FC Barcelona – Ansu e Koeman ilusionano

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

La prima di Ronald Koeman è stata un successo oltre ogni migliore aspettativa. E’ andato tutto bene nella serata di Barcelona contornata dai soliti fuochi artificiali per far sentire la squadra non troppo sola e confortata da un risultato rotondo e scintillante.  Un successo firmato Ronald Koeman che ha presentato un equipo solido e ben orchestrato. Non c’è stato solo il cambio di modulo, il 4-2-3-1, ma anche di mentalità. La squadra è apparsa subito a suo agio con il sistema di gioco approntato dal nuovo tecnico. Sono lontane le incertezze, gli errori, gli squilibri che si erano visti con il passaggio al 3-4-3 di Setién nelle gare di Ibiza e Valencia, o l’andamento lento del 4-4-2/4-3-3 di Valverde o dello stesso ex Betis quando era dovuto tornare sui suoi passi con il ritorno al modulo feticcio blaugrana. Cambiare modulo tattico non è mai cosa facile. Cambiano movimenti, distanze e mentalità per i giocatori in campo. Eppure il 4-2-3-1 di Koeman sembra essere sempre stato utilizzato dal suo Barça. Con solo 4 settimane di allenamenti, due dedicate alla forma fisica e due alla tattica, questa squadra appare sotto una luce completamente diversa. La squadra è compatta e unita nelle due fasi, quella di attacco e di difesa. E non si vedono più le profonde praterie degli anni scorsi. Non ci sono zone abbandonate, non presidiate. E il campo è coperto in ogni zona da due, tre giocatori. Il merito va al tecnico blaugrana capace di approntare il profilo tattico della nuova squadra in quattro e quattr’otto. Merito anche dell’intelligenza e dell’entusiasmo dei giocatori che si sono messi subito a disposizione per farsi cambiare pelle e modo di pensare. Sinergia per il momento vincente quella che hanno stretto corpo tecnico e squadra.
Un grande merito per un allenatore. Riconoscimento professionale ancor più meritato se si pensa che Rambo ha rinunciato a guidare la selezione del suo paese ai prossimi europei di calcio per un sogno che potrebbe anche durare una sola stagione. Ronald ha tutto da perdere in questo progetto, in questa ilusionante avventura chiamata Barça. E ben poco da guadagnare. Si è assunto un incarico ingombrante che potrebbe triturarlo come se non avesse un domani o non avesse avuto altri importanti sfide da affrontare. E ciò mentre altri celebrati personaggi si godono il sole di esotiche locations allenando in pseudo campionati lontani dallo stress di un club impelagato in così turbolente e tempestose acque, ma comunque pronti a saltare sulla agognata panchina non appena le acque si siano chetate. Non appena altri abbiano fatto il gioco sporco per loro. Eh no, il mondo non funziona così. A questo mondo ci si rimbocca le maniche e ci si sporca le mani. Ronald non ha temuto di scuffiare, non ha avuto paura del mare in burrasca e da capitano coraggioso, come fosse un personaggio di Kipling, ha abbassato la benda da pirata su un occhio e ha salpato con la sua ciurma di bucanieri verso Tortuga.
Tra questi bucanieri ce n’è uno in particolare. Ansu Fati. Già sulla bocca di tutti per quanto ha fatto fino ad ora, più giovane marcatore della Liga con il Barça, più giovane in assoluto a segnare in una gara di Champions, esordio da titolare con rete nella nazionale maggiore, il 17enne blaugrana ieri ha fatto rifare gli occhi a tutti coloro che hanno seguito la partita del Barcelona. Un impatto terrificante per il Villareal, letteralmente schiantato dalla sua classe e forza, dalla sua sua facilità di incidere in una gara d’esordio in un momento così delicato per il club. Ansu ha imperversato sulla fascia sinistra giocando con una naturalezza sconcertante per la sua giovanissima età. In venti minuti ha steso l’avversario con una meravigliosa doppietta, rendendo facile anche le cose più complicate e difficili. Dopo altri 14′ ha provocato il rigore segnato da Messi con un’altra delle sue scorribande lungo l’out di sinistra. Con i suoi verdissimi 17 anni, il ragazzo ha vinto la gara praticamente da solo. Gli sono bastati 34′ per farlo. Una straordinaria mostruosità. Non è più solo il Barça di Messi. Questo è anche il Barça di Ansu e Koeman.

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