Sneijder:” La vodka era diventata la mia migliore amica”

Pubblicato il autore: Alessandro Morana Segui

 

Quando i giocatori scrivono, anzi è meglio dire si fanno scrivere, la propria autobiografia spesso cadono in celebrazioni troppo eccessive, avvicinandosi quasi a degli dei dell’Olimpo.  Wesley Sneijder ha presentato da pochi giorni il proprio libro che racconta la sua vita, fatta di eccessi , alcool e donne, tante donne. L’ex Inter e Galatasaray ha riportato la sua vita nella parte più oscura e non quella fatta di vittorie, premi e successi.

Le parole di Sneijder a Mirror

 

A Mirror, in una delicata intervista, l’ex bomber ha raccontato la sua vita a Madrid, tra alcool, movida e tante donne. L’olandese ha dichiarato:” Sono stato risucchiato. Ero giovane, mi stavo godendo il successo e adoravo tutte quelle attenzioni attorno a me. È lì che le cose hanno cominciato ad andare storte nella mia vita.”
Gli anni dell’inizio della carriera dell’ex Real Madrid sono stati visti come un successo, che, invece, è risultato  per l’anima del giocatore un tunnel nero. Uno di quei tunnel neri in cui è stato difficile stare, tanto che solo dopo 13 anni ha deciso di raccontare al mondo la propria esperienza, in una città come Madrid, che può regalare divertimenti ma anche dolori.

Vita madrilena

Nel 2007 il giocatore dell’Olanda dall’Ajax approda al Bernabeu. Finalmente riesce a coronare il sogno di una vita: vestire la maglia del Real Madrid. Uno dei suoi grandi sogni da giovanotto amante del calcio.
“Non facevo uso di droghe, ma bevo tanto. Troppo”, così specifica ciò che più l’aveva tirato. Tra balli, feste e tanto, ma tanto, alcool. Il delirio di onnipotenza di un giovane calciatore, alle prime armi, e forse troppo poco preparato per l’incredibile successo a cui sarebbe andato a sbattere. Il Club inizia a capire che il successo all’olandese stia facendo tanto male, cambiandolo, non riconoscendolo più. Per lui offrire da bere nelle serate di movida madrilena era un obbligo. “Mi piaceva tanto il modo in cui mi trattavano”.

La vodka, la migliore amica

Dopo una burrascosa rottura con la prima moglie  del suo primo figlio, Sneijder prova a rialzarsi con una storia d’amore. Presto anche questa avrà i suoi problemi tutti collegabili all’alcol. “Non mi rendevo conto che la mia migliore amica era la bottiglia di Vodka- ha confessato Sneijder nel suo nuovo libro uscito da poco-  e non l’ho fatto capire agli altri. I miei compagni di squadra più cari mi martellavano, dicendo di darmi una regolata o sennò non avrei resistito a lungo con questo passo.”
L’ex Real Madrid in questo libro ringrazia per il supporto, datogli dai colleghi e compagni di squadra. In questo libro si chiede anche se la colpa sia stato:”L’ego? I soldi? Il potere? La lussuria?”
Oggi il bomber si sente tanto dispiaciuto per il tempo perso inutilmente. Desidera tanto ritornare con la propria moglie, ora negli Stati Uniti.
”Sono triste di aver perso la donna dei miei sogni!” Così in questo libro, quasi per la prima volta, non viene riportato il ritratto di un vincente, uno di quelli che ce l’ha fatta. Finalmente il protagonista è un essere umano con i suoi dolori e le sue gioie.

 

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