FC Barcelona – Analisi di una vittoria e strategie in vista del Bayern

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Il giorno dopo Barça – Napoli è piacevole come una assolata giornata estiva dedicata alla spiaggia, al mare e a una serata in compagnia di amici e fidanzate. Vittoria contro la formazione di Gattuso, puerile vendetta contro Manolas e le sue provocazioni del pre gara (puerile in quanto degna di non maggior peso, ma pur sempre da annotare) e passaggio del turno con disputa della Finale a Otto in Portogallo. Lungo la Diagonal il sentimento di soddisfazione è vieppiù aumentato dalla contemporanea eliminazione del Real Madrid da parte del catalanissimo e indipendentista Pep Guardiola. Il Madrid, ha operato il sorpasso sul Barça e vinto la Liga grazie sopratutto ai regali del VAR. Nelle due sole occasioni in cui la tecnologia arbitrale non ha aiutato e tenuto a galla i blancos, los de Zidane non hanno ottenuto la vittoria. All’ultima giornata del campionato (con il titolo già conquistato) e in Champions contro il City. No VAR, no vittoria. Sembra questo il refrain di questa stagione per il Real Madrid. Il Barça, invece, si è retto sulle sue gambe. In Liga e ieri in Champions. Ha deliziato con il violino e suonato il trombone quando è servito. Tra le piccole soddisfazioni del barcelonismo della due giorni di coppa, anche l’eliminazione di Cristiano Ronaldo, che non potrà così disputare la Final Eight della massima competizione calcistica continentale nella sua Portogallo.

Violino e trombone si diceva. Eleganza e sudore. Una prima parte da Paganini, da virtuoso del calcio. Una seconda, indossati i semplici abiti da lavoro, decisamente più operaia, spartana e utilitaristica di chi rifugge comodità e orpelli. Se nei primi 45′ i blaugrana hanno dato spettacolo con il sei volte pallone d’oro Leo Messi, con De Jong, signore e padrone della metà campo barcelonista, con il lavoro oscuro ma fondamentale di Griezmann, con Suárez, lottatore e gladiatore degno del nome di Massimo Decio Meridio, generale delle legioni del nord, nella ripresa abbiamo visto un’altra squadra. Con il 3-1 sul marcatore, la formazione blaugrana si è messa dietro nella sua falsa zona comfort ed è entrata in modalità gestione forze fisiche. Come un pilota di formula uno che riceve ordini dai box e inizia a risparmiare e a gestire le gomme con una mappa motore meno estrema e una guida maggiormente cautelativa. Così ieri il Barça contro il Napoli.

Scelta voluta e oculata, o non invece un crollo fisico improvviso? Nel primo caso le notizie sarebbero incoraggianti e lungimiranti. Nel secondo, invece, allarmanti. Sì, perché se la condotta di gara di ieri è stata sufficiente per eliminare il Napoli, non lo sarà di certo per battere il Bayern venerdì notte al Da Luz di Lisbona. Per affrontare con chance di accesso alle semifinali i bavaresi, servirà replicare, anche nella ripresa, il primo tempo disputato ieri. Forza, velocità, intensità, pressing alto, movimento. Queste saranno le armi con le quali il Barcelona potrà imporsi sulla formazione tedesca.

In questo saranno fondamentali l’ampiezza della rosa e la gestione della gara dalla panchina. Contro il Napoli i blaugrana avevano gli uomini contati a centrocampo. Fuori gioco Busquets e Vidal, a Setién restavano solo quattro elementi: Rakitic, Roberto, De Jong, Riqui. Al gruppo è stato poi aggregato Monchu che, in fine, ha fatto il suo ingresso in campo. Contro il Bayern il tecnico potrà contare su tutta la batteria di centrocampisti. Proprio Vidal e Busquets saranno basilari per affrontare Lewandowski e compagni. Forza, esperienza, intensità, saranno alcune delle armi che il Barcelona dovrà mettere in campo in quella gara. Entrambi i giocatori si calano alla perfezione nelle caratteristiche richieste. Oltre ad esse sarà necessaria anche la fantasia e il coraggio di cercare, e rischiare, la giocata. De Jong, lo stesso Vidal e Busi maneggiano queste capacità. Senza dimenticare che in panchina saranno disponibili una serie di opzioni valide per qualsiasi necessità: Riqui, Roberto, Rakitic. Profili perfetti per rinverdire lo slancio e la freschezza fisica durante la gara e aggiungere fantasia e perforazione offensiva (Riqui Puig).

Ma i giocatori da soli non basteranno. E’ necessario che qualcuno li mandi in campo. Ecco che servirà, di conseguenza, riflessi, intuizione, perspicacia in panchina. Leggere i distinti momenti della gara sarà fondamentale quanto segnare un goal. Essere pronti e rapidi a effettuare un cambio per un giocatore in fase calante sarà altrettanto basilare. Sopratutto bisognerà capirlo ancora prima che si manifesti la necessità. Ecco perché la gestione della panchina sarà importante quanto il gioco dei giocatori sul terreno di gioco. Il Bayern è una squadra in gran forma. La lunga sosta post campionato non sembra avere tolto un briciolo della forza alla formazione bavarese. Il 4-1 rifilato in scioltezza a un Chelsea certamente più allenato e in gamba è lampante. Il Barça dovrà opporre la medesima prestazione messa in campo nei primi 45′ contro la squadra napoletana. Possibilmente evitando gli otto minuti iniziali concessi alla formazione italiana. Avere contro Mertens è una cosa; se l’avversario è Lewandowski le conseguenze possono certamente essere differenti. Se il primo tempo è riproducibile a livello di impatto fisico, per evitare il calo visto nella ripresa sarà necessario che la guida tecnica sia lesta a effettuare i cambi ai primissimi segni di affaticamento dei giocatori blaugrana. Con 5 sostituzioni a disposizione, Setién è in grado di modificare lo schieramento per evitare il calo di prestazioni individuali e collettive. Ecco che nella ripresa dovranno entrare Riqui e Ansu certamente, oltre agli altri cambi che si renderanno necessari. Sopratutto bisognerà essere rapidi nell’individuazione della flessione di rendimento e nell’agire. Certamente non si potrà attendere l’84’ per effettuare la prima sostituzione. Ieri la panchina barcelonista ha peccato di ignavia dimostrandosi apatica all’atto di operare le scelte. Una esitazione circa il momento giusto di inserire forze fresche in campo potrebbe costare l’eliminazione venerdì prossimo. Setién e Sarabia dovranno reagire al decimo di secondo nel leggere le necessità della squadra e nel reagire, comportandosi come un team principal di una scuderia di formula uno che dal muretto impartisce gli ordini di ingresso ai box ai piloti con precisione maniacale. Solo così il Barça avrà buone possibilità di passare il turno contro una squadra tedesca in gran forma. Riusciranno i nostri eroi nell’impresa di presentare un Barça altamente competitivo in entrambi i tempi di partita? L’accesso alle semifinali o l’eliminazione dipenderà in gran parte da questo.

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