Pisa-Trapani 3-2. Quando il calcio è tutta una questione di.. “Karma”

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui

C’è chi lo chiama destino e chi invece gli da il nome di “Karma”. Ma la sostanza è sempre la stessa. A volte ci sono fatti che accadono in un modo tale da indurti a pensare che da qualche parte esista come una specie di giustizia divina che agisce secondo metodi insondabili e che la mente umana è in grado di ricostruire soltanto a posteriori. Ieri sera all’Arena Anconetani, tra gli altri match di Serie B, è andata in scena la sfida tra Pisa-Trapani, valida per la trentacinquesima e quartultima giornata di campionato. Una partita apparentemente come tante altre all’interno del palinsesto del torneo cadetto. Ma non per il Pisa. Non per suoi i tifosi. Perché dopo 4 anni, tornavano di nuovo a incrociarsi le strade dei nerazzurri e dell’ex presidente Fabio Petroni, reo di una gestione societaria che portò il Pisa ad un passo dal fallimento nella stagione 2016/2017, quando ancora in panchina sedeva Gennaro Gattuso. La storia ha fatto il suo corso mettendo il Trapani, a un passo dal baratro, di fronte a un Pisa a caccia della vittoria salvezza. Ebbene, quella dell’Arena Garibaldi è stata una partita al cardiopalma e dall’epilogo straordinario.
Un epilogo dai risvolti inattesi e che neppure la mente del più brillante e audace tra gli sceneggiatori hollywoodiani maestri del brivido, sarebbe stata in grado di partorire. Epilogo che per come si è verificato sembra, piuttosto, essere opera del fato.
Dopo il vantaggio firmato da Luca Vido al 39′, il Pisa raddoppia al 53′ con Lisi. Da li black out totale. I nerazzurri, credendo di essere ormai al sicuro, allentano pericolosamente la tensione. Gli uomini di mister D’Angelo iniziano a sbandare paurosamente e nell’arco di pochi minuti si fanno riprendere sul 2-2. Il Trapani, nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione di Koulibaly, ci crede e continua ad attaccare, dimostrandosi più in salute dei nerazzurri.
La formazione di Castori si lancia in avanti con la forza della disperazione di chi ormai non ha più niente da perdere e non vuole lasciare nulla di intentato. Il Pisa va in apprensione e nel finale è in balia totale dell’ avversario. I nerazzurri appaiono in evidente debito d’ossigeno e rischiano di capitolare per la terza volta, incassando i colpi del Trapani come un pugile ormai alle corde.

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Ancora una volta, però, i toscani si aggrappano alla loro forza di volontà e come altre volte nel corso di questa stagione, trovano il modo di reagire nel momento più delicato. Quasi come se ci fosse da esorcizzare un demone non ancora del tutto sconfitto, quello di un passato che non molla la presa e cerca di trascinarti affondo insieme a lui, un passato che per svanire definitivamente richiede la capacità di soffrire fino all’ultima risorsa.
Ed ecco quindi attivarsi il timing di un finale thrilling. Il destino si compie nel recupero, ordendo un esito che non ha nulla di scontato ne tantomeno di casuale per chi conosce la storia. Un epilogo che punisce nel modo più crudele possibile il Trapani di Petroni proprio davanti ai suoi occhi. Minuto 92, Pisano affonda a destra e pennella il pallone sulla testa di Michele Marconi.
Il bomber del Pisa sale in cielo e colpisce di testa. L’incornata è vincente. Si tratta del quattordicesimo centro stagionale per l’attaccante nerazzurro. Ma la cosa che più conta è che questo gol, oltre a valere il successo ha il sapore di una rivincita senza appello.
Un sigillo che annega in un bagno di irrefrenabile gioia i rancori di un passato da lasciarsi ormai alle spalle, all’interno di un finale che, per la mancata freddezza sottoposta dei siciliani sul 2-2, sembrava già scritto. Perchè quando vedi che gli eventi assumono degli sviluppi di quel tipo, capisci che non poteva essere altrimenti. Doveva andare così. Proprio in quella partita. Con quella posta in palio. E esattamente in quel modo, confermando la regola non scritta di quell’imprevedibilità da sempre congenita al campionato di Serie B che come di consueto non finisce mai di stupirci.
Un risultato che rende giustizia ai colori nerazzurri ricompensando anche la famiglia Corrado. La proprietà adesso può festeggiare  il raggiungimento in anticipo di un traguardo che permetterà di continuare a programmare in serenità un futuro sempre più ambizioso. La fine di un incubo, un cerchio che si chiude dopo 4 anni, infiliggendo una sofferenza uguale e contraria ai Petroni, dileguatasi rapidamente a fine gara come fantasmi nella notte dell’Arena Garibaldi. La notte del Pisa e del riscatto nerazzurro.
Gli spettri che aleggiavano non ci sono più. Il passato burrascoso è alle spalle e la città adesso può addirittura sognare ad occhi aperti. Un epilogo mozzafiato, di quelli che portano a domandarti se anche nel calcio, a volte, non sia tutta una questione di “Karma”..

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