Bologna, Mihajlovic: “Il silenzio vale molto più di mille parole”

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui


Sinisa Mihajlovic, ha rilasciato alcune dichiarazioni nella conferenza stampa pre partita di Bologna-Torino che si giocherà questa sera alle 20.45, facendo un bilancio generale della stagione e del futuro. Ecco alcuni passaggi:

Ultimo impegno, messaggio di congedo: “Sulla partita di domani non ho messaggi da lanciare, anzi mi dispiace non congedarci davanti ai nostri tifosi, ma quello che conta è vincere: 49 punti sono meglio di 46, anche se non conta molto ormai. Menomale che questo campionato sta finendo, questo non è calcio, ma è già molto essere riusciti a riprendere per terminare la stagione, si è scelto il male minore, ma è stata un’agonia”.

Campionato successivo:Ci saranno dei contraccolpi, la prossima sarà una stagione lunga e faticosa, anche perchè abbiamo solo due settimane per riposarci, sarà un altro campionato anomalo ma ci dovremo adattare”.

Silenzio dopo la scoppola di Firenze: “Dopo la Fiorentina non ho parlato con i ragazzi, ma a volte il silenzio fa più rumore delle parole. Non dirò nulla anche prima della partita, sono grandi e vaccinati vedano loro se fare un’altra brutta figura.. se sono intelligenti capiranno, altrimenti non capiranno mai.Confido che facciano una buona gara e che si riesca a portare a casa l’intera posta.”

Esordio di qualche giovane: “Potrebbe giocare Cangiano, ma vedremo non ho ancora deciso”.

Turnover:Per forza di cose bisognerà farlo”.

L’esperienza al Torino: “In generale la considero molto positiva: non mi è piaciuto il modo in cui sono stato esonerato ci sono rimasto male e il rapporto con Cairo si era un po’ incrinato. Poi abbiamo fatto pace e durante la malattia è stato molto presente , ha dimostrato di volermi bene: tra l’altro sto pubblicando un libro con la sua casa editrice Solferino. I rapporti sono ottimi, mi è dispiaciuto soltanto essere stato mandato via in quella maniera, ma tra presidente e allenatore qualche screzio può succedere e sono contento che tutto si sia risolto”

Bilancio sulla stagione: “Da ogni stagione provo ad imparare qualcosa. Quando le cose vanno male ti soffermi a riflettere e cerchi sempre di tirare fuori il lato positivo da negativo.E’ stata una stagione atipica, prima la malattia, poi il Coronavirus, spero che una roba del genere non si ripeta più”.

300 panchine in serie A: “Sono contento di questo traguardo, anche se potevo averne di più ma avevo deciso di fare il ct della Serbia. Allenare la propria Nazionale deve essere un orgoglio. Voglio allenare per altri dieci anni, arrivare a 600 poi farò il dirigente. Tra le 500 fatte da giocatore e tutto quello che ho passato, dalla guerra al cancro, posso insegnare qualcosa a qualcuno”.

Sul blackout di Firenze: “Ormai è andata così è stata soltanto una partita, peraltro nel primo tempo potevamo andare noi in vantaggio e chissà magari si sarebbero sciolti loro: comunque non cambiano le mie decisioni in vista della prossima stagione.”

Sul messaggio mal interpretato: “Se hanno interpretato male il mio messaggio “questo calcio fa schifo“? Può darsi ma sono c… loro, significa che non mi conoscono allora, un giorno capiranno. Comunque non ci ho parlato e non vi so dire”.

Una conferenza di congedo, con l’auspicio di migliorarsi ulteriormente. Prima della partita un minuto di silenzio in ricordo delle 85 vittime della strage della stazione di Bologna.

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