La triste metamorfosi di Juan manuel Iturbe

Pubblicato il autore: jean Segui

AS Roma fans wave flags in the stands during the UEFA Champions League, Semi Final, Second Leg at the Stadio Olimpico, Rome.

Il 5 Ottobre 2014  alle  18.45 locali ed al 44 ‘minuto del primo tempo della sfida scudetto Juventus Roma , Gervinho, dopo uno scatto dei suoi ha la freddezza di cogliere l’inserimento del numero 7 giallorosso, abile a trafiggere Buffon con un tiro rasoterra angolato. In questo preciso istante la Roma è avanti 1-2, ha scavalcato la Juventus in classifica ed è l’apice della carriera di Iturbe, arrivato appena tre mesi prima, in un afoso 17 Luglio, nello stesso periodo in cui Conte e la Juventus ,malgrado i  102 punti dell’anno precedente, si separavano fra polemiche ed incomprensioni progettuali. Iturbe arriva a Roma con le stimmate del campione, del predestinato. Qualche giorno prima aveva avuto luogo  un incontro fra Marotta  ed il ds della formazione scaligera Sean Sogliano, la dirigenza juventina aveva individuato nell’Argentino naturalizzato Paraguaiano un investimento per il futuro. Fin dal suo arrivo in Italia alla corte del neopromosso Verona di Mandorlini, il talento di Buenos Aires divenne una della architravi della compagine gialloblu, andando a segno contro il Livorno, splendida punizione, e dando il la add un filotto di cinque vittorie in sei partite, gare che consacrarono le gesta della sgusciante ala facendolo diventare assieme ai compagni Jorghinho e Romulo ed  all’ala granata Cerci l’oggetto di interesse di grandi squadre europee e non.  Ma il suo precoce talento non era certo una novità; in quei giorni di gloria fioccavano interviste a chi lo aveva visto crescere e aveva avuto il merito ed il coraggio di lanciare un sedicenne in un campionato ruvido come quello Paraguaiano, l ‘ex centrocampista Scaligero 88-89 e laziale 89-90 Pedro Troglio, in una intervista concessa nell’ottobre del 2013 al Corriere di Verona, ne decante le doti, sottolineandone le grandi potenzialità :” Riusciva a fare dei numeri ad alta velocità, e per questo mi impressionò subito. Si conquistò in poco tempo la fiducia dei titolari. Dei capi della squadra, dei leader dello spogliatoio. Gli riusciva facile giocare con i più grandi, per lui era una cosa che sembrava naturale”. Doti tali da convincerlo ad inserirlo in prima squadra nel Cerro Porteno. Il mese successivo è la volta dell’ex Ds della Roma, sotto la gestione Sensi, Daniele Pradè. che da direttore sportivo della viola sottolineava che le potenzialità di Iturbe erano già evidenti prima del suo arrivo in Italia e che anni prima lui e Bruno conti tentarono di intavolare una trattativa con la famiglia, volando direttamente a Buenos Aires: E’ un calciatore molto interessante, ha margini di crescita incredibili. Era considerato un fenomeno già da ragazzino, poi ha avuto un breve periodo di smarrimento per il problema della doppia nazionalità “.
Era il suo momento, l’approdo alla Roma, un top club, in auge dopo gli 85 punti della stagione precedente ed una sensazione di stabilità e continuità dopo due anni di peripezie e mutamenti, era la logica conseguenza.  Purtroppo da quel 5 Ottobre, esattamente un minuto dopo il suo goal, le cose cominciarono a mutare; la Juventus pareggiò con un rigore dubbio, fallo sulla linea su Pogba, per poi ribaltare il risultato e imporsi 3-2; lui si infortunò alla coscia saltando tre gare di campionato, e la Roma si incuneo in una crisi di gioco e risultati, accelerata dalla debacle interna 1-7 con il Bayern Monaco, crisi che nemmeno le tracotanti e spensierate parole di Garcia, “ho capito che vinceremo lo scudetto “,  ne spezzarono l’andamento. L’Iturbe post infortunio sembrava smarrito, avulso, corsa generosità e abnegazione non mancavano mai, come inappuntabile era il suo comportamento fuori dal campo, eppure il suo talento sembrava essersi annacquato. Concluse la stagione patendo un secondo infortunio e finendo ai margini della squadra, non aiutato dall’involuzione collettiva. Unico lampo il gol nel derby, terzo realizzato alla Lazio in due stagioni, su suggerimento di un altro oggetto misterioso, ma meno atteso, come Ibarbo.  L’indomani rilasciò confortanti dichiarazioni a Roma Radio, format radiofonico creato nel 2014 il cui palinsesto è dedicato esclusivamente alle vicende di casa Roma, 100.7 fm, in cui sembrava essersi sgravato da un peso che ne opprimeva lo spensierato talento, le prodezze disinteressate, che lo avevano contradistinto gli esordi in Italia.” Sto bene, ho ancora questa gioia del gol al derby, siamo anche in Champions e siamo tutti felici che è la cosa più importante. Riguardo sempre il gol, è stato unico segnare nel derby, non capita sempre ed è stato bellissimo farlo contro la Lazio”. La felice parentesi non ne ridestò le doti. Dopo un’estate in bilico, il Ds Sabatini rifiutò un allettante offerta del Genoa per il suo numero 7 dichiarando di crederci ancora. La realtà fu ben diversa, Iturbe fini ai margini della rosa e a Gennaio fini oltremanica al Bournmounth. Qui in un campionato piu fisico, atletico e meno tattico, non riusci a liberare le sue potenzialità, come le avesse smarrite. Tornato alla base mise in difficoltà anche Spalletti che, in una conferenza post partita, dopo un comodo 3-0 inflitto al Bologna, trattò il  tema iturbe ed i motivi della sua ennesima esclusione. “Se vedi Iturbe in allenamento ti confondi, mai visto uno con un’esplosività del genere, poi in partita sembra perdersi un pochettino “. Il mistero si infittiva ma allo stesso tempo oramai i tifosi erano rassegnati, disillusi ai massimi livelli. Iturbe non interessava piu e non era nemmeno percepito come un problema, semplicemente era stato rimosso.  Il suo ritorno in Italia al Torino sembrò pericolosamente simile alla sua esperienza romana; apparentemente tutto bene, elogi del mister e dei compagni, ottime prime impressioni, ma il giudizio del campo rimaneva impietoso. Mihajlovic ne apprezzava le qualità “ha corsa, gambe, tiro, è una scommessa che spero di vincere ” affermava a Gennaio 2017, tre settimane dopo il tono sembrava piu incupito e disincantato. Le successive esperienze di Iturbe sembrano alla teoria dell’eterno ritorno dell’uguale Nietzschiano. Se avessero sbagliato tutti fin dall’inizio ? preda di un abbaglio collettivo, che aveva contagiato persino illustri osservatori e direttori sportivi di mezza Europa , non lo sapremo mai. Eppure la sua esplosività era devastante, vedasi torneo sudamericano under 20, gennaio 2011, vinto dal Brasile dei vari Neymar Casemiro Lucas e Danilo, nel quale si rivelò all’europa che conta con due gol decisivi e giocate di qualità.

Leggi anche:  Buffon torna al Parma: accordo raggiunto e fascia da capitano pronta

  •   
  •  
  •  
  •