Honduras-El Salvador: la Guerra del Calcio del Luglio 1969

Pubblicato il autore: Filippo Pecoraro Segui


Nel Luglio 1969 guerra e calcio si incontrarono in America Centrale. E non fu per modo di dire, non si trattò di una partita particolarmente drammatica e combattuta benché, sì, ce ne furono ben tre di partite del genere. Il fatto è che quelle tre partite fecero da cornice a un conflitto armato tra due Paesi, El Salvador e Honduras, durato solo 4 giorni, dal 14 al 18 Luglio 1969, ma costato la vita di quasi 6.000 fra soldati e civili. Un conflitto che, forse impropriamente ma sicuramente in maniera efficace, fu ribattezzato dal giornalista polacco Ryszard Kapuścińki la Guerra del Calcio.

I motivi delle tensioni fra i due Paesi dell’America Centrale vanno ricercati nelle politiche economiche legate alle piantagioni e ai latifondi. Massicci investimenti statunitensi negli anni Sessanta in Salvador e Honduras avevano migliorato di molto la situazione sociale del primo Paese, riducendone drasticamente la mortalità infantile. Questo aveva portato la popolazione salvadoregna a crescere a dismisura, in una nazione territorialmente molto piccola. La conseguenza di questo fu un rapido aumento della disoccupazione, e la conseguente necessità di emigrazione nel confinante Honduras il quale si ritrovava con il problema opposto: vastissimi territori coltivabili a fronte di pochi contadini. Fu così che nel 1967 e due Paesi stipularono una Convenzione Bilaterale sull’Immigrazione che favorì l’ingresso di circa 300.000 salvadoregni in Honduras. Tutto ciò non fu accettato dai contadini honduregni, fiaccati da condizioni di vita al limite della miseria; in più le terre del Paese erano in mano ai latifondisti protetti dagli USA e dalla dittatura del generale Oswaldo López Arellano. Si arrivò così, nel 1969, alla decisione del governo di assegnare ai contadini quelle terre che gli immigrati salvadoregni stavano ormai coltivando da due anni, espellendo questi ultimi dall’Honduras. El Salvador si ritrovò dunque con centinaia di migliaia di persone senza più un soldo né un possedimento, e a nulla valse l’azione diplomatica anche internazionale nei confronti dell’Honduras.
Questa la situazione fra due Paesi da sempre rivali alla vigilia del loro incontro calcistico per l’accesso alla finale del girone di qualificazione CONCACAF ai Mondiali di Calcio del Messico del 1970.

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Le due Nazionali si erano ben comportate nei gironi preliminari, stante anche l’assenza del Messico qualificato di diritto alla fase finale come Paese Organizzatore. Nel Gruppo 1 l’Honduras aveva eliminato Costa Rica e Giamaica, mentre nel Gruppo 3 El Salvador si era sbarazzato agevolmente di Guiana Olandese (oggi Suriname) e Antille Olandesi. Nel Gruppo 2 Haiti era passata a scapito di Guatemala e Trinidad e Tobago, mentre nel Gruppo 4 gli USA si erano liberati di Canada e Bermuda. A questo punto le quattro qualificate dovevano incontrarsi in una doppia semifinale. Nella prima Haiti sconfisse gli USA per 2-0 all’andata e per 1-0 al ritorno. Nella seconda semifinale El Salvador e Honduras dovevano incontrarsi in un clima di grande rancore se non proprio di odio.

