FC Barcelona – Vittoria al Nuevo Zorrilla contro il sistema

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Vittoria sofferta del Barcelona a Valladolid. 0-1 con rete di Vidal nei primi quarantacinque minuti. La formazione blaugrana, in lotta contro i mulini a vento oltre che contro gli avversari che il calendario gli mette davanti, rimane in scia del Madrid. Non servirà a molto, sopratutto perché dalla ormai famosa telefonata di Florentino Perez a Rubiales circa la policy sull’utilizzo del VAR, come candidamente rivelato dal Capo della Liga Tebas, tutti hanno ben inteso come questa stagione deve andare a finire. Non servirà a molto, si diceva, ma quantomeno si obbliga il Madrid a rimandare i festeggiamenti di qualche giornata.

Virando sulla cronaca della gara e lasciando la sporca politica di palazzo fuori dal nostro sport, il Barça ha iniziato la partita con Suarez seduto in panchina. Al suo posto in campo Riqui Puig, schierato interno a sinistra con possibilità di avanzare fino alla linea degli attaccanti, composta da Messi e Griezmann. Il francese è stato riproposto nella posizione così detta In Salsa Francese, quindi con libertà di muoversi per tutto il fronte d’attacco e non più limitato, come fino a Villareal, sulla fascia sinistra. A centrocampo l’immancabile Busquets, con Vidal e Sergi Roberto.

Il Barcelona, oggi con la seconda maglia, la amarilla con banda diagonale blaugrana sulla falsariga della famosa Mont-Halt del 1975, ha giocato un grande primo tempo. Veloce, sicuro, sfrontato come nei tempi migliori e come quest’anno abbiamo visto a l’Estadio de la Ceramica nella gara contro il Submarino Amarillo. E come in quella partita il goal è arrivato nei primi minuti di gioco. Bella azione manovrata in velocità con passaggi rapidi di prima fino al limite dell’area. Scambio Vidal-Messi e palla restituita dall’argentino al cileno con uno scavetto magico a far passare la palla tra due avversari. Palla in area, tiro immediato in girata di Arturo Vidal, palo e rete. La formazione blaugrana ha continuato a insistere e a giocare in scioltezza sfiorando il raddoppio con Griezmann che si è letteralmente mangiato il pallone del 2-0 a pochi passi dalla porta difesa dall’ex blaugrana Jordi Masip. Su invito di Semedo (ottimo il suo primo tempo), Griezmann ha colpito (male) il pallone con il destro calciandolo contro il suo piede sinistro. Conclusione, palla che si perde nel nulla nel prato del Nuevo Zorrilla. Il Valladolid ha avuto una grande occasione in contropiede su lancio del portiere Masip. Ma l’invitante pallone a favore di Kike Perez, che si è  allungato troppo il pallone arrivando al tiro in caduta, è stato preda di Ter Stegen.

Nella ripresa subito il cambio tra Griezmann e Suarez. Cambio non produttivo, diciamolo subito. Se il francese aveva garantito gioco, velocità, rientri e equilibrio, con l’uruguayo questo non è accaduto. La successiva sostituzione di Mister Noia è andata nello stesso solco. Fuori Riqui, un cuore pulsante elettricità, movimento, inventiva tra le linee, e dentro Rakitic. Pesante, lento fino al limite del pachidermico. Senza due uomini frizzanti come Antoine e Riqui, il Barça ha iniziato a perdere iniziativa, inventiva, velocità. Piano piano, con il sopraggiungere della fatica di un primo tempo tutto pepe, la squadra si è ritirata nella propria tre quarti, iniziando a difendersi al limite della propria area di rigore come con Valverde, lasciando il pallino del gioco all’avversario. Il Valladolid ha dunque pressato e creato pericoli a Ter Stegen che ha risposto alla sua maniera, da miglior portiere al mondo. Tre interventi particolarmente difficili hanno permesso di mantenere la porta inviolata e ottenere una importantissima vittoria. Nonostante una sensazione di pericolo costante nell’area blaugrana, il Barça ha avuto la possibilità di avvalersi di due calci di rigore per altrettanti falli netti ai danni di Suárez (atterramento in area con sgambetto) e Piqué (trattenuta per la maglia per impedirgli il colpo di testa in occasione di un corner). Proteste da parte blaugrana, ma l’ineffabile Mateu Lahoz ha fatto proseguire imitando il simpatico e imparziale fischietto di Fuga per la Vittoria. John Huston, se fosse stato seduto nella sala VAR, non avrebbe saputo fare di meglio. La polemica tra Piqué e Lahoz è andata avanti sia al momento della pausa relax, sia alla fine della gara. La risata ironica del centrale catalano vale molto più di mille parole, sopratutto pensando che, al Madrid, basta una bava di vento per cadere e ottenere la massima punizione.

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