FC Barcelona – Foden e Riqui. due modi di pianificare il calcio

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

La situazione di Riqui Puig al Barça è particolarmente curiosa (in senso negativo) se la paragoniamo a come vivono altri giocatori giovani o giovanissimi in altre realtà calcistiche. Come è il caso di Phil Foden, talentuosissimo todojugador del Manchester City.
Riqui (21 anni), è elettricità allo stato puro. Possiede una visione calcistica fuori dal comune.  Nonostante ciò, trovare spazio in squadra appare sempre una impresa. E se negli anni scorsi queste difficoltà potevano essere in qualche sostanza giustificabili (minore esperienza del ragazzo a far da contrappeso dalla presenza di giocatori decisamente ingombrante davanti a lui) nella scorsa, e ancor più in questa stagione, la volontà del club di prescindere dalla sua qualità è qualcosa di inconcepibile.
I giocatori bravi scendono in campo, quelli che lo sono meno si accomodano in panchina o in tribuna. O vengono ceduti. Negli ultimi tempi al Barça sembra accadere esattamente il contrario. Valverde gli aveva clamorosamente voltato le spalle, Setién non si è comportato in maniera molto diversa. Il manifesto di Ronald Koeman, con le prime parole da tecnico barcelonista sembravano fatte apposta per il numero 28. Era finalmente arrivato un sarto da Savile Raw intenzionato a tagliare un abito tattico su misura per Riqui e gli altri talenti della Masia. Il ragazzo ha iniziato a giocare e a trovare spazio nelle tre amichevoli della pretemporada. In occasione del Gamper Riqui Puig ha giocato addirittura da doble pivote in coppia con Alena. All’improvviso l’ostracismo. Al ragazzo è stato detto di cercarsi squadra. Di chi è stata la decisione di tagliare il promettente trequartista? Del tecnico? Della Directiva? Oggi è giunta la risposta di Koeman. In occasione della conferenza stampa previa alla gare di Liga contro il Villareal, il tecnico olandese ha chiarito alcune posizioni sui casi di Suárez e appunto di Riqui Puig. “La decisión sobre Riqui forma parte de decisiones que también son de club. No es verdad que no cuento con él, mañana está en la lista de convocados”. In precedenza Rambo si era espresso in una maniera non dissimile in relazione al Pistolero. Il tecnico ha dunque deciso di uscire allo scoperto. Troppe le illazioni, troppi i malumori che iniziavano a serpeggiare non solo all’interno del vestuario, ma anche della massa sociale. Perché pagare per colpe anche altrui? Perché passare per il cattivo della situazione? Koeman ha dichiarato di avere avvallato alcune scelte prima di firmare il contratto. Avvalli obbligati s’intende. O mangi di questa minestra o salti dalla finestra. Evidentemente non aveva molte alternative per sedersi sulla panchina del Camp Nou. Sul giocatore di Matadepera ha detto che “le decisioni sono anche del club” Anche. Dunque persiste una percentuale di sua scelta personale. C’è da credergli, oppure “quella parte di scelta personale” è dovuta al club come pagamento sotto forma di ringraziamento per avere la possibilità di sedersi su quel banquillo?
Altrove, tuttavia, accade il contrario. In merito possiamo portare l’esempio di Guardiola con Foden. Il 20 enne di Stockport è una delle perle delle giovanili dei citizen. In tre stagioni Pep non si è mai sognato di tagliare il giocatore, di proporlo per il trasferimento come a Can Barça accade con Riqui da diverso tempo ormai. Foden è un giocatore importante per il tecnico catalano, e corrispondentemente a questo assunto, lo ha inserito in squadra per gradi. 5, 13 e 23 sono state le presenze del ragazzo nelle ultime tre stagioni al City in Premier. E’ chiaro che un giocatore cresce bene solo a casa sua, dove ha l’opportunità di giocare con lo schema della prima squadra, attorniato da campioni che altrove mancano e dove è inserito in una realtà che ha il massimo interesse a farlo esplodere. Un giocatore ceduto in prestito spesso vede bloccata la sua crescita professionale. In alcuni casi perché sviluppa delle conoscenze calcistiche dannose per il futuro percorso professionale (se la squadra che lo riceve gioca in un modo differente da quella che lo cede), in altri perché ci si migliora solo a contatto con i campioni e non il contrario. In certe ipotesi, inoltre, il ragazzo può anche trovare una sorta di avversione da parte dell’allenatore locale, che preferisce puntare su uno dei suoi ragazzi piuttosto che far progredire un giovane che giunge da fuori e che alla fine della stagione tornerà alla base.

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