Birra, würstel, patatine e volgarità

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Can che abbaia non morde recita un vecchio adagio per evidenziare che chi attacca per primo lo fa per nascondere all’avversario la sua paura e debolezza. In questo senso suona quantomeno curioso che negli ultimi giorni, da più parti del Bayern Monaco, stanno uscendo dichiarazioni arroganti, provocatrici e prevaricatorie nei confronti del Barcelona e di alcuni dei suoi migliori giocatori. A questa strana gara si sono iscritti un po’ tutti: dirigenti più o meno importanti e giocatori del club bavarese. Frasi gratuite che non nascono in risposta a qualcosa proveniente dal Barcelona, posto che in Catalunya non stanno nemmeno pensando a sprecare energie mentali per rilasciare dichiarazioni riguardanti i rivali. Piuttosto i giocatori blaugrana sono impegnati a allenarsi seriamente e a preparare la partita di venerdì contro i tedeschi.

Questione di punti di vista. Solo venerdì notte sapremo se la tattica della cicala Bayern è servita a qualcosa, oltre che a rendersi spocchiosamente antipatica e a caricare di ulteriore energia i rivali catalani. I tedeschi, che da sempliciotti quali sono abbondano nell’uso dei cliché fino a ritorcerglisi contro (la storia è piena di prese in giro e provocazioni verso gli avversari che poi se li sono  mangiati insieme alle loro patitine, würst e crauti), usano ancora stereotipi vecchi di 50 anni, dimostrando pochezza culturale, scarso spirito sportivo e assenza di fantasia, oltre che di scaramanzia.

Rummenigge, Matthaus, Elder, Goretzka, dall’alto del loro piedistallo hanno intrapreso una campagna denigratoria verso la squadra blaugrana e i suoi giocatori come Messi e Ter Stegen. Il 10 argentino, sei volte pallone d’oro e titolare in carica del trofeo, viene dipinto dalle parole dei bavaresi come un “ex numero uno”, soppiantato ormai dal numero nove polacco Lewandowski. Lo stesso vale anche per Ter Stegen, altro calciatore oggetto delle attenzioni poco garbate dei tedeschi. Il portiere del Barça è stato giudicato appena più di un bravo portiere messo a confronto con il Dio Neuer. Il gioco del tiro a segno verso i giocatori blaugrana non è giocato solo da vecchi campioni ormai in pensione con incarichi dirigenziali nel Bayern, ma anche da attuali componenti della formazione di Flick come Goretzka. Il centrocampista tedesco ha dichiarato di non temere nessuna delle formazioni che partecipano alla final eight di Lisbona data l’evidente superiorità della sua formazione su tutte le altre che partecipano alla competizione. Credo che i suoi avi avessero detto la medesima cosa prima di iniziare la famosa Battaglia delle Ardenne.

Tutte queste dichiarazioni non richieste, e quindi meschinamente gratuite, nascondono la terribile paura che il Bayern Monaco ha in realtà del Barcelona di Messi, Ter Stegen, Suarez, Griezmann e compagnia. Così come un vero uomo di potere non deve dimostrare ogni volta di essere tale per ottenere il rispetto degli altri, il poveretto che diventa ricco all’improvviso deve mostrare di essere danaroso buttando la sua volgarità in faccia al mondo intero. In questa misera commedia umana messa in scena dai superuomini teutonici, sono proprio loro ad interpretare il ruolo dell’insignificante plebeo arricchito che deve mostrare i muscoli e fare tanto chiasso per essere appena notato dal nobiluomo che transita fiero e altero con il suo elegante cavallo bianco.

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