Rischio di fuga dei talenti blaugrana con la mancata promozione del Barça B

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Il mancato approdo del Barça B in Segunda A dopo la sconfitta nella finale di ascenso con il Sabadell, non ha esclusivamente un sapore amaro dal punto di vista dell’orgoglio del filial. Esso ha delle importanti e dolorose conseguenze per tutto il club, sia dal punto di vista sportivo che economico. Una delusione che ha delle ripercussioni dirette anche sulla prima squadra. Come e perché è presto detto.

La conquista di una categoria superiore, la Segunda A, avrebbe permesso di aumentare enormemente il fattore competitività del campionato per la formazione B e di conseguenza, anche di allestire un filial molto più forte di quello che inevitabilmente sarà anche il prossimo anno nella tercera división. Tutti i più forti ragazzi del B sarebbero certamente rimasti salendo di categoria e affrontando un campionato decisamente più probante di quello giocato nelle ultime stagioni. Formazioni come il Girona, Las Palmas, Malaga, Rayo, oltre alle retrocesse Espanyol, Leganés e Mallorca sono di buon livello e presentano standard di difficoltà che avrebbero permesso la crescita e la progressione delle giovani leve blaugrana. Giocatori come Monchu, Ilaix Moriba, Collado, Akieme ed altri sarebbero stati interessati ad affrontare la categoria. Certamente non si può dire lo stesso per la Segunda B. Campionato di livello eccessivamente basso tecnicamente e pericolosamente acceso, se non guerresco, dal punto di vista dell’aggressività per far giocare elementi di livello decisamente superiore.

Un altro anno nell’inferno della tercera división costringerà il club a rivedere la politica sulla cantera. Molti di loro, non trovando spazio in prima squadra, ma non potendo neanche giocare in S.B, dovranno essere ceduti in prestito o venduti anche se con il derecho de recompra. Così sarà per Monchu per esempio, centrocampista di buona prospettiva sul quale sono già piombate diverse formazioni spagnole di Liga (Valencia, Betis e Real Sociedad), oltre a club esteri. Ma le offerte non mancano anche per altri elementi del filial, come Collado. Il fatto di non vedere progresar i gioellini della casa da vicino e con il metodo Barça è certamente una falla nel percorso formativo dei ragazzi. Come il fatto che, non avendoli a disposizione, non si può fare affidamento su di loro per situazioni eccezionali e estemporanee per la prima squadra. Per quanto riguarda Monchu (ma così sarà anche per altri suoi compagni di squadra) il club blaugrana sceglierà l’opzione della vendita a titolo definitivo con diritto di riacquisto a due anni. Probabilmente verrà inserita una clausola, come accaduto altre volte in contesti simili, attraverso la quale si potrà esercitare il riacquisto del giocatore dopo una sola stagione. In questo caso il corrispettivo da pagare sarà maggiore di quello pattuito per la recompra biennale.

I problemi non sono finiti qui. Un Barça B in Segunda B complica anche il discorso dei nuovi acquisti di giovane età. Elementi come Trincao e Pedri, sopratutto se avranno ficha da B, pur se aggregati alla prima squadra, con un Barça B in Segunda A avrebbero potuto essere ospitati nel filial di quando in quando. Ma certo che questo non potrà accadere con una seconda squadra relegata in un campionato pericoloso (per l’incolumità personale) e di basso livello come l’attuale categoria. Anche per loro, dunque, non ci saranno alternative. O faranno parte della plantilla del Barça in tutto e per tutto, con la necessità di dar loro minuti importanti o, in caso contrario, dovranno essere parcheggiati altrove. In ogni caso un bel, brutto grattacapo per la dirigenza e per il prossimo tecnico blaugrana.

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