Bologna, ora Mihajlovic chiede un definitivo salto di qualità

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui


Il 5-1 contro il Milan a San Siro, ha messo in evidenza alcuni aspetti nel Bologna che forse si erano “celati“. Ricordando di nuovo che l’obiettivo di partenza era migliorare il piazzamento della scorsa stagione con prospettiva all‘Europa (non la qualificazione all’Europa League) e considerate anche le vicende extracalcistiche, i rossoblù hanno condotto un campionato fino ad ora dignitoso: le vittorie contro Napoli, Roma e Inter avevano per così dire “gonfiato” le aspettative cullandosi neii sogni e dimenticandosi della realtà. Il Bologna ancora non può lottare per obiettivi superiori al decimo posto anche perchè l’ossatura della squadra non è abbastanza forte per competere con quelle che lottano per quei traguardi.

La ripresa dopo l’interruzione ha evidenziato anche, oltre ai miglioramenti di alcuni elementi, l’involuzione di altri: se per Barrow e Schouten si possono dire cose positive, per altri non si può dire lo stesso. Partiamo dal portiere Skorupski, il quale sta mostrando momenti in cui è decisivo, ma in altri in cui è molto incerto ( vedi il pareggio del Parma e raddoppio del Milan), Denswil che appare sempre più in difficoltà (il campionato italiano forse non fa per lui), Svanberg e Skov Olsen da cui ci si aspettava molto di più  e infine anche Orsolini molto discontinuo e impreciso, lontano parente di inizio stagione, Santander apparso fuori forma (comprensibile dopo molti infortuni) e Sansone (caduto nell’anonimato).

Mihajlovic, nella sua conferenza stampa ha lanciato un messaggio molto chiaro: la rosa attuale più del decimo posto non può ambire. Il tecnico serbo ha posto a un bivio alla società: se nel futuro l’obiettivo sarà la salvezza al massimo il decimo posto, non ci saranno ritocchi, ma se si vorrà puntare più in alto è chiaro che andranno fatti investimenti su giocatori possibilmente affermati e non troppe promesse. Le restanti quattro partite serviranno a Mihajlovic per fare ulteriori valutazioni anche se, come ha dichiarato ieri, ha già le idee chiare sulla squadra della prossima stagione: la palla ora passerà alla società che dovrà cercare di venire incontro al tecnico, anche perchè potrebbe essere la persona giusta per far sì che il Bologna torni a lottare per traguardi più ambiziosi e non “vivacchiare” in serie A (frase sottolineata dallo stesso Mihajlovic). Quindi se il progetto del presidente Saputo è quello di riportare il Bologna ai fasti di un tempo, perchè allora non venire incontro a Sinisa? Tra l’altro il suo contratto è stato rinnovato fino al 2023, pertanto ci sono tutte le buone intenzioni e unità d’intenti da entrambe le parti per raggiungere nuovi traguardi.

Nel frattempo l’obiettivo è di terminare al meglio la stagione, presentandosi nella maniera migliore contro l‘Atalanta a Bergamo (93 reti), altrimenti c’è il rischio di subire un’altra imbarcata se la prestazione di Milano dovesse ripetersi.

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