Giocare in casa non conta più. Fattore campo azzerato dopo il lockdown

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui


Il calcio del post-Covid deve fare i conti con un nuovo parametro statistico: giocare in casa senza tifosi non produce più alcun vantaggio ai fini del risultato. Questo è quanto trapela dai dati raccolti di recente dalla ripresa dei principali campionati europei. In base ai punteggi delle giornate di Serie A, Bundesliga e Premier, il fattore campo è divenuto inutile.

I primi segnali dalla Bundesliga

Il primo campionato a ripartire, quello tedesco, aveva già evidenziato questa tendenza dalle primissime sfide. La Bundesliga è ricomincia da sei turni e su un totale di 54 partite sono state ben 33 le affermazioni esterne. Un dato che fa segnare la percentuale del 61% che è talmente clamoroso da respingere qualsiasi giustificazione sul fatto che possano essere state le big a giocare maggiormente lontano dal proprio fortino.

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Cosa accade negli altri campionati

La Serie A è ricomincia da un solo turno ed anche da noi i dati vanno in questa direzione. Sono state 5 le vittorie esterne contro le 4 casalinghe e il solo pareggio tra Brescia e Fiorentina. Chiaramente è ancora impossibile fare un paragone speculare con quanto stia accadendo in terra teutonica, tuttavia i dati sul nostro campionato fanno impressione anche a livello globale: quest’anno solo il 51% delle gare non pareggiate sono state vinte da chi giocava in casa. Ciò significa che, se il trend favorevole alle vittorie in trasferta dovesse confermarsi da qui a fine luglio, potremmo avere una Serie A con più vittorie esterne che interne.

Stesso andamento si sta avendo con la Premier che al re-start ha visto verificarsi 4 colpacci e solo tre successi casalinghi. Anche in questo caso il valore della squadra ospite vittoriosa fa poco testo. Di fatti tra le quattro formazioni vittoriose troviamo solo il Chelsea come grande d’Inghilterra, mentre Crystal Palace, Southampton e Wolverhampton sono compagini di rango medio o basso.

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