Barcellona, Coutinho rimane. Suarez e Vidal no. Le altre posizioni delicate

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Il tempo stringe per Koeman al Barça. Arrivato mercoledì scorso al Barcellona, l’olandese non ha perso tempo e ha subito iniziato a programmare la sua squadra e stilare il suo progetto. Che sarà sì vincente, ma con l’ausilio del bel gioco e di una intensità che da qualche anno a questa parte è venuta a mancare alla formazione blaugrana. Nè Valverde,Setién sono riusciti a rinverdire i ritmi della squadra di Guardiola e Tito. Inevitabilmente si dirà. Stessi giocatori con molti anni in più e ritmi calanti. L’ossatura della squadra è ultra trentenne. Difensori, centrocampisti, attaccanti. Rinnovare è la cosa più difficile e complicata che ci possa essere. Dire: “grazie ma non servi più” non è facile per campioni celebrati che hanno vinto tutto e che vogliono sempre giocare tutte le gare. Il problema del Barça negli ultimi anni è stato il debito di riconoscenza verso i suoi grandi campioni. Lo stesso che causò il fallimento della Spagna ai mondiali del 2014 e dell’Italia del ’74 e dell’86. Nelle aziende private il compito viene affidato ai c.d. taglia teste, professionisti che arrivano in un posto di lavoro con il compito precipuo di potare e sfoltire posizioni di lavoro. Sconosciuti che non avendo rapporti con il personale non si fanno problemi a mandare a casa dipendenti e collaboratori.

L’8-2 di Lisbona ha accelerato un processo che era già pendente nella mente della dirigenza, ma che dopo questa Champions non era più rimandabile. Rivoluzione doveva essere e tale sarà. Koeman, a differenza di altri allenatori (Xavi per esempio), non si è lasciato spaventare dall’incarico e ha accettato il progetto. Compito ingrato quello di Koeman.

Nel giro di pochi giorni, cinque per l’esattezza, ha portato avanti i colloqui con i giocatori per stilare necessità e priorità e comunicare ai singoli la sorte che sarà di ciascuno. Dopo avere parlato con Messi per spiegargli il suo progetto, la sua idea di squadra vincente e attraverso quali passi intende porlo in essere nel tentativo di conquistarlo, di entusiasmarlo e ilusionarlo, sono giunte le prime stangate. Oggi ha sentito telefonicamente Suarez e Vidal. Entrambi i giocatori hanno avuto conferma dei primi sentori che erano emersi nel dopo Lisbona.

L’uruguaiano e il cileno non fanno parte del progetto dell’olandese. Vista l’aria che tirava Suarez nella giornata di ieri aveva messo le mani avanti, dichiarandosi disposto a accettare il ruolo di supplente pur di continuare a far parte della squadra blaugrana. Non è servito a molto. Luis deve cercarsi una nuova squadra. Secondo le prime voci il Pistolero potrebbe avere la lista gratuita, vale a dire la rescissione del contratto per facilitargli il compito. Senza contratto in essere il giocatore dovrà solo accordarsi con il nuovo club senza gravare eccessivamente sulle casse della nuova squadra in quanto arriverebbe a costo zero. Non essendoci un contratto esistente anche l’ingaggio sarà deciso ex novo. Non è escluso, tuttavia, che possa rientrare in qualche operazione di scambi con altri giocatori. Una su tutte quella che porta all’Ajax e a Van de Beek. In ogni caso ciò comporta, chiaramente, che il Barcellona punti pesantemente su un nuovo attaccante centrale, in merito al quale continua a circolare il nome di Lautaro oltre a quello di Depay ed altri.

Riguardo a Vidal, idem come sopra. Koman ha chiamato anche Arturo sostenendo che non rientra nel suo progetto di rinnovo della squadra. Una squadra che dovrà alleggerirsi notevolmente sia dal punto di vista dell’età anagrafica che da quello degli ingaggi. Stessa sorte dovrebbe toccare anche a Rakitic, anche se ancora in attesa della chiamata fatale.

Non solo bocciature tuttavia. Nella stessa frenetica giornata odierna, l’allenatore olandese ha chiamato anche Coutinho. In questo caso si tratta di un Sì, di una promozione. Il tecnico ha comunicato al brasiliano che conta su di lui per la nuova stagione e che lo considera un giocatore importante. Il 28enne tornerà dunque alla base dopo il prestito al Bayern con il quale ha conquistato la Champions. Andrà a consolidare la schiera di giovani centrocampisti che questa stagione costituirà il fulcro della formazione di Koeman. Coutinho non ha sfondato in blaugrana. Dopo la prima stagione procedente dal Liverpool nella quale aveva dato il meglio di sé, nella successiva il ragazzo era sparito tristemente di scena. Equivoci tattici con Valverde che non lo aveva mai utilizzato nella sua posizione naturale, screzi con la tifoseria per un gesto incauto del brasiliano nella celebrazione di una rete, ne avevano minato il futuro nel club. Adesso avrà una nuova occasione. Koeman, durante la sua presentazione, ha dichiarato di voler utilizzare i giocatori nelle loro posizioni naturali. Una nuova sfida, dunque, per Coutinho, che di certo vorrà dimostrare a tutti che si erano sbagliati nei giudizi trancianti espressi nei suoi confronti.

A questo punto nelle prossime ore sono fra attendersi le sentenze su Rakitic, che sarà di addio, su Jordi, probabilmente promosso, Busquets, in bilico sopratutto dopo che Rambo Koeman ha dichiarato chiaramente che nella posizione di pivote giocherà De Jong. Busi potrebbe salvarsi se l’olandese punterà sul doppio pivote (per quel ruolo al momento sono in tre: De Jong, Pjanic e Busquets) o se dovesse giudicare inestimabile il suo apporto di esperienza in squadra. Chiaramente il suo ruolo non sarà più quello del titolare inamovibile, ma dovrà certamente fare un passo di lato e accontentarsi di una parte da supplente.

Un altro certo della partenza è Umtiti. Anche per lui la sorte sarà la medesima. Vendita, scambio o rescissione. Il francese, che non si è più ripreso dall’infortunio per aver voluto evitare a tutti i costi l’operazione chirurgica, è ormai un peso morto per il club. In un modo o nell’altro dovrà lasciare il Barcellona. Situazione diversa per Piqué. Gerard, che si era messo come primo della lista dei partenti nel dopo gara contro il Bayern, resterà. Il suo apporto sarà ancora importante, anche e non solo per fare da chioccia all’eventuale arrivo di Eric Garcia. Rivoluzione anagrafica non significa privarsi di tutti i senatori. E Gerard è uno di questi.

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