Nba, anche i giocatori si mobilitano contro il razzismo. Niente partite per difendere Jacob Blake

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui


Finalmente il mondo sportivo della Nba mai come prima si mobilita per l’ultimo caso di razzismo della polizia statunitense e blocca per ora i play-off.

“Il caso di Jacob Blak”

A fare da detonatore è stato il caso di Jacob Blak,  l’afroamericano colpito vigliaccamente con 7 colpi di pistola alle spalle dalla polizia americana.
Il povero Jacob rischia di rimanere paralizzato dalle gambe in giù, ma al contempo ha scosso le coscienze dei supercampioni del basket,  che prima di essere grandi atleti questa volta hanno dimostrato di essere grandi anche fuori il parquet e pronti ad una battaglia che si prevede lunghissima.

Il mondo del basket contro il razzismo

Tutto è iniziato nella gara 5 tra Milwaukee ed Orlando e a ruota anche gli Huston Rockets, gli Oklahoma C.Tunder, Los Angeles Lakers e Portland hanno aderito all’iniziativa che fino a quando non sarà fatta giustizia per Blake, nessuno giocherà  un solo minuto in campo, e anche se i match non sono stati cancellati ma rinviati a data da definirsi,  tutti sembrano, compresi i massimi dirigenti, uniti e compatti per rendere giustizia all’ennesimo caso di razzismo nei confronti del fratello Jacob.

Questa volta la portata della protesta potrebbe avere successo perché si è oltrepassato il limite entro il quale certe azioni non devono mai compiersi ed invece per il semplice colore della pelle,  oggi in America ancora si rischia la vita per niente, e se nemmeno questa ennesima tragedia cambierà  le cose, allora da spettatore esterno non immagino cosa altro possa e debba accadere per evitare la deriva xenofoba e razzista, in cui spesso i poliziotti americani  cadono.

La cosa più confortante è vedere che anche i propietari delle franchigie  di Milwaukee e dei Magic si siano schierati apertamente contro questa situazione insopportabile, dando un segnale che adesso sono più importanti i diritti umani e la dignità delle persone anziché i profitti dello showbusiness.

Purtroppo la morte di Floyd non ha insegnato nulla, anzi al contrario sembrano aumentare di giorno in giorno i casi di intolleranza dei policeman americani nei confronti dei spesso malcapitati afroamericani.

Questa volta la vittima Jacob Blake è stato palesemente violato e massacrato di colpi vili dopo che era intervenuto per sedare una rissa, e al momento del suo rientro in auto,  si vede nel video che sta scandalizzando il pianeta, dove si trovavano ad attenderlo i suoi 3 piccoli figlioletti, che non avrebbe mai e poi mai potuto e voluto fare del male ai poliziotti in questione.
Le ultime notizie dicono che Jacob avrebbe avuto un coltello in auto, ma è tutto da verificare e dimostrare.

Kenosha, dove è accaduto il fatto drammatico, sta vivendo giornate infernali per via delle proteste della popolazione con 2 morti e 4 feriti gravi, stanca dei soprusi secolari dei bianchi sui neri.
Nella giornata di ieri per fortuna la madre di Jacob è intervenuta per placare gli animi e si è rivolta ai manifestanti dicendo che anche suo figlio è per la giustizia e che bisogna ottenerla senza fare altre violenze altrimenti si rischia l’effetto contrario.

Anche il padre è rimasto sgomento per il trattamento fatto al suo povero figlio ed in un intervista sfogandosi,  ha detto che il poliziotto che ha sparato sembrava che avesse di fronte un oggetto piuttosto che un essere umano.

Il tempo ci dirà, attraverso il processo,  quali sono stati i motivi per cui l’uomo in divisa ,
che ha sparato in quel modo senza ragione, ha avuto paura che l’innocuo Blake avrebbe potuto  fare qualcosa mentre lo inseguiva come se stesse scappando un gangester o ergastolano all’ultima spiaggia.

Auguriamo a Jacob di guarire e  alla sua famiglia di vincere questa guerra insieme all’aiuto dei formidabili campioni del basket della Nba, che stanno dando forse prova di come dovrebbe essere un leader politico: ovvero lottare contro ogni ingiustizia e forma di razzismo sia sui neri che sui bianchi.
Forza Jacob siamo con te.

Nelle ultime ore stanno aderendo allo stop anche tutti gli altri sport negli Usa come calcio, baseball e hockey su ghiaccio ecc.ecc, e questa volta auspichiamo che la protesta abbia effetti positivi e reali nella vita quotidiana delle persone.

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