FC Barcelona – L’anno zero del Barça. Messi come Gamper, Cruyff e… Schumacher

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

La presenza di Messi al Barcelona è sempre stata fondamentale. Il giocatore che più di ogni altro prima di lui ha segnato una epoca. A livello di importanza può essere paragonato solo a altre due figure del barcelonismo. Gamper e Cruyff. Il primo perché senza di lui tutto questo non ci sarebbe stato, compresi i 121 anni di gloriosa storia. Johan perché è stato il padre del moderno Barcelona. Una squadra che con lui ha cambiato due volte. Da giocatore, perché ha portato il cambio di mentalità con la sua famosa frase manifesto che voleva chiudere con un passato di vittimismo. “Chi vince non piange. Fa piangere gli altri”. Il suo arrivo da giocatore impose la mentalità vincente e un gioco spavaldo sul modello olandese. Da allenatore perché tornò in uno dei momenti più bui della storia del club con la ribellione della plantilla per un discorso di premi in danaro. Johan fece un repulisti e la squadra rifiorì e si lanciò verso la costruzione del Dream Team, diretto antesignano del Barça di Guardiola.

Messi è un punto fermo della formazione blaugrana come i suoi predecessori. La sua leadership tecnica in campo è indubbia. Senza di lui nulla sarebbe stato lo stesso a livello di trionfi e trofei conquistati. Ma quest’anno può essere importantissimo anche da un altro punto di vista. Con Koeman, e la fine di un glorioso ciclo reso chiaramente manifesto a Lisbona, è necessaria una nuova rivoluzione. Koeman ha deciso per la via della gioventù. Non più una squadra di campioni ultra trentenni, ma una di giovani talenti. Ma come non si può giocare con soli giocatori in avanti con l’età, altrettanto non si può fare con una formazione di ragazzi. Serve una miscellanea di ambo le cose. Fuori dunque campioni come Suarez, Vidal, Rakitic, Umtiti, con altri che avranno un ruolo meno predominante come Busquets, e dentro talenti del calibro di Ansu, Riqui Puig, Pedri, Trincao compensati con l’esperienza dei vari Piqué, Messi, Griezmann, De Jong, Pjanic.

Proprio l’argentino sarà in questa stagione ancora più importante perché avrà un compito fondamentale per il Barça del futuro. Fare da chioccia a un gruppo di campioncini in erba che necessitano di essere instradati, accompagnati verso la strada del trionfo dai giusti insegnamenti. In questo Leo sarà basilare per costruire la squadra del futuro. Il 10 blaugrana quest’anno avrà il doppio incarico di trascinare la squadra sul campo e costruire, forgiare i campioni di domani. Sarà come Schumacher è stato per la Mercedes all’inizio dell’avventura della scuderia tedesca in Formula Uno. Catastrofico a livello di risultati, ma con l’esperienza, la professionalità, le conoscenze, i consigli e la mentalità vincente del sette volte campione del mondo ha permesso a tutto l’ambiente di gettare le basi per la scuderia fenomenale che è oggi. Ecco ciò che dovrà essere Messi in questa stagione, l’anno zero del nuovo Barça. Se il club lo avesse perso proprio in questa stagione sarebbe stato devastante. Come dire… mutuando il capolavoro di Oscar Wilde, L’importanza di chiamarsi Messi.

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