Guido Nanni a SuperNews: “Totti campione d’umiltà. Szczesny e De Sanctis portieri fenomenali. Zeman? Uomo d’altri tempi…”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


Guido Nanni, ex allenatore dei portieri di Roma e Pescara, è stato intervistato da Supernews. Allenatore della primavera e della prima squadra della Lazio, passato poi ad allenare i portieri della Roma dal 2010 al 2016, ha formato tantissimi campioni, come Julio Sergio, Stekelenburg, Szczesny. Inoltre, Nanni ha raccontato ai nostri microfoni la sua esperienza al Pescara con il tecnico Zdenek Zeman. Il nostro intervistato non nasconde la volontà di uscire da “dietro le quinte” e ritornare “in scena”, sul palco degli ambienti di vertice, senza però abbandonare la sua Academy.

Diventare portiere è stato da sempre un tuo sogno?
Da piccolo, facevo l’attaccante. Improvvisamente, a 7 anni, mi sono innamorato dei guanti e del ruolo del portiere. E’ strano descrivere cosa scatti nella tua testa, da bambino. Non saprei neanche spiegarlo.

Hai allenato nella Roma per tanto tempo, dal 2010 al 2016. Come è nata la tua avventura giallorossa?
Ho avuto la fortuna di bruciare i tempi, da allenatore. Appena ho smesso di giocare, ho iniziato subito ad allenare nella primavera della Lazio, prima di passare alla Roma. Ho avuto modo di essere istruito dall’allenatore dei portieri della prima squadra dei biancocelesti, che spesso ho affiancato. Dalla Lazio sono passato, poi, ai giallorossi, dove ho allenato per sei anni in competizioni di alto livello.

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Hai conosciuto un campione come Francesco Totti. La qualità di Francesco che apprezzi di più da punto di vista tattico e quella che apprezzi di più da un punto di vista umano?
Giochiamo in casa, con questa domanda. Francesco, oltre ad essere stato il capitano della mia squadra del cuore, è un campione di umiltà. Per un campione di questo genere, osannato in tutto il mondo, riconosciuto per strada anche in Australia, rimanere umile è una prova di grandezza. Poi, quando Dio ti bacia e ti dà il talento tecnico e tattico che ha lui, l’opera d’arte è completa. Francesco è un giocatore pazzesco: fa cose con una naturalezza che non credo appartenga a nessun altro giocatore.

Sei stato allenatore dei portieri a Pescara con Zeman. Che ricordo hai di Pescara e di Zdenek?
Zeman è un vero maestro di calcio. L’ho conosciuto alla Roma e abbiamo stretto un bellissimo rapporto. Quando finì la mia esperienza giallorossa, decise di portarmi con lui a Pescara. Ho un ricordo bellissimo di Pescara, città a dimensione d’uomo, dove si lavora benissimo e dove ho allenato un portiere davvero forte, Fiorillo. Chi non conosce Zeman può pensare che lui sia una persona che mette in soggezione, per via del suo scrutare tanto e parlare poco. Posso assicurare che Zdenek è davvero un uomo fantastico, d’altri tempi, e con un umorismo tagliente, fatto di battute sottili che riescono sempre a strapparti la risata.

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Hai allenato grandi portieri, Szczesny è uno tra questi…
Ho allenato tutti portieri forti, quasi tutti nazionali. Nei sei anni passati alla Roma, ho allenato Julio Sergio, Stekelenburg, De Sanctis, uno dei portieri italiani più forti in assoluto, con caratteristiche davvero pazzesche, e poi ho avuto la fortuna di allenare Szczesny, uno dei più forti in Europa, che si è messo immediatamente a disposizione, seguendo i consigli e le direttive della scuola italiana. E’ stato un piacere allenarlo.

Il portiere più completo attualmente?
Prima che si facesse male, Lloris, portiere della nazionale francese. E’ completo insieme a Szczesny, Oblak, mentre in Italia credo che il portiere del Napoli Meret abbia tutte le caratteristiche di un grandissimo atleta: ha fisico, tecnica e tanto altro. Personalmente, non mi spiego come possa essere messo in ombra da Ospina.

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Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli futuri?
Adesso alleno nella mia Academy, nella Totti Soccer School, iniziativa partita già da un anno e con un ottimo riscontro. Per ciò che riguarda i miei progetti futuri, sono due anni che purtroppo non alleno ad alti livelli, un po’ per colpa mia, dal momento che non ho accettato alcune proposte dall’estero, mentre in Italia non me la sono sentita di allenare in categorie troppo inferiori. Ho scelto di aspettare. Per la prossima stagione, magari già a partire da agosto, mi auguro e farò di tutto per rientrare nel circuito nelle serie maggiori, per tornare ad allenare “i grandi”, senza però abbandonare l’Academy.

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