevo massima attenzione nei comportamenti.

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Voglia di ripartire

Doveri prosegue: “C’è voglia di ripartire anche tra noi arbitri: solo insieme si riparte. Il protocollo ci impone comportamenti diversi? Giusto così, perché è quello che ci dà la serenità per scendere in campo.” Ma come cambia arbitrare in uno stadio vuoto? “Nulla, dobbiamo solo far rispettare le regole del gioco, senza preoccuparci dell’ambiente circostante, anche se tutti noi ci auguriamo che gli stadi possano tornare a riempirsi il prima possibile, anche se ho dovuto regolare il tono della voce, perché senza pubblico non c’è bisogno di alzarlo. Timore di essere sentiti dai microfoni a bordo campo? Assolutamente no. I giocatori si sono comportati molto bene, protestando poco e rispettando il distanziamento” Doveri chiude infine così: “Estate senza vacanze? Nessuno di noi ci pensa. C’è solo grandissima voglia di tornare ad arbitrare.

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