Ecco chi è Thiago Almada, promesso sposo del Leeds targato Bielsa.

Pubblicato il autore: manuel Segui

L”Enganche” che ha ammaliato Marcelo Bielsa, il predestinato (termine coniato in ambito sportivo per descrivere quel Leclerc, che dinanzi al prestigioso contesto di Monza, si ergeva leader prossimo della Rossa).
Proprio come Thiago, quel “talento proximo”, “craque”, che il futbol argentino ha visto sbocciare, a detta dei più navigati, un potenziale spaventoso da esprimere. Stiamo parlando di Thiago Almada, promesso sposo del Leeds, in una possibile storia d’amore dai connotati rilevanti, sulla cui panchina siede il Loco, maestro nel valorizzare talenti come il suo.

Perché un Enganche stile Thiago può esplodere?
Facciamo un passo indietro, quando Marcelo sedeva sulla panchina dell’Albiceleste: nel spregiudicato 3-3-1-3, vi era colui sul quale poggiava la base di una schieramento voltato all’offendere, a stupire i palati fini. Il trequartista, il cui compito era di far da collante tra i reparti. Ma non uno qualunque, bensì, stile sudamericano. Roboante come un tuono, danzante, eclettico palla al piede.
Ad oggi, nel Leeds che ha acquisito lo stile del suo tecnico, il modulo con un calciatore dietro le punte è già presente ed affermato con efficacia.
La scommessa, chiamata Almada, renderebbe il binomio sopraccitato un esplosione di fantasia, un’arma fondamentale in un campionato regale.

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L’ascesa al Velez
Gli inizi sono dal ricondurre al settore giovanile nel quale ha mosso i primi passi, il Velez Sarfield, dove è entrato all’età di cinque anni, salvo poi rimanerci.
Ha debuttato in prima squadra l’11 agosto 2018, all’età di 16 anni, subentrando al 64’ minuto a Lucas Robertone, nel match vinto contro il Newell’s.
Da quel giorno si è preso l’attenzione mediatica, entrando con importanza negli schemi della squadra, sino a conquistare il posto da titolare sulla trequarti. Attualmente è il faro della manovra offensiva, perno inossidabile del club, che gli ha fornito il compito di uomo immagine.
In 28 sfide disputate è andato in rete in cinque occasioni, numeri che hanno attirato su di sé l’interesse di molteplici club europei.
Tecnica alla base
Non sarà un caso se a 18 anni appena compiuti, Inter e Manchester City si gettano a capofitto sul predestinato. I Citizens paiono vicini all’ufficializzare l’ennesimo colpo di qualità proveniente dall’Argentina, mentre i nerazzurri, guardinghi, attendono. Attualmente, la figura di Eriksen preclude un no di fronte a tale possibilità, ma non la esclude del tutto.

Leeds United’s manager Marcelo Bielsa

Ma chi è Thiago? Talento puro, estremamente naturale, volto ad un calcio stiloso, con i crismi del campione, paragonato in patria a Lo Celso.
Con la sfera tra i piedi incanta. Ha l’assoluto controllo su di essa. Detta i tempismi con il ritmo corretto, in ogni prototipo di circostanza offensiva riesce ad usufruire di una velocità di pensiero degna di pochi, tramutandola in una visione di gioco letale, paragonabile ad Iniesta, che nel corso della sua carriera usufruì assai di questa dote.
Giocatore moderno, abile nell’inserirsi, capace di estrapolare da sé lampi improvvisi, complice una tecnica sopraffina.
Piede delicato, orchestrato e congeniato alla perfezione per creare gioco, proporre idee ed applicarle. Proprio cosi, perché, faro dei suoi metodismi, è l’intelligenza tattica, unicum assodato dalla provenienza ed ennesimo tratto che va a delineare un profilo completo, tuttocampista dalla cintola in su.
Ha dimostrato di essere un uomo squadra, colui che offre palloni invitanti verso la profondità e la attacca senza timori, l’ideale dietro a dei riferimenti in cerca di goal.
Tuttavia, la sua duttilità lo rende ancor di più avvezzo ai grandi palcoscenici, riuscendo ad essere funzionale e spostandosi anche verso gli out.
Fisicamente è abbastanza esile, dal lato dei suoi 63 kg per 171 cm, caratteristica che sinora lo ha influenzato poco.
In un calcio più fisico dovrà lavorare sotto questo punto di vista, anche se la sua tecnica pare compensare ed ampliare ciascun limite derivante da questo aspetto. Va rimarcato, con le discrezioni del caso, che diversi campioni di grande calibro si sono imposti a discapito di questa mancanza, importante, ma non da doversi trasformare in un ossessione.

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Thiago Almada è una realtà consolidata, pronto a consacrarsi nel calcio che conta.
Oramai è prossimo all’approdare in una corte che valorizzi e proclami al mondo intero il suo ricco bagaglio tecnico.
Sta per nascere un’altra stella? Le impressioni ci sono tutte.
Thiago, l’ “Enganche”, lo vuole dimostrare.

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