Atalanta, hai imparato ad essere grande in Champions. Punto di partenza per il futuro

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui


“Bergamo festeggia comunque per il senso di appartenenza che abbiamo e perché ha visto la squadra dare tutto con entusiasmo e passione. Siamo felici lo stesso e l’anno prossimo ripartiremo per migliorare”. Le parole di Gian Piero Gasperini hanno rappresentato alla perfezione quello che i tifosi dell’Atalanta stanno provando in questo momento: un grandissimo senso di appartenenza, indipendentemente dal risultato finale. La Dea, alla sua prima partecipazione in Champions League, esce a testa alta nonostante la semifinale era distante soltanto 4 minuti. Così fa male (e parecchio), ma non ha importanza: alla stessa Atalanta vanno soltanto onore e gloria, nella quale i nerazzurri hanno rappresentato l’Italia intera in Europa.

Un rammarico, ma allo stesso tempo un punto di partenza per l’Atalanta – Ormai la Dea è diventata una vera e propria realtà anche in Europa: il suo gioco è riuscito a farla distinguere dalle dirette concorrenti e i risultati che ha ottenuto sul campo sono stati assolutamente meritati. Per come sono andate le cose, è giusto definire la sconfitta contro il PSG un punto di partenza per diventare ancora più grandi (proprio come è stato fatto dopo l’uscita con il Borussia due anni fa). Bergamo è consapevole della forza che può dare la sua squadra, e come ha detto Gasperini il giorno prima della partita: “O vinciamo o impariamo”. Questa è l’Atalanta Bergamasca Calcio.

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