FC Barcelona – Manita e doblete di Leo per la Vitoria del Barça

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Finalmente il Barça. Il Barça è tornato. I titoli che questa partita ci ha offerto sono tanti e intercambili, ma sempre attuali. Una buona, convincente, rotonda salutare vittoria, a Vitoria, contro l’Alavés. 5-0 per scacciare paure, fantasmi e polemiche. Le parole forti da Capitano Coraggioso di Kipling di Leo Messi hanno dato la scossa sperata e trasformato il brutto anatroccolo della gara contro la formazione di Pamplona nel rinato cigno blaugrana. Un Barça diverso a livello mentale, fisico, concettuale. La maggiore differenza ammirata oggi sta nel fatto che questa squadra ha ripreso a tirare da fuori area come non accadeva da molti, troppi anni. Il Barça di Guardiola tirava da fuori in moltissime occasioni. Questa abilità si era disciolta con il passare delle stagioni, sempre più concentrate alla ricerca quasi ossessiva, maniacale dell’ultimo passaggio a pochi passi dalla linea di porta. Oggi la formazione blaugrana ha rispolverato quella capacità. Nel primo quarto d’ora ci sono state ben quattro conclusioni da rete. Tre delle quali da fuori. Una cosa che non si vedeva da anni.

Non solo tiri da lontano, ma anche effettività, cattiveria nel cercare la porta avversaria. Delle quattro conclusioni prese a esempio, tre sono terminate contro i legni della porta di Roberto. Riqui Puig (traversa), Vidal (traversa), Messi (palo). Tra queste conclusioni si aggiunge la stoccata di Ansu Fati sul secondo palo terminata a pochi centimetri di distanza dal bersaglio grosso. Il Barcelona ha letteralmente aggredito con cattiveria, e voglia di far male, l’avversario. Come se tutte le polemiche, interne ed esterne, i favori al Madrid, le frustrazioni per una stagione in Liga da vorrei ma non posso, come aveva detto lo spesso Messi dopo l’Osasuna, fossero tutte state somatizzate e incanalate in furia vincente. Alla fine dei primi 45′ sono state ben 11 le conclusioni da rete della formazione oggi con la camiseta amarilla. Una messe da raccolto di primavera che ha sinceramente stupito per tanta produzione.

Leggi anche:  Argentina, il Boca Juniors si aggiudica la Coppa Maradona

Non solo occasioni da goal. Le 11 opportunità hanno fruttato tre reti nella prima frazione, tutte di pregevolissima fattura. Ansu Fati, settimo centro per lui, sul 21° assist di Messi, record assoluto (anche se non assegnatoli da Marca); Messi dopo una doppia finta ai danni del portiere avversario; Suarez di testa dopo una azione tutta di prima iniziata da Leo con un servizio per Jordi e assist di prima per il Pistolero. Nella ripresa sono giunte altre due marcature per il 5-0 finale. Prima Semedo su assist di Riqui per il poker blaugrana. Infine ancora Messi per la manita finale. Assist di Jordi. Con questa doppietta il Genio argentino raggiunge quota 25 reti nella classifica del Pichici andando a ipotecare, in attesa della gara di Benzema questa sera contro il Leganés, la settima conquista del titolo di capocannoniere del campionato spagnolo, la quarta consecutiva. Numeri da brivido che dimostrano la grandezza di un vero campione, il più forte di tutta la storia di questo meraviglioso sport.

Oltre alle reti c’è stato molto altro in questa gara. Si è visto un altro Barça sopratutto nell’intensità, nella velocità e nella cattiveria sportiva messa in ogni a azione e contrasto. Una garra quasi mai vista in questa stagione. Certamente non dalla ripresa del campionato. Le entrate mettendo la gamba è stato il punto più sorprendente e piacevole di questa partita. Tanto più dopo la catastrofe del Camp Nou di qualche giorno prima. Quello sprofondo toccato contro l’Osasuna, la reazione rabbiosa del capitá con le cose dette fuori dai denti e senza più mezze parole o attenzioni per questo o quel personaggio del club sono apparentemente servite per resettare tutto il lavoro fatto e riprendere da capo con nuovo spirito e mentalità. Il patto del Camp Nou tra i giocatori nel dopo gara e nelle ore successive è servito per rinsaldare gli animi e unire le forze in vista del tentativo di assaltare l’unico trofeo rimasto in gioco; il più ambito, la Champions. Unità di intenti è quanto è stato mostrato questo pomeriggio a Vitoria.

Leggi anche:  Boca e Tevez, trionfo nel campionato Maradona

Nella ripresa la formazione blaugrana ha abbassato i ritmi e l’intensità, ma sempre senza mai abbassare la guardia, come era invece accaduto contro il Valladolid per esempio. La squadra non si è ritirata nella falsa confort zone come l’avevamo definita in quella sfida, lasciando l’iniziativa all’avversario e retrocedendo nella propria trequarti. In questo caso il Barça ha continuato a gestire partita, pallone e avversario. Ed è così che sono giunti, appunto, il quarto e il quinto goal della manita finale. A rovinare parzialmente le sensazioni estremamente positive che si sono respirate in campo è arrivato l’infortunio di Lenglet, uscito per un fastidio nella zona degli adduttori. Al suo posto è entrato Semedo. La posizione di difensore centrale, invece, è stata eccezionalmente occupata da Vidal che si è ben disimpegnato nel quasi inedito ruolo (il centrocampista cileno aveva in passato ricoperto questa posizione nella Juventus). Tra le note più liete e degne di avere una menzione speciale certamente la performance di Riqui Puig, sempre più all’interno di questa squadra e del progetto blaugrana. Si è assunto responsabilità, ha calciato, da fornito assist, ha corso, pressato, recuperato palloni, picchiato, preso botte. Gli è mancata solo la rete per fare il Grand Chelem della Formula 1 (pole, vittoria, giro veloce) del calcio.

Leggi anche:  Nuovo Torino, il 4-4-2 di Nicola e Ventura. Le posizioni di Singo, Verdi, Ansaldi, Izzo...

Nel finale di gara ha fatto il suo ritorno in campo Frenkie De Jong al posto di Busquets, per tutto il primo tempo preoccupato più di stazionare tra i centrali (a volte anche da ultimo uomo) che di occupare posizioni di centrocampo. L’olandese ha avuto dunque la possibilità di formare la dupla, da noi tanto invocata nel recente passato, con Riqui Puig. Il numero 21, alla ripresa dopo l’infortunio al soleo che gli aveva fatto saltare più di metà della ripresa del campionato, ha giocato più che altro per riprendere confidenza con il clima della gara e con le sensazioni che solo l’erba del prato di una partita vera ti possono dare. Tutti esperimenti che possono tornare utili in Champions League se la formazione blaugrana dovesse superare lo scontro contro il Napoli del Camp Nou. La nota curiosa con cui ci piace chiudere il racconto della partita nel caldo pomeriggio basco è stato vedere Eder – l’Uomo che parlava troppoSarabia dialogare maggiormente con i giocatori dell’Alavés nel sottopassaggio prima dell’inizio della partita che con i blaugrana nel corso della gara.

  •   
  •  
  •  
  •