Finale Champions League 2020: i sogni del Psg si infrangono sul Bayern

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui


Si è appena conclusa la finale di Champions League 2019-20, ponendo fine all’edizione più tribolata della storia. Con la vittoria del Bayern Monaco per uno a zero sul Paris Saint Germain si è posta la parola fine alla stagione calcistica continentale. Anche l’ultimo trofeo è stato assegnato, con un epilogo degno del blasone della manifestazione più importante d’Europa.

Trionfo Bayern: alza la coppa dopo una cavalcata inarrestabile

Sicuramente questa vittoria tedesca è tra le più meritate degli ultimi anni. I bavaresi hanno dominato nella competizione dall’inizio alla fine, vincendo tutte le partite giocate. Il girone, col solo Tottenham come avversario ostico, è stato portato a casa col massimo dei punti: 18 su altrettanti disponibili. Negli ottavi a pagare dazio è stato il Chelsea. I Blues sono stati sconfitti 0-3 all’andata prima del lockdown del calcio, salvo poi cedere per quattro a uno anche all’Allianz Arena. I turni in sfida singola hanno visto Lewandowski e soci umiliare il Barcellona per 8-2 ai quarti, e poi avere la meglio sulla sorpresa Lione in semifinale per 3-0.

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Delusione Psg. Sfuma la prima vittoria in Champions

Stavolta Al Khelaifi è andato davvero vicino a centrare l’obiettivo prefissato dal momento della sua acquisizione del club transalpino. Dopo anni di vani inseguimenti, il nuovo format imposto dal Covid-19 aveva portati i parigini all’atto conclusivo.

Il facile girone, vinto in scioltezza con 16 punti, lasciando punti solo al Bernabeu contro il Real, aveva portato i rossoblu all’ottavo più difficile di tutti: quello contro il Dortmund. Per avere la meglio dei gialloneri, soprattutto dopo lo stop per due a uno nella Ruhr, c’è voluto un super match casalingo chiuso sul 2-0, mescolando alla perfezione cinismo e concentrazione. Il rischio di uscire si è verificato anche nei quarti contro la nostra Atalanta, il cui miracolo sportivo è svanito solo nei minuti finali. Ben diversa è stata la pratica Lipsia in semifinale, con gli acerbi tedeschi liquidati con un netto 3-0.

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Finale equilibrata. Decide il guizzo di Coman

A decidere l’atto conclusivo della massima competizione continentale è stato il lampo dell’ex Juventus Coman al minuto 59′. Possiamo parlare di una gara brutta, con poche emozioni e con tanta tensione per la posta in palio. I francesi volevano ripetere le due gare giocate dalla ripresa post-Covid contro le tedesche Dortmund e Lipsia. Limitare le sortite offensive rivali era l’obiettivo primario, col compito svolto perfettamente per tutto l’arco della prima ora di gioco.

Alla fine però il martello tedesco ha avuto la meglio sulla coriacea difesa francese. I teutonici hanno via via rotto gli indugi, sfruttando anche un fattore psicologico che verteva dalla loro parte. D’altronde il Bayern godeva già di 4 titoli in bacheca con 9 finali disputate.

La reazione transalpina al gol incassato è stata poco prolifica anche in merito alle sole occasioni per pareggiare. La sensazione di rottura dell’incantesimo ha condizionato il gioco del Paris che ha malinconicamente visto la coppa scivolargli lontano dalle mani.

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