La semifinale d’andata si giocò a Tegucigalpa, capitale dell’Honduras, l’8 Giugno 1969. La notte precedente l’incontro tifosi honduregni di assieparono sotto le finestre dell’albergo nel quale dormivano (o meglio, tentavano di dormire) i calciatori del Salvador. In un clima intimidatorio la partita rimase sullo 0-0 fino all’89°, quando il difensore Leonard Wells portò in vantaggio l’Honduras regalando la vittoria alla sua Nazionale.
La semifinale di ritorno il 15 Giugno 1969 fu, se possibile, ancora più tragica. La popolazione di San Salvador si riversò in strada andando ad attaccare l’Hotel Intercontinental, alloggio dei calciatori honduregni. Nelle violenze che seguirono un accompagnatore dell’Honduras, peraltro di nazionalità salvadoregna, fu ucciso a sassate. I calciatori ospiti dovettero rifugiarsi sul tetto dell’albergo ed essere scortati dall’esercito in case appartenenti a cittadini honduregni residenti a San Salvador. Lo stesso esercito portò poi quei calciatori all’Estadio della Flor Blanca divisi in vari carri armati. La partita non ebbe storia. Mentre sugli spalti era caccia all’honduregno (due tifosi rimasero uccisi), in campo El Salvador vinse 3-0 con doppietta del centrocampista Juan Ramón Martínez al 27° su rigore e al 41°, inframmezzata dalla rete dell’attaccante Elmer Acevedo al 30°.
Visto che all’epoca non veniva data importanza al numero delle reti segnate, ci fu bisogno di una terza sfida fra le due Nazionali, stavolta in campo neutro. Venne scelto l’Estadio Azteca di Città del Messico, che fu preso d’assalto il giorno della partita, il 26 Giugno 1969, dai tifosi di entrambi i Paesi, i quali entrarono subito in contatto con tafferugli al limite della guerriglia contrastati spesso vanamente da circa 5.000 agenti di polizia messicani. In campo la partita fu anche emozionante: El Salvador andò in vantaggio al 10° con rete di Martínez; pareggio dell’Honduras al 19° con l’attaccante José Cardona; nuovo vantaggio salvadoregno al 29° ancora con Martínez, e nuovo pareggio honduregno al 50° con Gómez. Ai tempi supplementari l’attaccante salvadoregno Mauricio Rodríguez segnò il definitivo 3-2 che mandò El Salvador alla finale contro Haiti.

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Dopo la guerra calcistica, la guerra vera. Le ostilità ebbero inizio il 14 Luglio 1969. El Salvador, dopo un iniziale successo dovuto ad attacchi invasivi, subì la controffensiva dell’Honduras tanto che i territori da esso occupati furono persi nel giro di poche ore. il 18 Luglio l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) intimò il cessate il fuoco, al quale El Salvador non volle obbedire. Da Paese rivendicante un torto effettivamente subito esso diventò di conseguenza Stato Aggressore. Il ritiro definitivo dai territori occupati in Honduras venne ultimato il 5 Agosto, con il ripristino del cosiddetto status quo ante bellum. Le minacce di sanzioni economiche pesanti convinsero i due Paesi a tornare a rapporti più o meno amichevoli, sebbene un vero e proprio trattato di pace non fu firmato prima del 30 Ottobre 1980.

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Per la cronaca, El Salvador riuscì a qualificarsi per i mondiali messicani. In una tripla sfida contro Haiti vinse a Port au Prince per 2-1 il 21 Settembre 1969, perse rovinosamente in casa 0-3 la settimana successiva, e nella bella giocata a Kingston, in Giamaica, l’8 Ottobre 1969 vinse 1-0 ai tempi supplementari. Nella fase finale non fece una gran figura: nel Gruppo 1 di Città del Messico fu sconfitto in tutte e tre le partite dal Belgio, dal Messico e dall’URSS, subendo 9 reti e non riuscendone a fare nemmeno una.
Tristemente vere sono le parole che Kapuścińki scrisse nel suo libro “La prima Guerra del Football e altre guerre fra poveri”

I due governi sono rimasti soddisfatti della guerra, perché per qualche giorno Honduras e Salvador hanno riempito le prime pagine dei giornali di tutto il mondo e suscitato l’interesse dell’opinione pubblica internazionale. I piccoli Stati del Terzo, del Quarto e di tutti gli altri mondo possono sperare di suscitare qualche interesse solo quando decidono di spargere sangue. Strano ma vero.

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